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Visualizza la versione completa : [anticlericale] uahahahaha: si eliminano da soli!


yuri refolo
13-03-2009, 09:25
chebbello

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/fronda-curia/fronda-curia.html


Dopo lo scontro sui lefebvriani Ratzinger scrive una lettera in cui parla di "odio senza timore"
E a 4 anni dall'elezione alza il velo su una crisi cruciale all'interno della Curia
Il Papa e la guerra del Vaticano
"Ostilità pronte all'attacco"
di MARCO POLITI

Il Papa e la guerra del Vaticano "Ostilità pronte all'attacco"
CITTA DEL VATICANO - Una Curia allo sbando, un Papa chiuso nel suo palazzo e costretto a fronteggiare una bufera che l'Osservatore Romano definisce senza esempi in tempi recenti. E fughe di notizie che l'organo vaticano bolla come "miserande". Quattro anni dopo la sua elezione Benedetto XVI sperimenta una crisi cruciale del suo pontificato. Ferito e solo, ha scritto parole amare ed aspre ai vescovi di tutto il mondo, lamentando che - per la vicenda della scomunica condonata ai quattro vescovi lefebvriani e specie per il caso Williamson - proprio ambienti cattolici gli abbiano mostrato un'"ostilità pronta all'attacco". Persino arrivando a trattarlo, lui dice, con "odio senza timore e riserbo".

C'è qualcosa che traballa nella gestione della Curia. Se ne avevano segnali da tempo, ma la rivolta di alcuni grandi episcopati - in Germania, Austria, Francia e Svizzera - contro la decisione papale di graziare i vescovi lefebvriani scomunicati senza ottenere preventivamente una loro leale adesione al concilio Vaticano II, ha messo in luce una disfunzione più generale. Per due volte decisioni papali, che attendevano di essere rese note attraverso la sala stampa, sono state fatte filtrare all'esterno in anticipo causando clamore e polemiche. È successo con il decreto di revoca delle scomuniche, è capitato di nuovo con le indiscrezioni sulla lettera papale ai vescovi. Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore, fustiga in un corsivo le "manipolazioni e strumentalizzazioni" anche all'interno della Curia romana, ammonendo che la Curia è "organismo storicamente collegiale e che nella Chiesa ha un dovere di esemplarità".

Sferzata inedita e dura a chi nel palazzo apostolico non si è attenuto alla linea del riserbo e dell'obbedienza. Ma l'impaccio e le disfunzioni della macchina curiale vanno al di là della vicenda lefebvriana.

Benedetto XVI è solo. Ma non perché ci sia un partito che gli rema contro. Bensì per il suo di governo solitario, che non fa leva sulla consultazione e non presta attenzione ai segnali che vengono dall'esterno. Meno che mai quando provengono dal mondo dei media, considerato a priori con sospetto. "Benché sia stato più di un ventennio in Vaticano al tempo in cui era prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede - spiega off record un monsignore - Ratzinger non conosce affatto la Curia. Era chiuso ieri nella sua stanza nell'ex Sant'Uffizio ed è chiuso oggi nel suo studio da papa. Lui è un teologo, non è un uomo di governo. Passa metà della giornata a occuparsi dei problemi della Chiesa e l'altra metà concentrato sui suoi scritti: sul secondo volume dedicato a Gesù". Monsignore si ferma e soggiunge: "Non è detto che un grande teologo abbia con precisione il polso della realtà così come è".

Certo, esiste in Curia un pugno di fedelissimi. Il cardinale Bertone in primis. O il suo successore alla Congregazione per la Dottrina della fede, Levada. O il nuovo responsabile del dicastero del Culto divino, lo spagnolo Canizares. Parlano il suo stesso linguaggio i cardinali Grocholewski, responsabile del dicastero dell'Educazione cattolica, o Rodè, titolare della Congregazione dei religiosi. E fra i presidenti delle conferenze episcopali è in prima a linea a solidarizzare con il pontefice il cardinale Bagnasco, che prontamente ieri ha espresso "gratitudine" per le chiarificazioni del Papa. Ma la fedeltà non basta. "Ciò che si avverte - spiega un altro frequentatore dei sacri palazzi - è l'assenza di una guida lineare della macchina curiale". Macchina complessa, che va condotta con mano ferma dal Papa, dai suoi segretari di Stato e qualche volta da alcuni segretari particolari molto attivi dietro le quinte: come Capovilla per Giovanni XXIII, Macchi per Paolo VI, Dziwisz per Giovanni Paolo II.

