l'acqua sprecata è un concetto prevalentemente economico, almeno in quei luoghi ove ce n'è abbastanza da permettere comunque a tutti di averne a sufficienza. E mi spiego: l'acqua sprecata non è persa per sempre, semplicemente segue un ciclo che la riporta o direttamente nell'acquedotto dopo essere stata purificata, oppure nel ciclo naturale dell'acqua (evaporazione, nuvole, piogge, etc.) e quindi successivamente comunque di nuovo nell'acquedotto.

E' chiaro quindi che sprecare l'acqua in posto dove ce n'è tanta, non comporta problemi reali nè la sottrae a chi in altri luoghi del mondo non ne ha. (l'impianto idrico di Milano, non è collegato a nessuna città africana, e se è per quello manco al resto della rete idrica italiana nel suo insieme. In altre parole l'acqua è un bene prevalentemente "locale" o per meglio dire, al massimo "regionale", anche se gli acquedotti possono percorrere centinaia di chilometri).

Dove invece ce n'è poca, sprecarla rappresenta un danno non solo economico (per chi la spreca dopo averla pagata) ma anche sociale, perchè sprecando l'acqua in un luogo dove ce n'è poca, il "ciclo dell'acqua" è troppo lento e chi già aveva poca acqua rischia di restare senza.

Per farla breve, se a Milano sprechi ettolitri di acqua al massimo pagherai una bolletta dell'acqua più costosa, ma quella stessa acqua sprecata non viene sottratta a nessuno che ne ha bisogno in altre parti del mondo e ritornerà comunque in circolo nell'acquedotto prima che il resto dell'acqua dispinibile in città possa anche solo lontanamente esaurirsi.

Se invece sprechi acqua a Messina, dove in questi giorni manca per vari problemi infrastrutturali, rischi di restare a secco perchè ce n'è di meno e soprattutto ci sono problemi tecnici di distribuzione. In altri luoghi del mondo, manca proprio l'acqua a livello sorgivo e quindi il problema è ancora peggiore: anche se ci fossero infrastrutture adeguate, ci sarebbe comunque troppa poca acqua disponibile a far girare nell'acquedotto.