Adoro (a volte) viaggiare in treno. E' il miglior compromesso per conoscere (ma non troppo) le persone. Insomma, quella superficialità che dà il meglio e il peggio di sé, senza mai cadere nel troppo scipito (leggi noioso). Ieri ero in compagnia della di un giornalista televisivo, di un suo amico (entrambi 40-50enni piacioni, ricchi di nozioni musicali, televisive, gossippare) e la sua diciottenne figliola (una creatura fresca come il caprifoglio, deliziosa quanto svampita). Scatta l'operazione salva-noia, intrecciando un fitto fuoco di domande sulla suddetta.

- Dimmi almeno due canzoni e i relativi album di Joe Sarnataro.
- ??
- Come, non conosci Joe Sarnataro?! E vogliamo vivere senza? Andiamo bene!
- Qual è il nome del marito di Paola Perego?
- Ehm... non so!
- Che è anche l'agente di ...?
- Non so.
- Ma dài, Costantino!
- Per che l'equipe 84 si chiamava così?
- Non lo so. Ma voi fate domande strane, che sapete solo voi!
- Ok, passiamo alla geografia. La capitale degli USA?
- Los Angeles?
- Seee, vabbé....


Mi inserisco nel quizzone anche io, controbattendo i due marpioni e per dare una tregua alla fanciulla in evidente imbarazzo (ok ok, anche per vantarmi). Passa il tempo e come al solito le fila del discorso si allargano, dipandosi fino all'inevitabile "giochiamo a chi è gay nel mondo dello spettacolo"?

Sfilza di botta e risposta.

Mai come quest'anno è stato riproposto l'argomento attorno al quale gravita l'attenzione di una certa stampa e tv. L'orientamento sessuale esce allo scoperto come il colore o l'aperitivo preferito, irreggimentato dai fronti d'opinione su questo o quel tema, sull'avallo o il diniego di certe posizioni nell'ambito dei diritti civili. Se la cosa può apparire condivisibile sul piano del dibattito, non è il massimo del buon gusto piantata così. Eppure accade sempre più spesso che l'argomento spunti fuori, specie con estranei. Anzi, con gli estranei si è cortocircuitato il percorso: si va dal privato al generale, reinventando l'approccio, depistando le sovrastrutture sociali (lavoro, posizione) per passare dietro al sipario, alle pulsioni, al carattere della nostra intimità.