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Visualizza la versione completa : Le fasi di sviluppo di un farmaco.


lnessuno
28-10-2010, 09:47
http://www.psichesoma.com/le-fasi-di-sviluppo-di-un-farmaco/



Ecco una breve descrizione delle 10 fasi in cui viene sviluppato un farmaco:

1. Test di laboratorio individuano una molecola che ha effetto su cellule in cultura; 2. la si sperimenta su animali; 3. su volontari sani si valuta la tossicità; 4. test su malati ne valutano l’efficacia, confrontata rispetto al placebo, cioè all’acqua. Secondo gli esperti sarebbe meglio testarla rispetto a un altro farmaco (che si sa efficace) per valutare se c’è un vero progresso. Si passa alla fase di approvazione. 5. La documentazione favorevole al farmaco viene portata all’Emea (Agenzia europea per la valutazione dei farmaci), che non dipende dalla Sanità, ma dall’industria ed è finanziata al 70% dalle ditte farmaceutiche. Se la documentazione, che resta segreta, viene considerata adeguata, il farmaco viene approvato. 6. Poi la documentazione va all’Aifa (Agenzia del farmaco) che fissa prezzo ed eventuale rimborso del Servizio Sanitario Nazionale. 7. Il ministro della Sanità firma il decreto. 8. Nel frattempo ai congressi medici i relatori finanziati dall’azienda parlano da tempo della terapia per convincere i medici a prescriverla. Contemporaneamente gli uffici stampa delle aziende ospitano i giornalisti a tavole rotonde e simposi, spesso all’estero. I relatori sono ricercatori apparentemente neutri, ma spesso sono pagati dall’azienda per reclamizzare solo i vantaggi della nuova terapia ed enfatizzare i rischi e le dimensioni della malattia, a volte costruita “ad hoc”per il nuovo farmaco: se nell’articolo di un giornale non ci sono voci critiche, fuori dal coro, è probabile che la fonte sia solo quella pagata dall’azienda farmaceutica. 9. Alla fine. il farmaco arriva in farmacia. A questo punto si muovono gli informatori farmaceutici che visitano i medici nei loro studi e cominciano a vantare i vantaggi di quella molecola rispetto alle concorrenti presenti sul mercato per aumentarne la prescrizione. 10. Poi a distanza di anni arrivano i generici: in Italia più tardi che altrove. Il brevetto di un farmaco non dura 20 anni, ma 38, un vero record europeo, grazie a un certificato di protezione complementare che ha esteso la durata della copertura sull’84% dei farmaci in vendita.

Sembra solo a me o c’è davvero qualcosa che non quadra? Su quale punto agireste per migliorare questa catena di passaggi?

http://www.psichesoma.com/wp-content/uploads/2008/10/firma.png


anche a me c'è qualcosa che suona un po' strano in questa procedura, per esempio il fatto che la valutazione di un farmaco non lo fa lo stato ma le stesse industrie farmaceutiche, ma un po' tutti i passaggi mi sembrano... "strani"...

TeoB
28-10-2010, 09:52
Originariamente inviato da lnessuno
per esempio il fatto che la valutazione di un farmaco non lo fa lo stato ma le stesse industrie farmaceutiche,

Manca un punto fondamentale: la farmacovigilanza, di competenza statale: http://it.wikipedia.org/wiki/Farmacovigilanza

La responsabilità di eventuali effetti collaterali non scoperti (o omessi) è a carico dell'industria, quindi capisci che hanno poco da fare i furbi.

Edit: tra l'altro non mi pare che la documentazione sia segreta :stordita:

fred84
28-10-2010, 09:56
Originariamente inviato da TeoB
... stavo per chiamarti :D

bon, tutto tuo, io vado dove sai :D

TeoB
28-10-2010, 10:01
Originariamente inviato da fred84
stavo per chiamarti :D

bon, tutto tuo, io vado dove sai :D

Ciao, te ne lascio un pezzo per quando torni :D

lnessuno
28-10-2010, 10:01
Originariamente inviato da TeoB
Manca un punto fondamentale: la farmacovigilanza, di competenza statale: http://it.wikipedia.org/wiki/Farmacovigilanza

La responsabilità di eventuali effetti collaterali non scoperti (o omessi) è a carico dell'industria, quindi capisci che hanno poco da fare i furbi.

