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rebelia
31-05-2012, 00:10
quella cosa che ognuno dovrebbe praticare (soprattutto i bulimici del copiaincolla :D ), ma che in certi momenti diventa persino vitale!

segnalo questo articolo di serena danni dal corriere.it (no, non la conoscevo prima di leggere il suo nome in calce, ma non mi sembra un buon motivo per non citarla :shy: )



Osservatori delle dinamiche online amano dire che Twitter, il popolare social network da 140 caratteri, dia il meglio di sé durante i terremoti. In parte è vero. La rapidità con cui le informazioni si diffondono e la solidarietà si organizza lasciano spesso stupiti.[...]
Durante le tragiche ore di ieri, il social network ha rivelato, ancora una volta, questa attitudine. [...]
A differenza della notte del 19 maggio, però [...] ieri la presenza di migliaia di persone a «dire la loro» ha mostrato quanto sia in salita la strada per portare l'informazione social in una fase di maturità.
Con l'hashtag #terremoto sono passate informazioni di tutti i tipi: utili, personali, poetiche. Comprese polemiche lontanissime dall'informazione «di servizio»[...]
La confusione non solo ha favorito la condivisione di notizie false [...] ma anche lo «sciacallaggio» aziendale[...]
Si chiama «content curation» la sfida da vincere sui social network: non si tratta solo di produrre informazione ma di saperla organizzare, curare, tagliare, indirizzare... marginalizzare le polemiche inutili e scremare... per una Internet migliore.


da qui: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_30/tragedia-ingorgo-twitter_ab09fc74-aa42-11e1-8196-b3ccb09a7f99.shtml

kalosjo
31-05-2012, 00:15
Credo che bisogni piuttosto comprendere che i social network sono come un gande popolato telefono senza fili.
Non credo sia applicabile una razionalizzazione delle notizie o commenti che corrono sui social.
Piuttosto insegnare a non prendere per oro colato tutto ciò che scorre nella rete...

sparwari
31-05-2012, 00:20
un social network ha un problema di fondo alla base: si possono iscrivere tutti

calcolando quanta gente idiota si può incontrare per strada, si può dedurre che molti utenti che popolano i social network possono magari scrivere qualcosa a cui noi poi diamo peso ...soltanto perchè non conoscimo quella persona dal vivo.

:madai!?:

rebelia
31-05-2012, 00:42
Originariamente inviato da kalosjo
Credo che bisogni piuttosto comprendere che i social network sono come un gande popolato telefono senza fili.
Non credo sia applicabile una razionalizzazione delle notizie o commenti che corrono sui social.
Piuttosto insegnare a non prendere per oro colato tutto ciò che scorre nella rete...

no, razionalizzazione delle notizie no, ma se io so di non aver nulla di utile da apportare e mi astengo dallo scrivere robe a casaccio, gia' ho fatto la mia parte; se invece ho qualcosa di importante, forse val la pena di soffermarsi un attimo a riflettere quale sia la cosa migliore

ti faccio un esempio: su fb stanno girando avvisi di alberghi e anche famiglie (con tanto di numeri di cellulare) che si offrono di ospitare gente che ha bisogno e tutto cio' e' encomiabilissimo... ma non sarebbe piu' saggio comunicarlo per esempio alla protezione civile che gestisce l'emergenza o magari al comune di riferimento o qualcosa del genere? due telefonate: una alla protezione civile centrale per chiedere a chi comunicarlo e una al centro che effettivamente raccoglie le disponibilita' (e c'e' senz'altro)

rebelia
31-05-2012, 00:43
Originariamente inviato da sparwari
un social network ha un problema di fondo alla base: si possono iscrivere tutti

calcolando quanta gente idiota si può incontrare per strada, si può dedurre che molti utenti che popolano i social network possono magari scrivere qualcosa a cui noi poi diamo peso ...soltanto perchè non conoscimo quella persona dal vivo.

:madai!?:

faccio instancabilmente campagna per l'etica della rete da quando mi sono collegata per la prima volta dodici anni fa: non so quanti risultati io abbia ottenuto, ma se ne ho convinto *almeno* uno, ne e' sicuramente valsa la pena :D

valia
31-05-2012, 10:22
Originariamente inviato da rebelia
no, razionalizzazione delle notizie no, ma se io so di non aver nulla di utile da apportare e mi astengo dallo scrivere robe a casaccio, gia' ho fatto la mia parte; se invece ho qualcosa di importante, forse val la pena di soffermarsi un attimo a riflettere quale sia la cosa migliore

