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Visualizza la versione completa : [Etica cliericale] Non bastavano i preti pedofili...


LeleFT
02-09-2010, 14:42
... ora arrivano anche i frati killer:

http://www.notiziarioitaliano.it/italia/cronaca/50504/giancarlo-stevanin-vuole-diventare-frate.html



A difesa di Stevanin anche il suo legale che dice che il killer è sempre stato molto religioso e che in carcere pregava spesso anche prima di avere questa discussa vocazione.

Se fosse stato meno religioso e un po' più civile, forse ci sarebbe qualche "figlio di dio" in più su questo pianeta... possibile che nessuno glielo abbia fatto notare?

wallrider
02-09-2010, 14:53
è il bello del cristianesimo, se ti "penti" puoi aver fatto qualsiasi cosa

assassino: mi sono pentito
prete: mah, a me non sembra
a: t'ammazzo e uso il tuo deretano come portapenne
p: miracolo alleluiaaaa

Aires
03-09-2010, 13:17
Originariamente inviato da LeleFT
... ora arrivano anche i frati killer:

http://www.notiziarioitaliano.it/italia/cronaca/50504/giancarlo-stevanin-vuole-diventare-frate.html



Se fosse stato meno religioso e un po' più civile, forse ci sarebbe qualche "figlio di dio" in più su questo pianeta... possibile che nessuno glielo abbia fatto notare?
Ma per favore... :nonlodire quante boiate sparate senza ragionare :madai!?:

kalosjo
03-09-2010, 13:33
Originariamente inviato da Aires
Ma per favore... :nonlodire quante boiate sparate senza ragionare :madai!?:

Quoto! Riquoto! Straquoto!

C'entra una fava quello che state dicendo.

LeleFT
03-09-2010, 13:47
Non so cosa abbiate capito voi... :confused:

La mia era una domanda di tipo etico.

Leggevo in un quotidiano un'intervista al "capo religioso" responsabile di questa cosa che diceva:

"Noi abbiamo mandato un frate a superviosionare la cosa per verificare che non sia un tentativo, da parte di Stevanin, di trovare una scorciatoia per lasciare il carcere... ad ogni modo, nulla osta a che lui possa diventare un frate, se le sue intenzioni verranno giudicate positivamente".

E l'avvocato difensore aggiungeva: "la decisione è stat presa dopo la morte della madre, che lo ha sempre educato alla preghiera".

E vi erano riportati i soliti esempi: San Paolo e l'assassino di Don Ciotti.

La mia riflessione verteva proprio su quanto in grassetto: se la madre lo avesse educato meno alla preghiera e un po' di più al senso civico, probabilmente non avrebbe ammazzato nessuno e il suo "cammino di fede" avrebbe avuto forse un po' più di senso...

Tutto qui.

Pastore12
03-09-2010, 15:29
Originariamente inviato da LeleFT
se la madre lo avesse educato meno alla preghiera e un po' di più al senso civico, probabilmente non avrebbe ammazzato nessuno e il suo "cammino di fede" avrebbe avuto forse un po' più di senso...
Non è detto che la madre fosse stata una buona insegnante e non è detto che ciascuno debba essere un buon allievo...
Da un punto di vista etico, se lui è realmente pentito e se è tornato sul "cammino di fede", dal quale evidentemente aveva deviato, allora questo suo cammino di fede ha ripreso un senso.

Arcane
03-09-2010, 15:54
Originariamente inviato da LeleFT
La mia riflessione verteva proprio su quanto in grassetto: se la madre lo avesse educato meno alla preghiera e un po' di più al senso civico, probabilmente non avrebbe ammazzato nessuno e il suo "cammino di fede" avrebbe avuto forse un po' più di senso...


La tua riflessione mi sembra un po tirata per i capelli, come tutti i ragionamenti del tipo "se fosse successo questo, allora..." :D E poi il fatto che la madre l'abbia aducato alla preghiera non esclude che gli abbia insegnato anche il basilare principio "uccidere non è bello" :stordita:

LeleFT
03-09-2010, 16:21
Originariamente inviato da Pastore12
Non è detto che la madre fosse stata una buona insegnante e non è detto che ciascuno debba essere un buon allievo...

Delle due almeno una... visti i risultati.
Se non ho un bravo insegnante o io non sono un bravo allievo, alla fine non posso diventare un bravo medico.



