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Nuvolari2
02-04-2010, 16:49
Apro topic a parte, perchè esula dallo stretto contesto delle ultime elezioni regionali.

Ho letto poco fa questo intervento di Severgnini sulla sua rubrica del Corriere, e l'ho trovato azzeccatissimo.

( http://www.corriere.it/italians/10_aprile_01/In-Italia-non-si-vota-per-indignazione_6de3b92e-3cdb-11df-80d0-00144f02aabe.shtml )

riporto il suo articolo integralmente, per chi non può accedere al sito del corriere...

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Posso immaginare come si sentono Santoro, Travaglio, Luttazzi e Grillo (non Di Pietro, però): vittime di un pesce d'aprile anticipato. Sono passati tre giorni dall'ennesimo successo elettorale di Berlusconi (referendum confermativo, buon risultato, colpo di coda, esercizio di sopravvivenza: insomma, è ancora lì) e pensano: gli italiani sono plagiati! Succubi! Disinformati! Se sapessero certe cose, non lo voterebbero! Né lui, né gli alleati che lo sostengono. Dietro questo pensiero sta un'illusione: che l'elettore voti, come in altri Paesi, per premiare e punire. Che l'indignazione stia alla base della scelta. Che la croce sulla scheda sia (anche) la conseguenza di un giudizio morale. Non è così. E' accaduto nel 1992 - ne beneficiò la Lega - poi più. Noi italiani, a differenza di altri europei e degli americani, non votiamo per punire. Votiamo per altri motivi. - Per veder perdere chi ci sta antipatico. E i grandi maestri dell'antipatia applicata, in Italia, stanno a sinistra: li ho incontrati al liceo, negli anni '70, e sono ancora in pista. Ogni tanto salta fuori qualcuno simpatico (Vendola, Renzi, Chiamparino): o non lo candidano o cercano di farlo fuori. In passato l'ho chiamato "effetto Palio" (ogni contrada vuole la vittoria, ma più ancora la sconfitta della contrada rivale). Il fenomeno è però più vasto. L'antipatia militante, in Italia, non muove solo la politica; muove tifo calcistico, arti e professioni.
- Per veder vincere chi ci sta simpatico. E il grande artista della simpatia, chi è? Simpatia di facciata, con battute e comportamenti che ci danneggiano all'estero? Simpatia levigata giorno per giorno da riviste colorate e programmi del pomeriggio? Simpatia protetta in prima serata dalle notizie sgradite? Certo, anche: ma simpatia rimane. Umano, troppo umano; e utile, molto utile per raccogliere il consenso nelle società emotive.
- Per interesse e convenienza. Non conosco cultura tanto idealista in teoria e così realista in pratica. Per quella che ritiene essere la sua convenienza vota il cittadino onesto, preoccupato della sicurezza. Ma anche l'evasore fiscale, occupazione part-time di buona parte della popolazione: non vota per arrivare all'equità e all'equilibrio dei conti pubblici, ma per minimizzare il rischio di controlli e sanzioni. Aggiungete il fatto che, tra i politici che parlano di morale e lungimiranza, molti sono degli ipocriti; e il quadro è completo. Simpatia, antipatia, interesse e convenienza: chi sa interpretarle, vince. È una constatazione, non una denuncia. So bene come gli elettori di un altro Beppe non siano d'accordo con quest'analisi. Li muove una comprensibile indignazione, ma li danneggia un'incomprensibile illusione: che la maggioranza degli italiani, se solo fosse informata, voterebbe diversamente, mossa da senso della giustizia e indignazione. Non è così, e qualcuno l'ha capito molto bene.
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agiaco
02-04-2010, 16:54
mah, interesse e connivenza passi, ma simpatia/antipatia mi pare proprio una scemenza

krakovia
02-04-2010, 16:56
quindi gli italiani non sono disinformati e fondamentalmente ingnoranti, son proprio stupidi, consolante

Nuvolari2
02-04-2010, 16:59
Originariamente inviato da agiaco
mah, interesse e connivenza passi, ma simpatia/antipatia mi pare proprio una scemenza

secondo me, molti votano proprio per simpatia...

Nuvolari2
02-04-2010, 17:00
Originariamente inviato da krakovia
quindi gli italiani non sono disinformati e fondamentalmente ingnoranti, son proprio stupidi, consolante

eppure, credo che non ci sia andato troppo lontano...

DeBe II
02-04-2010, 17:06
Non credo nemmeno io che ci sia andato lontano, anzi ha proprio centrato il bersaglio.
Quando incontro qualcuno che vota PDL, difficilmente è qualcuno che si interessa di politica o particolarmente informato, ma quasi sempre è qualcuno che dice che Berlusconi è simpatico. Alla fine fine, la maggioranza delle persone non ha una particolare convenienza a votare Berlusconi rispetto ad altri, e se anche si da un'occhiata ai programmi non sono cosi diversi. Quello che fa la differenza su tante persone, è la simpatia.

lufo5
02-04-2010, 17:07
Originariamente inviato da agiaco
mah, interesse e connivenza passi, ma simpatia/antipatia mi pare proprio una scemenza
e invece temo di no.. il popolo bue va di simpatia e pure di brutto.

MItaly
02-04-2010, 17:08
Originariamente inviato da agiaco
mah, interesse e connivenza passi, ma simpatia/antipatia mi pare proprio una scemenza
A me invece pare un'analisi azzeccata; magari non è un fattore dichiarato, ma ho sempre l'impressione che in diversi miei conoscenti pesi abbastanza nella scelta di votare Ilvio.

vonkranz
02-04-2010, 17:08
Originariamente inviato da Nuvolari2
eppure, credo che non ci sia andato troppo lontano...

lo penso anche io.

In piu' sono anche dell'idea che per gli italiani l'andare a votare sia una benemerita scocciatura, una cosa di cui volentieri farebbero a meno e/o che fanno "tanto per..." e non con la convinzione che il voto e' una cosa importante mediante il quale possono decidere le loro sorti. In pratica votano perche' si sentono quasi "obbligati", con l'idea: "ma tanto non serve a niente.."

nihil
02-04-2010, 17:09
Si vince anche grazie alla simpatia?
Allora due sono le cose:

- o non è vero
- oppure gli italiani hanno un senso dell'umorismo che non comprendo


A parte gli scherzi anche io non credo sia così sbagliato, però penso che la simpatia dipenda molto dallo stare dietro la stessa barricata. Diciamo che la battuta dell'amico fa molto più ridere di quella del nemico.

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