ti faccio un esempio: su fb stanno girando avvisi di alberghi e anche famiglie (con tanto di numeri di cellulare) che si offrono di ospitare gente che ha bisogno e tutto cio' e' encomiabilissimo... ma non sarebbe piu' saggio comunicarlo per esempio alla protezione civile che gestisce l'emergenza o magari al comune di riferimento o qualcosa del genere? due telefonate: una alla protezione civile centrale per chiedere a chi comunicarlo e una al centro che effettivamente raccoglie le disponibilita' (e c'e' senz'altro)

su fb passo metà del tempo a smascherare spammatori, ormai quelli che abboccano a questi annunci li ignoro o li cancello.
Ritengo attendibili solo le notizie che arrivano dalle autorità, più che altro perché come dici tu visto che tutti possono mettere un annuncio di questo tipo, in mezzo ci sono sicuramente truffatori e sciacalli che approfittano della situazione. (e qui si potrebbe discutere che anche lo stato è sciacallo ecc ecc)

Anziché parlare di etica di chi pubblica, parliamo di etica di chi legge: educhiamo chi legge a porsi domande su quello che trova su internétttt: tanti quello che è pubblicato lo considerano verità assoluta!!!
A tutto questo aggiungi la mania di protagonismo, il dire "guarda, in quella occasione c'ero pure io", ma hai detto una "ca@@@ta" e "ma non importa, c'ero!"

rebelia
31-05-2012, 11:28
Originariamente inviato da valia
su fb passo metà del tempo a smascherare spammatori, ormai quelli che abboccano a questi annunci li ignoro o li cancello.
Ritengo attendibili solo le notizie che arrivano dalle autorità, più che altro perché come dici tu visto che tutti possono mettere un annuncio di questo tipo, in mezzo ci sono sicuramente truffatori e sciacalli che approfittano della situazione. (e qui si potrebbe discutere che anche lo stato è sciacallo ecc ecc)

io sono un po' piu' ottimista :D credo che ci sia anche buona volonta' mal indirizzata, piu' che altro per ignoranza dei meccanismi della rete (fosse per me, ci sarebbero campagne di alfabetizzazione della comunicazione informatica per ogni dove!); poi sicuramente c'e' chi ne approfitta oppure che semplicemente fa casino, ma in alcuni casi - vedi la famiglia che si offriva di ospitare persone - semplicemente non hanno idea di cosa stanno facendo: quel numero di cellulare restera' in rete per chissa' quanto ancora


Anziché parlare di etica di chi pubblica, parliamo di etica di chi legge: educhiamo chi legge a porsi domande su quello che trova su internétttt: tanti quello che è pubblicato lo considerano verità assoluta!!!
A tutto questo aggiungi la mania di protagonismo, il dire "guarda, in quella occasione c'ero pure io", ma hai detto una "ca@@@ta" e "ma non importa, c'ero!"

vero... diciamo che sono due facce della stessa medaglia, per esempio nel momento in cui giro una catena, un classico, senza prima verificarla un minimo

JackBabylon
31-05-2012, 11:35
Secondo me il pericolo più grosso è l'effetto leggenda metropolitana o distorsione della realtà.
Per il resto non credo che il problema sia l'etica della rete ma l'etica delle persone.

lnessuno
31-05-2012, 11:37
Originariamente inviato da rebelia
no, razionalizzazione delle notizie no, ma se io so di non aver nulla di utile da apportare e mi astengo dallo scrivere robe a casaccio, gia' ho fatto la mia parte; se invece ho qualcosa di importante, forse val la pena di soffermarsi un attimo a riflettere quale sia la cosa migliore

ti faccio un esempio: su fb stanno girando avvisi di alberghi e anche famiglie (con tanto di numeri di cellulare) che si offrono di ospitare gente che ha bisogno e tutto cio' e' encomiabilissimo... ma non sarebbe piu' saggio comunicarlo per esempio alla protezione civile che gestisce l'emergenza o magari al comune di riferimento o qualcosa del genere? due telefonate: una alla protezione civile centrale per chiedere a chi comunicarlo e una al centro che effettivamente raccoglie le disponibilita' (e c'e' senz'altro)
Forse, ma credo che la protezione civile in situazioni di crisi abbia di meglio da fare che prendersi la briga di fare da albergatore...

Potrebbe essere utile uno strumento di riferimento da usare in caso di crisi anche per questo scopo. Un sito che faccia da punto di riferimento per notizie, sfoghi, offerte di aiuto eccetera.

La rete ce l'abbiamo, la tecnologia c'è e con l'aiuto di tutti quelli che aprono la propria wifi... :bhò:

sparwari
31-05-2012, 11:39
signori,

alla base c'è sempre l' IGNORANZA.

abbiamo dato anche agli ignoranti i serivizi di comunicazione di massa.

l' ignorante è quell' individuo che ha scarsa attitudine nel ragionare e che per tale motivo non si cura di informarsi prima di parlare

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