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Visualizza la versione completa : And the winner will be.......


GnoKy
27-03-2008, 12:00
Miss Landmine - Angola 2008 (http://www.miss-landmine.org/misslandmine_candidates.html)

A me piace questa e l'ho votata (so che ci tenevate a saperlo):

http://www.miss-landmine.org/images/largepics/benguela.jpg

Teneri i particolari sugli abiti


...
Clothes / Roupa: American Apparel, € 34
Turban & Jewellery / Jóias: Myffdesign, € 15
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Druzya
27-03-2008, 12:18
non so se lodare l'iniziativa per il suo valore di integrazione o per il bieco cinismo :D

GnoKy
27-03-2008, 13:10
Beh, magari un mix di entrambi con prevalenza per il primo. E' un modo provocatorio di provare a chiamare l'attenzione dell'opinione pubblica per un problema non molto sentito nell'occidente ma che in quei posti assume una valenza pratica devastante (pensare a forme di agricoltura di sussistenza diventa materia "esplosiva"). Ma anche una voglia di "normale" protagonismo.




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Dream job / Profissáo preferido: Boss / Chefe
...
:D

Martin
27-03-2008, 13:15
Originariamente inviato da GnoKy


Teneri i particolari sugli abiti

Subito sotto c'è il costo delle mine...

GnoKy
27-03-2008, 13:18
Originariamente inviato da Martin
Subito sotto c'è il costo delle mine...
si. e anche chi le fornisci.
Interessante queste 3 informazioni messe insieme. Alquanto surreali.

Druzya
27-03-2008, 13:24
Originariamente inviato da GnoKy
Beh, magari un mix di entrambi con prevalenza per il primo. E' un modo provocatorio di provare a chiamare l'attenzione dell'opinione pubblica per un problema non molto sentito nell'occidente ma che in quei posti assume una valenza pratica devastante (pensare a forme di agricoltura di sussistenza diventa materia "esplosiva"). Ma anche una voglia di "normale" protagonismo.


:D

non e' molto sentito no, qui in italia tra l'altro siamo tra i primi produttori, di mine antiuomo, se non erro.

GnoKy
27-03-2008, 13:27
ma non c'era stato un tentativo di conversione industriale delle fabbriche italiane di mine?

darkkik
27-03-2008, 14:32
Originariamente inviato da Druzya
non e' molto sentito no, qui in italia tra l'altro siamo tra i primi produttori, di mine antiuomo, se non erro.
:incupito:

rebelia
27-03-2008, 16:03
Originariamente inviato da GnoKy
ma non c'era stato un tentativo di conversione industriale delle fabbriche italiane di mine?

ricordo con raccapriccio un dibattito in tivvu' di qulache anno fa dove si sottolineava come chiudendo le fabbriche di mine antiuomo si sarebbero lasciati a casa circa 3000 lavoratori (se non sbaglio, chi parlava era un imprenditore della zona di bergamo/brescia o li' attorno)

the_hi†cher
27-03-2008, 16:32
Originariamente inviato da rebelia
ricordo con raccapriccio un dibattito in tivvu' di qulache anno fa dove si sottolineava come chiudendo le fabbriche di mine antiuomo si sarebbero lasciati a casa circa 3000 lavoratori (se non sbaglio, chi parlava era un imprenditore della zona di bergamo/brescia o li' attorno) di parecchi anni fa, più di dieci se si parlava di mine perchè per fortuna ogni tanto qualcosa di buono lo facciamo. dopo essere stati per decenni fra i maggiori produttori di mine antiuomo siamo stati anche fra i primi paesi a metterle al bando nel 1997 (se ricordo bene fu una campagna promossa con molto impegno dalla neonata emergency)
http://legxv.camera.it/banchedatiKM/Documenti/Leg15/Dossier/Testi/es0131.htm

MINE ANTIUOMO: UNA STORIA MADE IN ITALY
La Valsella non esiste più. Almeno come produttrice di mine: ora dalle sue fabbriche escono vetture ecologiche. Ma esiste una Valsella Singapore: e di questa, naturalmente, è difficile conoscere l’assetto societario. Altra storia per le mine già esportate. Su questo punto, afferma Nicoletta Dentico, si orienterà la futura campagna in Italia. Sulla responsabilità, su chi paga il danno: ambientale e, naturalmente, morale. “Le mine Fiat/Valsella stanno ancora esplodendo in tutto il mondo, nel Sahara Occidentale come in Kurdistan. E il ritiro dall’azionariato delle aziende produttrici non basta certo a risolvere il problema: rimane una responsabilità etica”, afferma Dentico. Intanto l’Italia, già in prima linea nella produzione di mine è oggi, dopo la firma della moratoria e dopo la legge 347 del 1997, all’avanguardia nella distruzione del proprio aresenale, con 6.379.636 mine distrutte nei due impianti di Noceto, in provincia di Parma, e di Baiano, nei pressi di Spoleto.

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