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Visualizza la versione completa : Perchè la pirateria NON è un furto


Ulyx3s
24-01-2012, 15:13
Che ne pensate?


Ruberesti mai un auto? NO!
Ruberesti mai una borsa? NO!
Ruberesti mai un CD? NO!
Scaricheresti mai un libro? Eccome!

Prima di tutto occorre fare una distinzione: recentemente i fatti di Megaupload hanno riportato l’ attenzione pubblica sulle tematiche del copyright, della pirateria e dello streaming, sollevando le critiche di chi non accetta che il web diventi mezzo di profitti illeciti.
Tuttavia, mentre questo problema si riscontra in servizi quali Megavideo, utilizzato effettivamente anche a scopo di lucro, da questa criticità sono esenti le reti p2p (“da pari a pari”) quali kad e torrent, che consentono solo la condivisioni gratuita di file multimediali e non creano profitti. In questa sede dunque, ci limiteremo a discutere della pirateria nella sua forma più “pulita”, ovvero come semplice pratica di sharing decentralizzata.

L’ accusa rivolta solitamente a queste pratiche è quella di essere al pari del furto, così come vuole far credere il famoso e tanto deriso spot qui riportato, ma questa similitudine ad un’ analisi più attenta si rivela essere inesatta.
Il concetto usuale di furto infatti si basa sulla natura materiale dei beni, dove vale quello che potremmo definire il “principio di privazione”: se qualcuno si appropria di un bene fisico nel mondo materiale necessariamente questo comporta la perdita del bene ad un altro individuo.
In una realtà invece intangibile, quale quella del Web, per la prima volta siamo di fronte ad un appropriazione di beni che non comporta la privazione di questo ad altri, appunto perchè è possibile una duplicazione a costo zero.
Alla luce di quest’ ottica dunque, scaricare un film da Internet non è l’ equivalente di rubare un CD al supermercato, bensì è come prendere in prestito un libro in biblioteca!

Come giustamente qualcuno ha fatto notare, il libro della biblioteca prima o poi va però riconsegnato, ma la ragione per cui dobbiamo restituirlo non è un principio assoluto che ci nega la possibilità di appropriarcene, ma semplicemente il fatto che se ce lo tenessimo un altro lettore non ne potrebbe usufruire.
In altre parole, se vi fosse una biblioteca speciale, “magica”, nella quale i libri venissero creati dal nulla all’ infinito, non credete forse che questa biblioteca sarebbe svincolata dall’ obbligo di restituzione?
Ebbene questa biblioteca già esiste, e si chiama Internet.

Il punto di fondo è che concetti quali “furto”, “prestito” o “concessione” sono stati sovvertiti dal mondo elettronico, perchè sono concetti tutti basati sulla materialità dei beni e dunque acquistano un senso soltanto nel rispetto del “principio di privazione”.

A questo discorso teorico poi se ne associano molti più pratici.
Chi afferma che senza lo streaming gli acquisti regolari sarebbero stati molto più incentivati in realtà mente: tornando all’ esempio di prima, se non ci fossero mai state le biblioteche, I libri che avete letto in questi anni li avreste tutti acquistati o forse non li avreste mai letti?
E’ infatti riscontrato che il più delel volte l’ acquisto di un libro o di un album musicale avviene dopo aver conosciuto e ben valutato l’ autore grazie ad una rete di condivisione gratuita, lo stesso discorso si può fare per i videogiochi o il mercato dei concerti.
Sempre più persone e istituzioni si stanno accorgendo di quanto sia importante la libera condivisione di informazioni per favorire la produzione tutta, e che la circolazione del sapere è necessaria per produrre idee sempre nuove.
La questione tuttavia è complessa e apre la discussione su tanti altri temi, dalla censura al concetto di proprietà intellettuale, discussione che ultimamente pare essere entrata nelle orecchie di tanti e che certamente affronterò anche qui nei tempi a seguire.

