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Visualizza la versione completa : Imitation of life


@rgo1
17-11-2007, 11:52
mi riferisco sia al libro (Fannie Hurst-1933) che ai vari film tratti.

un romanzo drammatico molto attuale.

tutti che vorrebbero essere nei panni di qcun altro dimenticando così gli affetti veri, la propria personalità, vivendo una vita che non è la propria ma solo la pallida imitazione di qcosa/qcuno che non avremo/saremo mai...

secondo me ricorda molto la società odierna dove tutti vorrebbero essere qcuno purchè non se stessi...(mi riferisco a aspiranti veline, meteore, calciatori da gossip ecc)

whitefox
17-11-2007, 12:01
http://digilander.libero.it/arosati76/thx4info.gif

Furcas
17-11-2007, 12:14
Guarda, anni fa, durante il mio primo anno di università, alla fine di un corso ho seguito una bella conferenza del professore Domenico Corradini, filosofo del diritto, professore di diritto pubblico a Pisa e che fu invitato dal mio insegnante di corso del quale era amico.
La relazione di Corradini era chiamato "Il tempo dell' apparenza", e fu una bella analisi del tempo attuale, e della voglia che tutti abbiamo di apparire, di indossare, come diceva lui, "una maschera dietro alla quale nascondiamo il nostro vero io, per poterci poi sentire più a nostro agio tra la gente". In pratica, lo stesso concetto che sta in fondo al libro di Hurst.
Son passati tanti anni, ma ti giuro che gli appunti che presi allora li tengo ancora conservati, perché li trovo ancora oggi molto attuali. Siamo, inutile negarlo, nell'età dell'apparenza, dove apparire conta più dell'essere.
Che ci piaccia o meno, questa è la situazione attuale. Come se fossimo tutti ad un grande ballo in maschera settecentesco, quando i nobili erano soliti portare delle maschere sul viso.
E, se vogliamo, possiamo anche allargare il discorso, parlando anche di internet, di come questo discorso valga anche, e forse ancora di più, per la rete, dove moltissimi rifuggono dalla realtà, cercando di essere quello che non riescono, o non possono essere, nella vita di tutti i giorni.

@rgo1
17-11-2007, 12:30
Originariamente inviato da Furcas
Guarda, anni fa, durante il mio primo anno di università, alla fine di un corso ho seguito una bella conferenza del professore Domenico Corradini, filosofo del diritto, professore di diritto pubblico a Pisa e che fu invitato dal mio insegnante di corso del quale era amico.
La relazione di Corradini era chiamato "Il tempo dell' apparenza", e fu una bella analisi del tempo attuale, e della voglia che tutti abbiamo di apparire, di indossare, come diceva lui, "una maschera dietro alla quale nascondiamo il nostro vero io, per poterci poi sentire più a nostro agio tra la gente". In pratica, lo stesso concetto che sta in fondo al libro di Hurst.
Son passati tanti anni, ma ti giuro che gli appunti che presi allora li tengo ancora conservati, perché li trovo ancora oggi molto attuali. Siamo, inutile negarlo, nell'età dell'apparenza, dove apparire conta più dell'essere.
Che ci piaccia o meno, questa è la situazione attuale. Come se fossimo tutti ad un grande ballo in maschera settecentesco, quando i nobili erano soliti portare delle maschere sul viso.
E, se vogliamo, possiamo anche allargare il discorso, parlando anche di internet, di come questo discorso valga anche, e forse ancora di più, per la rete, dove moltissimi rifuggono dalla realtà, cercando di essere quello che non riescono, o non possono essere, nella vita di tutti i giorni.

è tutto molto triste no?

accorgersene e non sapere come comportarsi, sapere però che la vita è una sola e abbiamo una scadenza come il latte...

insomma uno se ne accorge e vorrebbe anche prendere le dovute distanze riappropriarsi della sua vita più vera, del suo io più vero...
poi però gli altri gli danno dell'alternativo e lo ghettizzano e così passi la tua vita solo con altri alternativi.

che per carità è pur sempre meglio che stare soli però appunto è ghettizzante rispetto alla massa...

poi non so se sono stata spiegata.

io soffro molto questa recita e tra l'altro credo mi venga anche poco e male...vorrei semplicemente vivere accorgermi della vita che mi passa accanto e fare della mia vita un percorso umano interessante.
morire pensando che ho vissuto quelle piccole cose che mi piacevano tanto non che ho corso tutta la vita non sono cmq riuscita a fare tutto quello che si pretendeva da me e adesso muoio così con l'impressione di non aver vissuto di avere ancora tutto da fare....

vabbè oggi è una giornata così.

in un altro 3D Nyxo mi ha detto resetta e riparti, ma io sono disorientata.... :(

Furcas
17-11-2007, 12:45
Assolutamente sì, è molto triste.
Anche perché la cosa triste è la consapevolezza di tutto ciò, e nonostante questo una incapacità (o forse la mancanza di volontà?) di estraniarsi da questo modo di vivere.
Sappiamo che le cose vanno così, ma anziché ribellarsi, ci mettiamo in coda.
Un po' come a capodanno, quando tutti dicono di odiare il "trenino" ma poi si mettono in fila lo stesso.
Ci siamo costruiti uno schermo, dietro al quale nasconderci, e poco ci interessa se da là dietro poi la realtà ci appaia deformata, quasi come se fossimo nella casa degli specchi di un luna park, dove nulla è davvero ciò che sembra.
Se non ricordo male, fu Wilde a dire che il mondo è soltanto un grande palcoscenico dove i ruoli son mal distribuiti.
Ecco, a noi interessa occupare il proscenio, ed essere al centro dell'attenzione per poter ricevere i nostri applausi (fregandocene se siano poi veri o solo di convenienza).

E su internet, poi, il "rischio" è ancora maggiore, perchè a lungo andare, si perde il confine tra vero e fittizio, reale ed irreale.

whitefox
17-11-2007, 12:50
E' il mondo ad essere triste o lo siete voi, che vi preoccupate di queste cose che non hanno alcun senso?

Furcas
17-11-2007, 12:59
Originariamente inviato da whitefox
E' il mondo ad essere triste o lo siete voi, che vi preoccupate di queste cose che non hanno alcun senso?

La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? :madai!?:

Ovvio che se vogliamo ridurla al minimo, la questione si risolve con un semplice "fregatene e vai avanti".
Però, se ci si guarda attorno, e se ne vuole discutere, non vedo perchè definire la cosa triste.
Poi, permettimi, ognuno trova un senso a quello che interessa a lui. Ciò che può avere un senso per me non lo ha per te, così come possibile il contrario. :bhò:

@rgo1
17-11-2007, 13:05
hanno senso invece hanno senso...

andrea.paiola
17-11-2007, 13:23
c'è anche la canzone e relativo video dei REM :madai!?:
http://youtube.com/watch?v=CEhT2QlRBMo

seifer is back
17-11-2007, 13:43
ogni essere vivente vuole essere qualcun'altro.

per questo si va a scuola, si cerca un lavoro e si fanno amicizie.

per essere diversi da quello che siamo in quel momento, per migliorarsi(peggiorarsi) per essere diversi.

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