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  1. #31
    ma Emilio Fede ha rubato la password ad agiaco? :master:

  2. #32
    Utente di HTML.it
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    Sì vabbè, non è il caso che vi mettiate a fare la parte dei lapidatori. Ha scritto una vaccata, bon, chiuso, piantatela un po'.

  3. #33
    Utente di HTML.it L'avatar di Gren
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    Boh, a me quello di agiaco sembrava un ovvio commento ironico, soprattutto conoscendo un po' le sue opinioni. Dissacrante -volendo-, così come dissacrante è lo spettacolo di giulio. Potrà non piacere, ma sicuramente non mi sembra il caso di prendersi e prenderlo così sul serio. O sì, magari... per carità. Ho detto anch'io la mia, nè (visto che lo fanno tutti).

  4. #34
    Mi ha detto mia madre che dovrebbero averne parlato anche a Radio Popolare (sennò gliel'avrei segnalato io)

  5. #35
    Moderatore di Off Topic, Kickstarter e XML L'avatar di Sky
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    Originariamente inviato da Gren


    Non ho saputo trattenermi, scusate
    Lo Stato deve dare ai cittadini, come diritto, ciò che la mafia dà come favore.
    Carlo Alberto dalla Chiesa

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  6. #36
    Riporto, segnalato su Facebook:


    Il giullare odiato dalla mafia
    di Carlo Lucarelli

    Giulio Cavalli è un attore. O meglio, un giullare, come si definisce lui. Giulio fa quello che in maniera semplicistica definiamo Teatro Civile, e non a caso lo scrivo con le maiuscole. Uno dei suoi ultimi spettacoli, per esempio, si chiama "Linate 8 ottobre 2001: la strage" e racconta uno dei più grandi disastri della nostra aviazione civile, con tutta la sua drammaticità e il suo mistero.

    Ma siamo in Italia. Uno degli argomenti di cui ci si può occupare quando si fa teatro civile da noi è la Mafia, e Giulio questo lo fa. Con uno spettacolo che si chiama "Do ut Des" e con una trasmissione radiofonica che va in onda su AgoraVox Italia e che ha un titolo indicativo, perché si chiama "Mafiopoli", che è come Peppino Impastato chiamava il suo paese, con ironia e coraggio.

    E infatti Giulio Cavalli fa come Peppino Impastato: ride di mafia. Però siamo in Italia. Così Giulio è sotto protezione da parte delle forze dell'ordine, si ritrova bare disegnate sul muro del teatro che gestisce a Nebbiolo di Tavazzano in provincia di Lodi, e l'ultima cosa che gli è successa è che gli hanno scritto sulla fiancata del furgoncino smettila, e non dimentichiamo e Riina Libero, con una croce vicino, perché capisca bene.

    Allora, non dimentichiamocelo che siamo in Italia. Perché è da un po' che sta succedendo questa cosa, che oltre a quelli che stanno in prima linea nella lotta alla Mafia, come magistrati, forze dell'ordine, amministratori e giornalisti, vengono minacciati e colpiti anche gli scrittori, anche gli attori, anche i giullari, oltre che i semplici cittadini. E questo significa due cose. Che la cultura fa paura come la legge e l'informazione, perché è lei stessa legalità e informazione. E che questa guerra contro la Mafia non ha trincee. È guerra totale, e a combatterla siamo chiamati tutti.
    28 Nov 2008

    http://www.unita.it/index.php?sectio...dNotizia=73637

  7. #37
    C'è anche una bella frase di Dario Fo:

    “In un dialogo in catalano antico fra un contadino e un giullare che si lamentava per le angherie e le minacce subite di continuo ad opera di sconosciuti, il villano chiedeva al fabulatore: “Ma di cosa ti minacciano?” . Il giullare rispondeva: “Addirittura di spaccarmi la testa ” e il villano commentava: “Accidenti! Devi avere un gran cervello in quel cranio! E’ quello che fa paura ai mascalzoni e ai tiranni. Vuol dire anche che sai far ridere delle loro angherie: la risata è l’atto più insopportabile per i potenti e i prepotenti. Hai tutta la mia ammirazione. Grazie.” così terminò il villano offrendo al giullare un calice di vino e la sua colazione. A nostra volta, Franca ed io, ti diciamo caro Giulio: Grazie.”
    La prima regola di Utonter è: non parlare di Utonter. La seconda regola: non si parla di Utonter - Ich habe eine schön bratwurst in mein leder hosen -... -.-. . -- --- / -.-. .... .. / .-.. . --. --. .

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