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Visualizza la versione completa : Tasse e ingenuita'


ARCTiC
02-10-2006, 19:20
Apro un altro thread (discostandomi da quello che parla dell'ultima finanziaria) perche' il discorso riguarda il sistema di tassazione in generale, e non questa finanziaria in particolari, ne' le scelte/convinzioni dell'uno o dell'altro schieramento.
La domanda e' piuttosto ingenua, e me ne rendo conto, ma per quanto mi possa sforzare a trovare spiegazioni logiche nel sistema di tassazione "a scaglioni", e' proprio la logica che mi fa pensare/credere che cio' non ha molto senso.
Diciamo molto semplicisticamente che "le tasse" sono un certo ammontare di denaro che ognuno di noi, partecipando attivamente alla vita sociale, viene chiamato a pagare in funzione e in proporzione al proprio reddito, tale denaro serve evidentemente a far funzionare la societa' moderna (quindi indirettamente ci rientra "in tasca"). Il concetto e' semplice: universalmente esiste una ricchezza, il modo in cui viene distribuita la ricchezza determina quanto ognuno di noi deve pagare di tasse. Ipotizziamo che la ricchezza "globale" sia pari a 1000, e che una percentuale predetermina di tasse, calcolata per far "funzionare" il mondo sia il 20% di tale ricchezza, per semplicita' diciamo che questa percentuale sia costante nel tempo, le tasse in totale ammonteranno a 200. Saranno per *sempre* 200, cambiera' solo quanto ognuno di noi dovra' pagare per raggiungere questo valore.
In base a questa considerazione risulta semplice e logico pensare che ognuno di noi dovra' contribuire *proporzionalmente* in funzione al proprio reddito, perche' se io produco piu' ricchezza, sfrutto una percentuale maggiore delle "risorse", quindi pago anche di piu'. Quindi tizio che guadagna 100 si privera' di 20, caio che guadagna 200 si privera' di 40. La matematica non e' un'opinione, l'impatto "economico" di tizio sara' esattamente uguale a quello di caio.. cioe' un "povero" che si priva della domenica a mare e ostia, sara' un ricco che si priva di un weekend a new york.
Nasce, quindi la mia domanda ingenua: perche' uno che guadagna di piu' dovrebbe pagare una percentuale piu' alta di tasse, quando la percentuale esiste proprio per proporzionalizzare (ma esiste sta parola?) in modo corretto e "democratico" quanto ognuno di noi dovrebbe pagare? Non ne vedo la ragione, io che guadano il doppio di te, pago GIA' IL DOPPIO di tasse (e' matematica!!!) perche' devo pagarne il triplo? Ma soprattutto se io guadagno il doppio lavoro anche il doppio (sempre semplicisticamente ipotizziamo che tutti facciano lo stesso lavoro, altrimenti nascono discussioni se sia piu' "faticoso" vendere i giornali o fare il programmatore di software).
Mi rendo conto che le cose non sono cosi' semplici come appaiono... ma c'e' una ragione pratica per cui cio' debba necessariamente accedere? Perche' una percentuale fissa sul sistema di tassazione non puo' essere ragionevolmente applicata?
Grazie a chi si e' sorbito tutto questo sproloquio. :P

miki.
02-10-2006, 19:24
vai da un povero che ha 10 euro in mano e toglili 1 euro, poi vai da un ricco che ha 10 miliardi e toglili 2 miliardi.

Secondo te chi è che realmente ci rimette di più alla fine?

ARCTiC
02-10-2006, 19:31
Originariamente inviato da miki.
vai da un povero che ha 10 euro in mano e toglili 1 euro, poi vai da un ricco che ha 10 miliardi e toglili 2 miliardi.

Secondo te chi è che realmente ci rimette di più alla fine?

Veramente erano due euro per il "povero". :) In proporzione ci rimettono entrambi lo stesso! Basta considerare il potere d'acquisto di 10 euro confrontandoli con 10 miliardi.

makemorenoise
02-10-2006, 19:33
se non ricordo male, il sistema di tassazione ideale prevede un prelievo fiscale attorno al 30% rispetto al PIL. questo con un debito pubblico uguale a zero.

il problema è che in Italia non si può applicare perchè esiste il debito pubblico, e di conseguenza si deve trovare il modo di recuperarlo. semplicemente qualcuno in passato ha pensato che per rientrare si doveva applicare il metodo tutt'ora in vigore.

jonnym78
02-10-2006, 19:37
Originariamente inviato da ARCTiC
Veramente erano due euro per il "povero". :) In proporzione ci rimettono entrambi lo stesso! Basta considerare il potere d'acquisto di 10 euro confrontandoli con 10 miliardi.

solo che il povero muore di fame

ARCTiC
02-10-2006, 19:38
Originariamente inviato da makemorenoise
se non ricordo male, il sistema di tassazione ideale prevede un prelievo fiscale attorno al 30% rispetto al PIL. questo con un debito pubblico uguale a zero.

il problema è che in Italia non si può applicare perchè esiste il debito pubblico, e di conseguenza si deve trovare il modo di recuperarlo. semplicemente qualcuno in passato ha pensato che per rientrare si doveva applicare il metodo tutt'ora in vigore.

Perche' mai ? Se con un debito pubblico azzerato il prelievo fiscale ammonta al 30% allora basta aumentare il prelievo fiscale della percentuale che basta per azzerare il debito, e poi riportala al 30%, in modo pero' uniforme per TUTTI! No?

ARCTiC
02-10-2006, 19:40
Originariamente inviato da jonnym78
solo che il povero muore di fame

Perche' con 10 euro invece mangia per un anno.

morfeus
02-10-2006, 19:40
c'è una soglia minima che ognuno dovrebbe avere per vivere dignitosamente, o perlomeno questo dovrebbe essere l'optimum da raggiungere, poi si possono fare tutte le discussioni di merito

miki.
02-10-2006, 19:40
Originariamente inviato da ARCTiC
Veramente erano due euro per il "povero". :) In proporzione ci rimettono entrambi lo stesso! Basta considerare il potere d'acquisto di 10 euro confrontandoli con 10 miliardi.

era per far capire che in % togli di più al ricco, ma in realtà la cosa pesa di più sul povero che non sul ricco.

miki.
02-10-2006, 19:41
Originariamente inviato da ARCTiC
Perche' con 10 euro invece mangia per un anno.

allora che facciamo, l'ammaziamo?

visto che c'ha solo 10 euro, lasciamoglieli no?

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