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DaZKooL
22-08-2006, 08:36
http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200608images/fedele01.jpg

"COSENZA. L’11 maggio, un giorno di festa: il Tribunale del riesame di Catanzaro decide la scarcerazione di Padre Fedele Bisceglie, il francescano arrestato a Cosenza il 23 gennaio con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una suora. La gioia è durata poco. Perché poco dopo quella della giustizia civile è arrivata la decisione di quella ecclesiastica: i superiori del frate hanno deciso che Padre Fedele ha bisogno di un lungo periodo di riflessione. Detto fatto il frate è stato spedito al confino in Corsica.

Preghiere
Che rifletta e preghi, chiuso in un convento perso nel verde dell’isola francese. Lassù vive ormai da due mesi, insieme con quattro confratelli, in una località che resta segreta. Natura, preghiera e meditazione. Ma non è perfetta letizia, perché Padre Fedele si sente prigioniero: delle conesguenze di un’accusa che lui continua a protestare falsa più ancora che delle mura del convento.

Non l’hanno piegato tre mesi e mezzo trascorsi agli arresti domiciliari in un altro convento francescano, a Belvedere Marittimo: tutto sommato, poco distante da casa e in mezzo a volti amici. Non l’avevano piegato gli otto giorni trascorsi in cella subito dopo l’arresto, quando però Padre Fedele poteva consolarsi ascoltando la folla che si era radunata sotto il carcere per gridagli la sua solidarietà. Oggi il frate è rimasto solo, gli è probito di occuparsi della sua Oasi, dove prestava assistenza ai poverelli cosentini, gli sono probiti i contatti con la sua gente. «E si sta lasciando morire lentamente» assicura chi ha visto il frate e gli parla spesso. Nelle sue giornate fatte soltanto di silenzio e preghiera, Padre Fedele s’è affidato a Padre Pio - maestro che a sua volta ebbe contrasti aspri con la gerarchia della Chiesa - e dalla Corsica lancia un grido di dolore: «Lasciatemi tornare al mio lavoro, lasciatemi tornare all’Oasi».

La voce non è più quella tonante dei giorni migliori, quando Padre Fedele prendeva d’assalto il Comune pretendendo che pagasse l’assistenza a una famiglia senzatetto o puntava deciso sull’ufficio di un imprenditore per convincerlo a fare una donazione. Padre Fedele stenta perfino a parlare, racconta il presidente dell’associazione Diritti Civili Franco Corbelli, che sta conducendo una campagna solitaria per ottenere al francescano il permesso di tornare a Cosenza. «Ci sono gravi problemi di salute - dice -: a fine aprile Padre Fedele ha affrontato un intervento chirurgico alla prostata ed è ancora in cura». A Padre Fedele manca la medicina più efficace: i visi delle persone che ha aiutato negli ultimi quarant’anni. «Solo la preghiera costante a San Pio mi dà la forza di tenere duro e andare avanti», racconta.

Certo, uscendo dall’ordine francescano non sarebbe costretto ad obbedire ai superiori, ma questa alle orecchie del frate suona come la più terribile delle bestemmie: «Mai, non lo farò mai perché sarebbe come tradire la mia fede più profonda, ciò a cui ho consacrato tutta la mia vita. Sarebbe come lasciarsi schiacciare da un’accusa terribile e infondata, sarebbe come arrendersi». Come ammettere una colpa che il francescano 65enne che ha sempre negato con forza: «Non c’è stata nessuna violenza sessuale, solo un castello d’accuse».

Tre donne
Medita,Padre Fedele, in attesa di un processo che - lui non ha dubbi - lo riconoscerà del tutto innocente. Medita sul fatto che il collegio del Tribunale del riesame che lo ha rimesso in libertà era composto da tre donne, il più difficile da affrontare portando il peso di un’accusa di violenza sessuale. «Invece - continua Franco Corbelli - la scarcerazione testimonia del fatto che l’accusa è del tutto inconsistente e che la suora è ritenuta inattendibile. Ora bisogna rimediare a un esilio ingiusto: le forze di Padre Fedele, la sua resistenza hanno iniziato a cedere. Sono preoccupato, temo per la sua vita. Non sarebbe la prima volta che una depressione profonda aggrava le conseguenze di una malattia: e Padre Fedele è un uomo malato». Un uomo malato che ha bisogno di lottare per ritrovare la grinta dei giorni migliori.

Irriconoscibile
Uscendo dal convento di Belvedere Marittimo aveva commentato: «Hanno preso il mio nome e lo hanno gettato nel fango, ma io ho la forza per continuare sulla mia strada e per non abbandonare la mia missione». Sognava di tornare all’Oasi anche se fin dal giorno dell’arresto a Cosenza s’era capito che non sarebbe più tornato in città. L’asilo dei poveri s’è trasformato in un poliambulatorio che offre assistenza a centinaia di persone ogni giorno nel quale dentisti, ginecologi, cardiologi, medici generici prestano servizio volontario. Ora il frate che immediatamente dopo lo Tsunami si era precipitato in Estremo Oriente e che passava ancora diversi mesi l’anno in Africa, il francescano che dopo l’arresto chiedeva di guardare in faccia la suora che lo accusa è ridotto allo spettro di se stesso. Il braccio di mare che lo separa dalla sua Calabria sembra una barriera insormontabile. «È irriconoscibile» assicura Corbelli, che a Cosenza sta organizzando una mobilitazione senza precedenti: «Restituiteci Padre Fedele prima che sia troppo tardi»."

[ fonte (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200608articoli/9233girata.asp) ]

In un convento sperduto, si...ma guardate sulla parete :biifu: :biifu: :biifu:
'stardi :D

valentinanet
22-08-2006, 08:49
come fotomontaggio non è nemmeno fatto bene...

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