Nel frattempo issate le vele, levate le ancore e buona navigazione a tutt*!

da Liberarchia: http://www.liberarchia.net/blog/?p=646

wallrider
24-01-2012, 15:37
il paragone non legge: quando vai in biblioteca a prendere un libro, la biblioteca paga il libro e i soldi dei diritti arrivano alla casa editrice e (seppur pochissimi)all'autore

se li scarichi da internet non dai i soldi a chi di dovere, quindi rubi

Originariamente inviato da Ulyx3s
Che ne pensate?
e te? :fagiano:

BORSE84 R-OH
24-01-2012, 15:42
Originariamente inviato da wallrider
il paragone non legge: quando vai in biblioteca a prendere un libro, la biblioteca paga il libro e i soldi dei diritti arrivano alla casa editrice e (seppur pochissimi)all'autore

se li scarichi da internet non dai i soldi a chi di dovere, quindi rubi
e te? :fagiano:

ma la biblioteca paga tasse e diritti una sola volta per copia di libro, tu che prendi il libro in prestito non paghi una cippa...

Ulyx3s
24-01-2012, 15:44
Io la penso così:


i soldi dei diritti arrivano alla casa editrice e (seppur pochissimi)all'autore


quindi rubi

ho reso l' idea?

wallrider
24-01-2012, 15:48
Originariamente inviato da Ulyx3s
...
ho reso l' idea? no :stordita:

@ borse : teoricamente paghi la biblioteca con le tue tasse... per quanto riguarda l'acquisto della biblio per la casa editrice, probabilmente sarà come uno sconto promozionale...

Kahm
24-01-2012, 15:51
pirateria =rubare
sia chiaro, io lavoro come informatico, e ti dico che ci sono molte persone che si fanno il OO a creare quello che voi utilizzate ogni giorno

se un pirla utilizzasse un mio programma trovando un crack
io mi incazzerei, ore ed ore di lavoro...notti in bianco per un pirla che non vuole pagare quei miseri euro?
poi ci lamentiamo che l'economia sta andando a mel



p.s.
ora fatemi ritornare al mio mulo

Nkosi
24-01-2012, 15:55
A volere essere buoni, ma buoni buoni, nello scritto di liberarchia di dimostra solo che scrivendo bene come fanno loro si riescono a sostenere a malapena tesi totalmente sballate.
Principio di privazione? Che boiata. E' come dire che se uno di voi utonti viene a casa mia a sistemarmi il computer io non gli devo nulla perché in fondo lui di che si è privato? Del suo tempo? Ma se io non lo avessi chiamato il suo tempo sarebbe stato libero, quindi vuoto, quindi improduttivo e quindi comunque non retribuito. Quindi se io non lo pago alla fine non gli ho comunque tolto nulla.
Non so se ho reso l'idea :fagiano:
:mame:

electric_g
24-01-2012, 15:58
Originariamente inviato da Nkosi
E' come dire che se uno di voi utonti viene a casa mia a sistemarmi il computer io non gli devo nulla perché in fondo lui di che si è privato? Del suo tempo? Ma se io non lo avessi chiamato il suo tempo sarebbe stato libero, quindi vuoto, quindi improduttivo e quindi comunque non retribuito. Quindi se io non lo pago alla fine non gli ho comunque tolto nulla.
Non so se ho reso l'idea :fagiano:
:mame:
Con gli amici che ti chiedono di sistemargli il pc funziona giá cosí :incupito:

Nkosi
24-01-2012, 16:10
Originariamente inviato da electric_g
Con gli amici che ti chiedono di sistemargli il pc funziona giá cosí :incupito:

:mame:

BORSE84 R-OH
24-01-2012, 16:10
Originariamente inviato da wallrider
no :stordita:

@ borse : teoricamente paghi la biblioteca con le tue tasse... per quanto riguarda l'acquisto della biblio per la casa editrice, probabilmente sarà come uno sconto promozionale...

cosa vuol dire pago la biblioteca con le mie tasse? parliamo di libri, la biblioteca paga una sola volta il copyright del libro e poi fine, io non pago quando prendo a noleggio un libro; le mie tasse invece servono per pagare la luce della biblioteca il riscaldamento/climatizzazione della biblioteca, gli arredi della biblioteca, la bibliotecaria della biblioteca; mica ogni volta che noleggio un libro la biblioteca paga diritti alla casa editrice.

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