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Visualizza la versione completa : Su Dio, l'intelletto e le scelte di comodo


magnus
06-12-2007, 13:40
Ragionavo... ( faccio un pò l'avvocato del diavolo in questo 3d :D )

Credo che ognuno ogni giorno cerchi di vivere al meglio ciò che la vita ha da offrirgli.

Per qualcuno l'idea che esista un Dio può essere di conforto nei momenti difficili o può rappresentare una guida nelle scelte da compiere; per altri l'ateismo può rappresentare una scelta dettata da coscienza.

Personalmente ritengo che al momento l'ateismo non offra però lo stesso "supporto morale" e quindi probabilmente sia la via meno indicata verso una serena esistenza.
Chi, sapendo che dovrà vivere pochi anni ( 100 o meno che siano ), avrebbe la forza di restare sereno fortemente convinto che oltre c'è il nulla e che quindi tutto è stato vano?

Credere quindi, potrebbe diventare una scelta di comodo per affrontare ( anche se incoscientemente ) meglio l'esistenza?
In fondo darsi uno scopo è un'incentivo niente male.

Un'ovvia obiezione potrebbe essere: io non posso scegliere di essere "credente" se sono fortemente convinto che finisca tutto qui!

La questione però è diversa: da cosa deriva questa forte convinzione? Voglio dire, non ci sono prove ( al limite esistono supposizioni ) nell'uno o nell'altro caso. Uno a uno palla all centro.

Certo, da persona razionale potrei essere portato a limitare tutto, a ciò che vedo e che è spiegato. Perchè introdurre nuovo figure per spiegare quel che vedo e sono?

Perchè il problema di spiegarlo rimane eh...

Probabilmente tale introduzione avrebbe di buono, il rappresentare un buon palliativo qualora io sia in dubbio e quindi a rigor di logica potrebbe mostrarsi come la scelta più "intelligente" ( e di comodo ) da compiere per vivere un esistenza serena.

Morale della favola: forse la cosa più "intelligente" ( sottolineo le virgolette ) e di comodo da fare - nel dubbio - è credere, lasciarsi una speranza nella ricerca o percorrere strade che portano a ciò.

Nel dubbio anche la speranza da conforto. Ecco perchè non capisco gli atei: meglio gli agnostici.

E ricordatevi:
Solo gli idioti non hanno dubbi.
Ne sei sicuro?
Non ho alcun dubbio

:stordita:

NOTA IMPORTANTE: DIO <> Chiesa
Parlo di "Dio" in generale.

Sergiao
06-12-2007, 13:42
Ma per piacere.

Corinna
06-12-2007, 13:43
Non si sceglie se credere o no.
Anche a me farebbe comodo poter sperare in qualcosa, ma se non ci credo mica posso fare una scelta per essere più serena e comoda.

whitefox
06-12-2007, 13:45
Boooooh, io sono arrivato a credere che l'intelletto non serva a nulla in questi casi.
Per me la fede è come l'amore: se c'è c'è, altrimenti nulla. E' un sentimento, non è una speculazione intellettuale.

Io onestamente non sento la fede, quindi mi reputo ateo nel senso vero e proprio di "senza dio", non di "colui che smentisce l'esistenza su basi scientifiche etc."

aedo
06-12-2007, 13:47
Originariamente inviato da Sergiao
Ma per piacere. :biifu:

dark80
06-12-2007, 13:47
Non posso far altro che unirmi al pensiero di chi ha già risposto...

massi71
06-12-2007, 13:48
che forum di atei!


cmq non è possibile imporsi una fede per "quieto vivere"


beati gli ignoranti :madai!?:

magnus
06-12-2007, 14:28
Originariamente inviato da massi71
beati gli ignoranti :madai!?:

magnus
06-12-2007, 14:32
Originariamente inviato da massi71
cmq non è possibile imporsi una fede per "quieto vivere"


Ovviamente la mia era una provocazione.

beh, almeno tu ti sei degnato di rifletterci su e non hai fatto il figo come tanti :D

DeBe99
06-12-2007, 14:41
Mi piacerebbe tanto poter credere in Dio, poter credere che qualcuno prima o poi potrebbe ascoltarmi e poter credere che un giorno tutto andrà per il meglio. Vorrei tanto poter trovare conforto in una preghiera, e poter sperare un giorno di finire in un posto migliore.
Purtroppo però non è una scelta.

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