Che si sappia muovere sullo scenario internazionale non c'è dubbio.
Che vada sempre nella direzione giusta, ecco, su quello i dubbi ci sono.
Hilary ha una posizione politica filo-israeliana estrema, molto più vicina alla destra repubblicana che non alla linea dei democratici, perlomeno negli ultimi tre-quattro anni. E anche verso altri paesi non è esattamente una diplomatica conciliante.
Da un lato, la nomina di Hilary a un ruolo di responsabilità era praticamente indispensabile per Obama se voleva cementare l'unità del partito. Dall'altro, questa scelta smorzerà inevitabilmente lo slancio progressista della politica di Obama in politica estera. È possibile che cose come il ritiro dall'Iraq nel 2010 e la chiusura di Guantanamo vengano a questo punto ritardate, se non cancellate dalla lista delle promesse elettorali.