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Visualizza la versione completa : INPS: una vita di lavoro


@rgo1
22-04-2008, 22:10
sul corriere di oggi tra le lettere al corriere ce n'è una davvero inquietante.

il resp. di uno sportello consumatori segnala il caso di una signora piemontese che si lamenta del trattamento pensionistico, 33 anni di contributi come operaia + 5 anni come colf: totale 38 anni

pensione ricevuta = 450eu/mese

fa rifare i conti, non crede ai suoi occhi, e invece è tutto vero.

ad oggi 38 anni di contributi possono rendere 450eu/mese

una vita di lavoro. :incupito:

L'originale:

http://www.corriere.it/romano/08-04-22/08.spm

La dignità negata

"Mi hanno tolto la dignità di persona: dopo 38 anni di lavoro, mi danno 450 euro di pensione mensile!". Queste le parole di una signora allo sportello del consumatore di Biella. Ho fatto controllare dall'Inps i versamenti: 33 anni di contributi per lavoro in una fabbrica; poi, causa chiusura dell'azienda, 5 anni di contributi come collaboratrice domestica. Totale 38 anni di contributi pagati. Quindi è tutto esatto: con le leggi vigenti, alla signora spettano i 450 euro mensili di pensione! Ma quali leggi? Quelle approvate dalla nostra pessima classe politica, che ci ha governato sino ad oggi.

Livio Costa, Biella

taddeus
22-04-2008, 22:14
mio padre, 40 anni di contributi da commerciante, mi pare stia sui 600.

@rgo1
22-04-2008, 22:17
se le pensioni di adesso sono queste...
parliamo di gente che gode ancora del retributivo per la maggior parte degli anni che ha alle spalle.

noi col contributivo quanto prenderemo tra 20anni? niente?

taddeus
22-04-2008, 22:18
Originariamente inviato da @rgo1
se le pensioni di adesso sono queste...
parliamo di gente che gode ancora del retributivo per la maggior parte degli anni che ha alle spalle.

noi col contributivo quanto prenderemo tra 20anni? niente?
mediamente il 60% dell'ultimo stipendio.

@rgo1
22-04-2008, 22:28
Originariamente inviato da taddeus
mediamente il 60% dell'ultimo stipendio.

Magari.

Guarda qui:

http://www.pensionatiitaliani.it/giorni-doggi/quasi-quasi-la-pensione-me-la-faccio-io/

cito:

Vittorio, lavoratore autonomo, con una prospettiva media di crescita del reddito (2% annuo), ipotizzando una crescita bassa ( 0,5% ) della ricchezza del nostro Paese ( Pil ) nei prossimi anni e scegliendo di andare in pensione tra 20 anni, vale a dire al compimento del 65 compleanno, la pensione pubblica ( quella pagata con i contributi previdenziali ) corrisponderà a poco più del 40% del suo ultimo reddito.

Paolo, invece, è un lavoratore dipendente, con una carriera più promettente a 20 anni dal ritiro: la sua pensione sarà pari al 49% dell’ultimo stipendio.

E questi sono calcoli che risalgono al luglio 2007

Avanti di questo passo, in 20 anni rimarrà ben poco.

@rgo1
23-04-2008, 08:39
:confused:

l'evangelista
23-04-2008, 09:04
Originariamente inviato da @rgo1
noi col contributivo quanto prenderemo tra 20anni? niente? eh va be ma questo ce lo dicevano gia i professori alle superiori 15 anni fa :stordita:

@rgo1
23-04-2008, 10:03
Originariamente inviato da l'evangelista
eh va be ma questo ce lo dicevano gia i professori alle superiori 15 anni fa :stordita:

ma di cosa vivremo?
lo vedete anche voi che se i giovani d'oggi con mutuo e precarietà dovessero anche aiutare i genitori non ce la farebbero, è più frequente il contrario.

che vita attende noi vecchietti e i ns figli?

anche volendo lavorare fino alla morte (70?80?) a una certa età saranno le aziende stesse a non volerci più tra i piedi per ridotte performances (vecchiaia) e a quel punto?

maya975
23-04-2008, 10:18
Non so, sto valutando diversi piani per sopravvivere: 1)emigrare all'estero, il più lontano possibile dalla civiltà,e rifarmi una vita 2)vendere gli immobili che mi spetteranno un domani come patrimonio di famiglia.
Tutto questo con un briciolo di serenità dovuta alla pensione integrativa che sta facendo mio marito, che lavora nel pubblico, e senza calcolare eventuali figli, che francamente NON SO come farei a mantenere agli studi,o ad aiutarli un domani come i miei fanno con me... :(

miki.
23-04-2008, 10:20
Originariamente inviato da @rgo1
ma di cosa vivremo?
lo vedete anche voi che se i giovani d'oggi con mutuo e precarietà dovessero anche aiutare i genitori non ce la farebbero, è più frequente il contrario.

che vita attende noi vecchietti e i ns figli?

anche volendo lavorare fino alla morte (70?80?) a una certa età saranno le aziende stesse a non volerci più tra i piedi per ridotte performances (vecchiaia) e a quel punto?

il fatto di portare il tfr in un piano di investimento e' un modo per iniziare a sopravvivere.

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