1 - "NON VOGLIO ENTRARE IN QUESTO FAR WEST CHIAMATO iTALIA"
Alle 19, prima di iniziare il CdA straordinario, Marco Tronchetti Provera ha preso la decisione fatale: dimissioni dalla presidenza Telecom e Guido Rossi al centro. Il proposito di gettare la spugna covava da questa mattina. Poi un colloquio con Guido Rossi, l’uomo più potente d’Italia, quindi una telefonata alla sposa Afef per comunicarle la decisione. "Non voglio entrare in questo Far West chiamato Italia", avrebbe detto. "Se vogliono le sparatorie, se le facciano con qualcun altro".

Un passo indietro, per lanciarsi in avanti. L’arruolamento di Guido Rossi - il solo in grado di risolvere qualsiasi problemaccio di questo disgraziato Paese – è un avvertimento a Prodi che il Far West sta per cominciare, davvero. E saranno dolori veri perché – se il fallimento dovesse esplodere – deve essere chiaro chi lo ha innescato, con dossier, dichiarazioni e comportamenti abusivi, così fuori dalla legge che in un altro Paese sarebbe caduto il governo.

2 - FT: VICENDA DA ASILO INFANTILE…
(Apcom) - "Molto interessante" ma "pericolosa per entrambe le parti": così il Financial Times di domani definisce la disputa fra Romano Prodi e Marco Tronchetti Provera sulla vicenda Telecom. Prodi - spiega il quotidiano, secondo l’anticipazione diffusa stasera - ha tutto il diritto di essere furioso, ma ciò che appare "imperdonabile" è la decisione fuori dal comune di aver diffuso una dichiarazione ufficiale con il resoconto dettagliato degli incontri del premier con Tronchetti Provera, prima dell’annuncio della ristrutturazione del gruppo.

"Per quale che sia l’arrabbiatura per essere stato posto in una situazione politicamente scomoda - scrive FT - nessun primo ministro dovrebbe rivelare il contenuto di conversazioni private", specie quando coinvolgono alcune delle maggiori aziende mondiali del settore mediatico. Un comportamento del genere è "un segnale allarmante per chiunque voglia fare affari in Italia", è il duro giudizio. "Come potrà in futuro il governo garantire la sicurezza di informazioni riservate?"

Quanto a Tronchetti Provera, la vicenda ha messo in luce il cuore dei suoi problemi: "Semplicemente, lui e i suoi partner, Telecom Italia l’hanno pagata troppo". A questo punto, "l’unica cosa di cui lui e Prodi hanno urgente bisogno è di disinnescare la situazione attuale, evitandone una ulteriore escalation". "I mercati finanziari si aspettano che i governi e le grandi aziende agiscano in modo maturo e accorto, e non come bambini dispettosi in un asilo infantile. E’ troppo pretenderlo dall’Italia?"

3 - FT: COSI' PRODI ALLONTANA INVESTITORI STRANIERI…
(ANSA) - Il Financial Times dedica oggi un editoriale intitolato ’Il parossismo di Prodi’, osservando che sul caso Telecom ’pubblicare discussioni private non attrarra’ investitori stranieri’. ’Immaginate le polemiche se George Bush, presidente Usa, pubblicasse i dettagli di una possibile fusione tra Citigroup e Hsbc, menzionati durante un incontro privato con il direttore generale di Citigroup. Tali incontri accadono in tutto il mondo - gli industriali spesso vogliono discutere fusioni delicate con i politici - ma per un politico pubblicare questi dettagli sarebbe sbalorditivo. Eppure, questo e’ esattamente quel che ha fatto Romano Prodi, il primo ministro italiano, nel caso di Telecom Italia. Cosi’ facendo ha invitato ad allontanarsi gli investitori stranieri e minato la sua stessa autorita’’, scrive il quotidiano.

L’FT ripercorre la vicenda di questi giorni, e nota come arrivi ’dopo una buona partenza del governo Prodi’ in materia di riforme economiche, con un clima favorevole a investimenti stranieri, ’ma la pubblicazione da parte di Prodi di informazioni private di un’azienda manda agli investitori stranieri il peggior segnale possibile: non solo bloccheremo le vostre proposte di accordi in Italia, ma le faremo trapelare per ottenerne vantaggi politici’. Per l’FT, ’che Prodi sentisse la necessita’ di un vantaggio politico e’ deprimente’, perche’ ’dovrebbe salutare con favore investimenti stranieri, se vuole smuovere l’economia italiana’, e avrebbe dovuto chiarire in altri modi. ’Il risultato incoraggera’ i membri del suo governo meno orientati al mercato - conclude il giornale - e la sua coalizione rischia di emergerne meno unita e meno impegnata sulle riforme. I governi - specialmente quelli italiani – sono notoriamente scarsi nel mantenere i segreti ufficiali. Ma i segreti svelati da Prodi non erano i suoi’.


Dagospia 15 Settembre 2006