mah, con tutti i container che si spostano con ogni mezzo ogni giorno, lo vedo un problema minore; la questione dei tre anni e mezzo da un'olimpiade all'altra invece e' importante, pero' potrebbero esser girati alla nazione che le ospitera' la volta dopo, che avra' tutto il tempo di rinfrescarli e prepararli
inoltre bisognerebbe che la gente (leggasi le nazioni) ridimensionasse le proprie manie di grandezza: credo che anche gli spettacoli di apertura e chiusura fagocitino un bel po' di soldi
per spalmarlo su piu' nazioni, potrebbe funzionare per esempio per le olimpiadi invernali: spesso le montagne sono confine tra due o piu' nazioni vicine, italia francia e svizzera potrebbero tranquillamente ospitare un'olimpiade condivisa senza complicare troppo la vita alle persone
Credo che ci voglia un lavoro di studio del territorio, del sistema viario, degli impianti esistenti e della logistica per poter ospitare quelle 20/30000 persone minimo.
Il tutto dovrebbe portare ad impegnare molti soldi per la costruzione principalmente di alloggi e riattazione ed ammodernamento degli impianti esistenti ritenuti idonei.
Gli alloggi andrebbero secondo me costruiti con lo scopo di essere in seguito utilizzati come edilizia popolare e quindi i soldi pubblici vedrebbero almeno un fine dopo l'utilizzo per le olimpiadi.
Ovviamente queste cose valgono per gli stati esteri e quindi molto meglio organizzati e capaci di tre passi indietro, non valgono per l'Italia, purtroppo abbiamo degli amministratori che non mancherebbero l'occasione di fare una pista di ciclismo in piazza San Marco.
Non dimentichiamoci comunque che le olimpiadi portano al paese ospitante un fiume di denaro non indifferente e quindi è anche un business, ci sono i resti dopo la festa, ma sarebbe interessante conoscere anche quanto ha reso l'evento.
Quindi la mia ricetta potrebbe essere: massimizzare quanto esistente, costruzioni con un secondo uso ben definito in fase di progetto.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
Rimettere lo sport al centro dell'attenzione, eliminare i semidei, smettere di costruire villaggi olimpici che non servono a nessuno, usare gli impianti esistenti ammodernandone gli impianti di illuminazione (che servono alle tv per tramettere a colori), finirla di pensare che il tiro al piattello sia uno sporto olimpico o, in alternativa, far pagare i tiratori i giorni di soggiorno. E farli arrivare un'ora prima delle gare e rimandarli indietro un'ora dopo, meglio se su voli low cost (se serve l'aereo) in alternativa a casa in bici o in macchina. I costi se li sobbarca il Paese ospitante e se è bravo rientra con pubblicità e biglietti. Altrimenti fatti suoi.
Più o meno questo il il mio pensiero.![]()
- Uccise tremila astronavi spaziali poi fu ucciso da una Lambretta sui viali.
- No MP tecnici tanto non saprei che cazzo dirvi
- ... fulgido esempio di intenti
e' uno dei pochi sport in cui abbiamo qualche rappresentante qui in provincia![]()
considerate però che molti impianti sono temporanei, vale a dire che si smontano alla fine dell'evento e si portano da un altra parte, dove serve. Quello che resta sono gli alloggi, che potrebbero essere convertiti in alberghi o abitazioni comuni, i mega stadi e alcune strutture non rimovibili.
Penso semplicemente che bisogna valutare attentamente tutti i costi prima anche solo di candidarsi. Con un attenta organizzazione e pianificazione si può fare.