PDA

Visualizza la versione completa : [V-Day] Il cosa e il come


seifer is back
13-09-2007, 09:10
L COSA E IL COME

di Daniele Luttazzi

Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante, e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle.
( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando lui le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day." Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come il modo attuale ). E' un metodo che in passato, ad esempio, non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-



ecco, riassume in maniera quasi perfetta la mia visione.

Mr_White
13-09-2007, 09:20
La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva.

Bella frase. Concretamente, come si traduce in azione? Perchè se non si traduce in un'azione (anche raffazzonata) resta una masturbazione mentale.

P.S. Ne "Il cosa" io avverto qualche scricchiolio, soprattutto pensando alla prima parte dello spettacolo "Adenoidi" di Luttazzi di qualche anno fa.

jsmoran
13-09-2007, 09:22
Lucido come sempre, Luttazzi.

marco@linuxbox
13-09-2007, 09:24
Si applaude l'enfasi.

Molto berlusconiano come modo di fare proselitismo :D

fred84
13-09-2007, 09:29
Originariamente inviato da seifer is back
ecco, riassume in maniera quasi perfetta la mia visione.

wsim
13-09-2007, 09:35
Originariamente inviato da Mr_White
La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva.

Bella frase. Concretamente, come si traduce in azione?

La politica deve impegnarsi a cambiare se stessa, e anche gli elettori visto che la politica è la loro espressione. Inutile lamentarsi dei "disonesti" al potere se si è disonesti anche nel piccolo.
E dato che è difficile pensare che gli elettori, da soli, facciano autocoscienza, la politica stessa, attraverso i suoi uomini migliori (che ci sono e hanno voce e mezzi per farlo) deve dare l'esempio e aiutare a cambiare il paese. In alcune parti d'Italia ciò sta già (lentamente) avvenendo.

Quello di Luttazzi è il mio pensiero da tempo, guarda caso in questi giorni nel forum ho scritto cose molto simili per le quali non serviva nessun Grillo a dare la sveglia...

Mr_White
13-09-2007, 09:42
Originariamente inviato da wsim
La politica deve impegnarsi a cambiare se stessa, e anche gli elettori visto che la politica è la loro espressione. Inutile lamentarsi dei "disonesti" al potere se si è disonesti anche nel piccolo.
E dato che è difficile pensare che gli elettori, da soli, facciano autocoscienza, la politica stessa, attraverso i suoi uomini migliori (che ci sono e hanno voce e mezzi per farlo) deve dare l'esempio e aiutare a cambiare il paese.


Wsim, sai benissimo che siamo spesso d'accordo sugli argomenti più svariati. Ma questa tua speranza / convinzione mi sembra terribilmente poco realistica e difficilmente condivisibile; fatico meno a credere nella Grande Lavastoglie(tm) che in un risveglio spontaneo (anche lento) della classe politica italiana. Non ne vedo segni.

Spero di essere pessimista; sarebbe una bella sorpresa.

COLENZO
13-09-2007, 09:43
Originariamente inviato da Mr_White
Wsim, sai benissimo che siamo spesso d'accordo sugli argomenti più svariati. Ma questa tua speranza / convinzione mi sembra terribilmente poco realistica e difficilmente condivisibile; fatico meno a credere nella Grande Lavastoglie(tm) che in un risveglio spontaneo (anche lento) della classe politica italiana. Non ne vedo segni.

Spero di essere pessimista; sarebbe una bella sorpresa.

non è ottimismo, o cambia o rischia il collasso

Mr_White
13-09-2007, 09:45
Originariamente inviato da COLENZO
non è ottimismo, o cambia o rischia il collasso

Mah. Come Tangentopoli? :madai!?:

Edit: Scusa la faccina, non volevo essere strafottente. E' che veramente non ci credo più.

galz
13-09-2007, 09:47
Originariamente inviato da COLENZO
non è ottimismo, o cambia o rischia il collasso
Bah... noi siamo già passati per la fase tangentopoli. E' cambiato qualcosa?
Non credo in Grillo, ma non credo neanche nella capacità di automodificarsi di questi politici. Anche perchè noi continuiamo a votarli

Loading