il welby ha un grande merito sociale: ha posto un problema che ci riguarda tutti
specie quelli che hanno meno di 40 anni, con i progressi della tecnologia in atto, rischiano per la maggior parte di non poter morire di morte naturale, ma di finire i propri giorni attaccati ad un macchinario che, se non lo spegni, ti tiene in vita
ormai la morte totale, quella che si vede ancora nei film, la morte di quando i mulini erano bianchi, con i figli attorno, le zie che pregano e gli angioletti o i diavoli che t'aspettano sul soffitto, non c'è più e non ci sarà più in futuro
quindi, tutti, dobbiamo poter decidere prima che cazzo fare (mi si perdoni la gergale esclamazione, ma è opportuna) di questo corpo ingombrante
terzani nel libro "la mia fine e il mio inizio" racconta che decide di non curarsi proprio per nulla, per poter morire senza tante innaturali terapie
morire sta diventando un lusso, insomma
il welby ha sollevato il problema, ed è un bene, perchè riguarda, statisticamente parlando, quasi tutti, se non in prima persona (magari muori di botto in un bel tornante della parma-mare) almeno per qualche parente prossimo
bisogna che la chiesa ritorni alla pietà cristiana, e lasci perdere l'arroganza che non apparteneva al Figlio di Dio