la Moratti teme che le ritorsioni della Cina sulle imprese italiane, paventate pure da Massimo D’Alema, finiscano per estendersi alla candidatura di Milano a sede dell’Expo 2015. A tre mesi dalla riunione plenaria convocata a Parigi dal Bie — l’organismo internazionale che assegna la kermesse ritenuta da Comune, Provincia e Regione «un volano per l’economia» —, il sindaco non vuole, insomma, mettere a repentaglio la ricostruzione dei rapporti amichevoli con l’ex Celeste Impero.

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