Ai miei tempi la musica si vendeva a milioni di copie perché era MUSICA, alcuni LP/CD avevano oltre un anno di parto.
Ora si sfornano singoli come le patate dal fruttivendolo e la musica si consuma come un ghiacciolo al bar, in questo modo è ovvio che per mantenere la macchina (artisti e siae) il soldi devono essere in parte estorti alla gente.
Ammetto che quando parlo di artisti (Penso a Rihanna, Emma Marrone, Bieber ecc.) mi viene una tristezza infinita.
La musica si vende se piace, saranno cambiati i tempi ma non il motivo per cui si compra la musica.
Ora si compra diversamente perchè son cambiati i supporti, i canali di distribuzione, si consuma diversamente e da una platea enormemente più ampia secondo me.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.