Edit: tra l'altro non mi pare che la documentazione sia segreta :stordita:


però guardando sul tuo link pare che la farmacovigilanza sia fa capo all'aifa, e leggendo sulla pagina dell'aifa non si parla di test veri e propri ma solo di prezzi... e di "coordinare le informazioni relative ai farmaci e vaccini, tra le aziende farmaceutiche, i medici e gli informatori scientifici, gli ospedali e le strutture sanitarie locali e nazionali."
http://it.wikipedia.org/wiki/Agenzia_italiana_del_farmaco

che per quanto mi par di capire non è un vero e proprio controllo...


(non so nulla in materia eh, ogni informazione che mi si da è preziosa per avere un quadro un po' più chiaro)

lnessuno
28-10-2010, 10:02
Originariamente inviato da fred84
io vado dove sai :D

divertiti! :ciauz:

TeoB
28-10-2010, 10:25
Originariamente inviato da lnessuno

che per quanto mi par di capire non è un vero e proprio controllo...



Hai il farmaco X, passa i test pre-clinici e clinici, poi viene lanciato sul mercato, viene venduto e poi iniziano a verificarsi degli effetti collaterali che non erano stati riscontrati nei test. Non so come funzioni di preciso, ma qualcuno raccoglierà questi dati (ovviamente soprattutto i medici, ma non solo), e li manda al ministero (mi pare) il quale decide se ritirare il farmaco dal mercato o no. Penso che l'AIFA c'entri relativamente con la farmacovigilanza.

I test cmq vengono fatti prima, su animali, volontari sani e volontari malati. La farmacovigilanza è un'altra cosa: si tengono gli occhi aperti sul farmaco e si vede se effettivamente è efficace, se ha effetti collaterali ecc ecc, anche sul lungo termine. Se ci dovessero essere problemi ovviamente si ritorna a fare test piú precisi.

lnessuno
28-10-2010, 10:35
ok, a me comunque una delle cose che mi stridono è che siano le stesse ditte farmaceutiche a dire se un farmaco è valido o no...

non dico certo che facciano passare per validi farmaci che non lo sono (ci sarebbero tutte le responsabilità del caso, come dicevi tu, e sarebbe estremamente stupido), temo piuttosto il contrario... ovvero che blocchino farmaci magari migliori di altri ma che alla lunga farebbero crollare le rendite su una certa malattia o su certi sintomi...

secondo te è possibile uno scenario del genere? a me non sembra improbabile, alla fin fine le ditte farmaceutiche, come tutte le ditte al mondo, campano sui soldi che guadagnano...

Ratatuia
28-10-2010, 10:49
da quello che mi pare di capire la farmacovigilanza avviene dopo che il farmaco è già sul mercato quindi potrebbe fare danni prima che si verifichino i primi problemi, vengono raccolti i dati e viene eventualmente deciso il ritiro dal mercato.

quindi mi pare altrettanto di capire che lnessuno si domanda se per caso lo stato non potesse intervenire anche nelle fasi preliminari alla messa in vendita non lasciandolo in mano alle sole aziende farmaceutiche.

così a naso mi viene da dire che partecipare a quelle fasi iniziali non costi poco e sapendo come siamo con le pezze al culo non mi stupirei se si preferisse evitarle :fagiano:

lnessuno
28-10-2010, 10:53
Originariamente inviato da Ratatuia
da quello che mi pare di capire la farmacovigilanza avviene dopo che il farmaco è già sul mercato quindi potrebbe fare danni prima che si verifichino i primi problemi, vengono raccolti i dati e viene eventualmente deciso il ritiro dal mercato.

quindi mi pare altrettanto di capire che lnessuno si domanda se per caso lo stato non potesse intervenire anche nelle fasi preliminari alla messa in vendita non lasciandolo in mano alle sole aziende farmaceutiche.

così a naso mi viene da dire che partecipare a quelle fasi iniziali non costi poco e sapendo come siamo con le pezze al culo non mi stupirei se si preferisse evitarle :fagiano:

praticamente si, mi domandavo qualcosa del genere... più che altro perchè mi sembra che ci sia un "piccolo" conflitto di interessi

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