SessoM ProvvedimentoMancato rinnovo Età31-35 anni ProfessioneQuadroTipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altroSettoreRicerca e sviluppoCittàFILa storia

Sono sua madre. L'ho visto trasformarsi sotto i miei occhi: era un giovane uomo fiducioso nelle sue capacità e nella sua preparazione (sempre al massimo, ovvio, fino al dottorato in una di quelle discipline per le quali doveva esserci richiesta). Poi il sogno della ricerca tramonta: l'università, almeno per lui, non lascia spazio a prospettive. All'inizio era comunque sereno: passerà, diceva. Poi, invece sono passati gli anni. Non che non abbia lavorato, anzi! Senza orario, senza ferie, senza malattia, senza certezza di essere pagato, senza potersi ribellare di fronte a irregolarità o a dei veri imbrogli. Certo che una condizione di lavoro come questa è oro colato per il datore di lavoro! Nonostante le attestazioni di stima e i riconoscimenti verbali per il buon lavoro svolto, ad ogni rinnovo le condizioni sono diventate sempre più iugulatorie ed esose. Altrimenti, senza spiegazioni, non c'era nessun rinnovo e basta. La legge, per carità!, lo consente: è fatta apposta per quello. Mio figlio si è logorato nella ricerca continua di lavori sempre diversi, si è reinventato ogni volta competenze e specializzazioni senza avere un posto nel mondo. E' diventato, a poco a poco, un'altra persona: diffidente, angosciato, rancoroso. Me ne accorgo dal suo sguardo anche se con me non si lamenta neppure, per non perdere il coraggio. Ma sa che a breve il suo ultimo contratto scadrà. Oggi, stupidamente, come per sdrammatizzare, gli ho chiesto quali progetti avesse. Né progetti né speranze, mi ha risposto, come un vecchio. Io, questo non lo potrò mai perdonare.