Da un punto di vista etico, se lui è realmente pentito e se è tornato sul "cammino di fede", dal quale evidentemente aveva deviato, allora questo suo cammino di fede ha ripreso un senso.

E' esattamente questo il punto che volevo sollevare: da un punto di vista religioso (lo ha detto anche il "supervisore" o come cavolo si chiama), ma anche da un punto di vista etico, ciò che lui ha fatto in passato non può (o non deve? o non dovrebbe? boh) influire su ciò che potrebbe essere in futuro.

A questo punto mi chiedo: c'è un limite a tutto questo o tutto è permesso?

Qualcuno sollevava una questione (per i religiosi) importante: il sacramento della confessione.

Premetto che, come credo si sia già capito, io con la fede c'entro proprio nulla. Quale effetto avrebbe su una persona devota, il ritrovarsi come "confessore" dei propri "peccati quotidiani" un ex-pluri-assassino? La cosa, dovrete ammettere, stride un po'...



E poi il fatto che la madre l'abbia aducato alla preghiera non esclude che gli abbia insegnato anche il basilare principio "uccidere non è bello"

Che è uno dei principi fondamentali insiti nella religione per la quale sta pregando... :madai!?:

Cinzia Satana
03-09-2010, 16:31
Originariamente inviato da LeleFT
... ora arrivano anche i frati killer:

http://www.notiziarioitaliano.it/italia/cronaca/50504/giancarlo-stevanin-vuole-diventare-frate.html



Se fosse stato meno religioso e un po' più civile, forse ci sarebbe qualche "figlio di dio" in più su questo pianeta... possibile che nessuno glielo abbia fatto notare?

...evidentemente non conoscete molto bene la storia di stevanin.
Stevanin è si un serial killer, ma a causa di un incidente in motorino che gli ha compromesso il cervello ha delle patologie psicologiche serie.
E' intelligente, anzi molto intelligente, ma non ha la possibilità di distinguere tra bene e male.
E cmq è vero che è ha sempre pregato dal momento che le 20000 foto di donne nude che avewva in casa avevano in mezzo santini di padre pio.

Pastore12
03-09-2010, 16:42
Originariamente inviato da LeleFT
Delle due almeno una... visti i risultati.
Se non ho un bravo insegnante o io non sono un bravo allievo, alla fine non posso diventare un bravo medico.

Quella del medico però è (almeno dovrebbe..) essere una scienza. Quella del religioso è una fede. Un medico che smetta di esercitare per 20 anni probabilmente tornando al suo posto di lavoro non sarà più capace di far nulla, perché la tecnica l'ha persa e il suo sapere l'ha dimenticato.
Se uno crede in dio, poi per 20 anni vive da ladro e assassino, nel momento in cui si pente e torna a credere in dio, avrà ancora la capacità di aver fede.


Originariamente inviato da LeleFT
E' esattamente questo il punto che volevo sollevare: da un punto di vista religioso (lo ha detto anche il "supervisore" o come cavolo si chiama), ma anche da un punto di vista etico, ciò che lui ha fatto in passato non può (o non deve? o non dovrebbe? boh) influire su ciò che potrebbe essere in futuro.
Il cristiano è anche chiamato a perdonare. E se uno si è pentito di quello che ha fatto, tanto basta.


Originariamente inviato da LeleFT
A questo punto mi chiedo: c'è un limite a tutto questo o tutto è permesso?

No, non esiste limite, è dio che perdona, e non c'è limite a ciò che può perdonare. Il cristiano deve sforzarsi di fare altrettanto.



Originariamente inviato da LeleFT
Qualcuno sollevava una questione (per i religiosi) importante: il sacramento della confessione.

Premetto che, come credo si sia già capito, io con la fede c'entro proprio nulla. Quale effetto avrebbe su una persona devota, il ritrovarsi come "confessore" dei propri "peccati quotidiani" un ex-pluri-assassino? La cosa, dovrete ammettere, stride un po'...

Che è uno dei principi fondamentali insiti nella religione per la quale sta pregando... :madai!?:
Beh, prendi San Paolo. Prima di diventare santo era un assassino di cristiani. Ed è diventato uno dei padri della chiesa.
Poi nessuno è obbligato a confessarsi con un sacerdote in particolare. Specie a un pluriomicida, se questo gli crea qualche turbamento.
E comunque nel momento della confessione il fedele non si confessa al prete, lui è solo un tramite di dio.

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