Mons. Gaenswein, ed è un suo pregio caratteriale, non ama giocare a fare il braccio destro (occulto) del Papa. Ma contemporaneamente pesa il fatto che larga parte della macchina curiale non riconosce il Segretario di Stato Bertone come "uno dei suoi". Bertone non viene dalla diplomazia pontificia. Non ha fatto la trafila dei monsignori che hanno cominciato da minutanti in un ufficio della Curia e poi sono saliti crescendo nella rete di contatti, passando magari attraverso l'esperienza di un paio di nunziature all'estero. Bertone è un outsider. Scelto da Ratzinger perché suo primo collaboratore al Sant'Uffizio e perché di provata sintonia e fedeltà. Ma alla fin fine il mondo curiale non si sente sulla stessa lunghezza d'onda con il "salesiano".

Non è una posizione facile la sua. Da un lato finisce per essere in qualche modo separato dalla macchina curiale, dall'altro non può influire sulla direzione di marcia che di volta in volta Benedetto XVI intraprende. Abile nel controllare e riparare i danni, quando si verificano, il Segretario di Stato può tuttavia intervenire soltanto dopo. Perché in ultima analisi Ratzinger si esercita in uno stile di monarca solitario. Nella lettera ai vescovi il Papa riconosce che portata e limiti del suo decreto sui vescovi lefebvriani non siano stati "illustrati in modo sufficientemente chiaro" al momento della pubblicazione. Adesso finalmente la commissione Ecclesia Dei, guidata dal cardinale Castrillon Hoyos (fino a ieri titolare esclusivo dei negoziati con la Fraternità Pio X), verrà inquadrata nel lavoro della Congregazione per la Dottrina della fede e in tal modo - garantisce il Papa - nelle decisioni da prendere sulle trattative con i lefebvriani verranno coinvolti i cardinali capi-dicastero vaticani e i rappresentanti dell'episcopato mondiale partecipanti alle riunioni plenarie dell'ex Sant'Uffizio.

Il rimedio adottato ora rappresenta la confessione che Benedetto XVI nella vicenda non ha coinvolto nessuno, non ha informato nessuno e ha lasciato mano libera al cardinale Castrillon Hoyos, che non lo ha nemmeno informato esaurientemente sui trascorsi negazionisti di Williams, noti da più di un anno per la loro impudenza. I filo-lefebvriani di Curia in questa partita hanno giocato spregiudicatamente la carta delle indiscrezioni per dare per scontato un riavvicinamento ancora tutto da costruire. "Papa Ratzinger - confida un vescovo che ben conosce il sacro palazzo - è stato in fondo generoso nell'assumersi ogni responsabilità senza dare la colpa a nessun collaboratore. Ma nel suo modo di governare c'è un problema: parte sempre dall'assunto che quando è stabilita la verità di una linea, allora si deve andare avanti e basta. Non mette in conto le conseguenze esterne del suo ruolino di marcia e nella sua psicologia non crede nemmeno che gli uomini di Curia siano all'altezza di dargli veri consigli".

Non è casuale allora che siano stati i grandi episcopati d'Europa e del Canada a ribellarsi all'idea che con l'improvvisa mano tesa ai lefebvriani apparisse annacquata l'indispensabile fedeltà della Chiesa contemporanea ai principi del Vaticano II. Persino un intimo di Ratzinger come il cardinale di Vienna Schoenborn è stato costretto a denunciare le "insufficienti procedure di comunicazione nel Vaticano". Un modo elegante per evitare di criticare direttamente il Papa. Ma proprio in Austria si è giocato un altro evento senza precedenti nella storia dei pontificati moderni. Un vescovo ausiliare scelto dal pontefice è stato respinto dall'episcopato intero di una nazione, costringendo Benedetto XVI a un'ennesima marcia indietro.

Questo gli uomini di Curia non l'avevano mai visto.

