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Visualizza la versione completa : 5 dicembre


tremalnaik_sal
14-12-2007, 12:19
Lunedì 10 Dicembre 2007
Salve, sono un operaio. Sì esistiamo ancora, ma non abbiate paura: io sono già morto. Oggi sfilerete per la mia città con il lutto al braccio, osserverete qualche minuto di silenzio e deporrete fiori per ricordare me e i miei tre compagni di lavoro scomparsi in quell'inferno di fabbrica. Ma noi eravamo già morti, bruciati nell'animo dall'indifferenza.

Non potete immaginare cosa voglia dire lavorare per sedici ore consecutive tra il rumore, la puzza di combustibile e un calore che ti scioglie le ossa e ogni pensiero. Dopo una decina di ore non capisci più quello che stai facendo. Vai avanti per inerzia con gesti automatici e a morire nemmeno ci pensi. Perché morire lavorando è la cosa più assurda che ti possa succedere.

Magari ci scherzi su col caposquadra, che ti lancia un'occhiata paterna e bonaria prima di dirti «Badòla, torna a lavorare!», perché ha la commissione da terminare e in fretta. Già, le commissioni. Qui parlavano tanto di smantellamento, eppure continuavano a dirottare su Torino tante di quelle lavorazioni che ho ormai perso il conto. Ufficialmente, però, stavamo smantellando. Così, qualcuno di noi si ritrovava pure a fare le pulizie.

Altro che operai specializzati. Schiavi a ore, ecco cos'eravamo.

Capita poi un giorno che per il sovraccarico di lavoro scoppi un tubo pieno di olio lubrificante. Quei tubi che ti avvolgono come un boa per tutta la fabbrica, ma mica ci pensi che potrebbero stringerti in un atroce finale.

L'olio si è incendiato quasi subito e, ve lo assicuro, vedere i propri amici, i propri compagni di sudore, quelli di cui conosci mogli, figli...

Vederli arsi vivi, beh, ti uccide ancor prima di essere morto. Per me è stato così, almeno. Non mi sono nemmeno accorto che stavo facendo la loro stessa fine.

È strano, sapete? Dopo i primi istanti di dolore, in cui vorresti strapparti il cuore, non senti più nulla. Il fuoco purifica, ma soprattutto ti brucia tutte le terminazioni nervose della pelle e non senti più dolore. Almeno così dicevano i medici mentre cercavano di staccarmi i vestiti, che si erano ormai fusi sulla mia pelle. Un paio di giorni di agonia e poi via, nemmeno il tempo per una lacrima. Tanto non l'avrei sentita rigarmi la faccia.

Ora è finita, ho timbrato il cartellino per l'ultima volta mercoledì 5 dicembre. Avevo 26 anni ed ero operaio. Non esistevo prima e tra qualche giorno non esisterò più.

Ciao
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non l'ha scritta l'operaio ma rende bene l'idea
:incupito: :nonlodire

ladyesse
14-12-2007, 12:29
Non ci sono parole.
L'unica cosa da fare è leggere e riflettere.Riflettere su quanto siamo fortunati a non avere un lavoro massacrante in condizioni disagiate,fortunati ad essere vivi e godere della nostra famiglia.
Fortunati.

magnus
14-12-2007, 12:43
La situazione è molto triste e purtroppo non intravedo alcuna soluzione in italia.

ladyesse
14-12-2007, 12:54
Io penso spesso a quanto frustrante sia lavorare ad una catena di montaggio,essere monitorata ogni secondo,lavorare in condizioni pericolose e nocive.
Mi meraviglio comunque che nel 2007 non ci sia ancora la cultura della sicurezza sul lavoro e che continuino ad esserci un sacco di morti.

tremalnaik_sal
14-12-2007, 12:57
Originariamente inviato da ladyesse
Mi meraviglio comunque che nel 2007 non ci sia ancora la cultura della sicurezza sul lavoro e che continuino ad esserci un sacco di morti.

l'unica cultura che esiste e' quella del profitto purtroppo, tanto per fare un'esempio negli ultimi dieci anni i profitti delle aziende sono aumentati del 90% mentre i salari del 5%

wsim
14-12-2007, 12:57
Originariamente inviato da tremalnaik_sal

Non potete immaginare cosa voglia dire lavorare per sedici ore consecutive

a Shenzhen, forse...

ladyesse
14-12-2007, 12:59
Originariamente inviato da tremalnaik_sal
l'unica cultura che esiste e' quella del profitto purtroppo, tanto per fare un'esempio negli ultimi dieci anni i profitti delle aziende sono aumentati del 90% mentre i salari del 5%
Purtroppo hai ragione.
La corsa al profitto fa dimenticare che chi contribuisce è l'essere umano.
Pensa che pure in ospedale ormai si ragiona solo per numeri di prestazioni e l'aspetto umano viene a mancare.

tremalnaik_sal
14-12-2007, 13:00
Originariamente inviato da wsim
a Shenzhen, forse...

non mi sembra il caso di fare dello spirito le frasi vanno lette in modo completo

ladyesse
14-12-2007, 13:01
Originariamente inviato da wsim
a Shenzhen, forse...
Basta stare a torino.
Veramente quegli operai erano costretti a fare un sacco di ore di straordinario.

magnus
14-12-2007, 13:01
Originariamente inviato da tremalnaik_sal
l'unica cultura che esiste e' quella del profitto purtroppo, tanto per fare un'esempio negli ultimi dieci anni i profitti delle aziende sono aumentati del 90% mentre i salari del 5%

La questione è che in italia i grandi imprenditori sono demotivati ad investire. Pensa a quali vantaggi avrebbero ad aprire stabilimenti in asia o in cina.

Quindi la soluzione non c'è. Se anche il governo dicesse: adeguatevi sulla sicurezza, non farebbe altro che motivare ancora di più la migrazione verso l'estero.
Ovviamente però la sicurezza non può essere un optional.

La vedo dura.

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