la chiesa puo' fare quel che vuole, entro i limiti del rispetto della legge secolare; in ogni caso, il diretto interessato deve - se e' deciso a continuare la sua storia sentimentale - abbandonare l'abito talare non in quanto gay, ma perche' ha deciso di rompere il voto di castita' e non ha senso che stiamo qua a discutere se sia giusto o sbagliato, perche' al momento queste sono le regole
che poi che le nuove dinamiche sociali dovrebbero diventare un argomento di discussione prioritario all'interno della chiesa per evitarne il declino inesorabile, e' un altro discorso, e' un problema che decideranno loro se affrontare o meno, ma al momento il sacerdozio prevede il celibato e la castita' come base: se li disattendi, sei automaticamente fuori, mi pare abbastanza ovvio (anche se per altre ragioni, ci sono legalmente preti sposati all'interno della chiesa cattolica, al momento, ma e' una questione diversa)

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