:biifu: :quote: :malol:

wsim
13-03-2009, 09:34
l'acqua bolle a 100°

yuri refolo
13-03-2009, 09:51
Originariamente inviato da wsim
l'acqua bolle a 100°

bravo, hai fatto la battuta, ora torna a giocare in autostrada

muaddib
13-03-2009, 09:56
Che tristezza questa chiesa che si dibatte tra faide e correnti interne come fosse un PD qualunque.

wsim
13-03-2009, 09:59
Caro yuri, il senso era che se qualcuno pensa che le lotte intestine nella Chiesa siano cominciate con questo papa, ha bisogno che gli si rammenti a quanti gradi bolle l'acqua.
Compreso quel giornalista.

La Chiesa è un centro di potere, e nelle alte sfere gli uomini di Chiesa si comportano come in tutti i centri di potere del mondo.

lookha
13-03-2009, 10:01
Originariamente inviato da wsim
Caro yuri, il senso era che se qualcuno pensa che le lotte intestine nella Chiesa siano cominciate con questo papa, ha bisogno che gli si rammenti a quanti gradi bolle l'acqua.
Compreso quel giornalista.

La Chiesa è un centro di potere, e nelle alte sfere gli uomini di Chiesa si comportano come in tutti i centri di potere del mondo.
cmq Dan Brown gli fa un baffo a sta cosa :D
c'è da scriverci sopra un libro all'anno fino a schiattare

yuri refolo
13-03-2009, 10:07
Originariamente inviato da wsim
Caro yuri, il senso era che se qualcuno pensa che le lotte intestine nella Chiesa siano cominciate con questo papa, ha bisogno che gli si rammenti a quanti gradi bolle l'acqua.
Compreso quel giornalista.

La Chiesa è un centro di potere, e nelle alte sfere gli uomini di Chiesa si comportano come in tutti i centri di potere del mondo.

frena, allora ti chiedo scusa: il senso che (non) avevo capito era "posto un thread alla cazzo", beg my pardon

su quello che hai detto, niente da dire: che finisca, finalmente, sotto gli occhi di tutti mi fa particolarmente felice.

chissà che ne pensa la pia vecchietta che ha sempre cucinato il pesce di venerdì e che si incazza se suo figlio va a convivere, quel disgraziato, del fatto che il suo pretino di campagna è solo l'ultimo di una catena di politici che sbavano (quando va bene) dietro il potere come quelli che stanno in parlamento, con l'aggravante di far finta di curarsi delle anime degli uomini? con le dovute eccezioni, s'intende.

marco@linuxbox
13-03-2009, 10:10
Questo è uno di quei casi in cui rimpiango di non essere ancora nel medioevo ... a quel tempo lo avrebbero fatto fuori senza troppe fisime :sbav:

:D

Druzya
24-03-2009, 11:05
Bagnasco reagisce (http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-32/prolusione-bagnasco/prolusione-bagnasco.html)

" Sulla lotta all'Aids, fa capire Bagnasco, il Papa ha semplicemente ricordato che col condom il male non è stato stroncato, ma ha "più opportunamente esortato la promozione di un'opera ad ampio raggio che va inquadrata nella mentalità degli africani e si concretizza in particolare nella promozione effettiva della donna", potenziando "le esperienze di cura e di assistenza, finanziando la distribuzione di medicinali accessibili a tutti...". Ma "vorremmo anche dire, sommessamente e con energia - si legge nel testo - che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso...". "

sommessamente e con energia... non so perche', ma mi viene in mente uno sketch dei Monthy Phyton:

http://luciferknight.files.wordpress.com/2008/03/spanish_inquisition.jpg
scherzi a parte, quel "media o altro" fa tanto pensare a internet, non trovate? quindi mi chiedo, capisco offendere, ma irridere? Ad esempio, dichiareranno guerra al vernacoliere? lo scomunicheranno? o cercheranno di chiuderlo a forza di laicissime e terrene querele?


:D*

*questa mia faccina rappresenta il mio diritto alla satira e alla liberta' d'espressione.

valuzza
24-03-2009, 11:15
Originariamente inviato da Druzya ... :D :D :D
http://www.youtube.com/watch?v=j53Df24cvsc

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