No, tranquilli è un solo titolo polemico, ma sono arrabbiato, tutti lo siamo e lo diventiamo in certi casi.
Ti sbatti come un pazzo, realizzi siti creati ad arte, dei gioielli di stile, semanticamente corretti, parole chiave scelte nella massa delle parole che identifichi il cliente o identificano l'attività che devi rappresentare, registri il sito nei siti di directory che contano, pubblicità su adWords, adSense, metti pure Google Places e Google+ poi scopri che il primo della lista, ovvero di quelli che stanno in cima dove appaiono proprio i Google places (siti con attività registrata sulle mappe di google) è un sito che per quanto sia stato rimaneggiato di recente ha: parole ripetute a man bassa, nulla di SEO in grado di renderlo migliore di altri (mancano attributi title nei link, le immagini hanno sì testi in alt ma inutili per la ricerca) codice da spaghettata con amici, niente doctype e soprattutto elementi come font per stabilire il colore del testo (va benissimo tanto non si sa che modello di html sia), testo nascosto, e via citando.
Eppure ti ha fregato!
Sia chiaro, non cerco il posizionamento assoluto, è una inutile chimera, cerco solo di farmi trovare e un posto in prima pagina sia pure in fondo è ben venuto, ma quando vedi queste cose ti girano vorticosamente i maroni perché sai che a far le cose per bene ci si mette lo stesso tempo che a farle per male, ma le fai per bene perché hai studiato come fare, ti aggiorni di continuo, spendi tempo e soldi e alla fine?
Serve a nulla?
Forse no, studiare per imparare è piacevole e utile, non lo trovo tempo perso ma anzi guadagnato, magari io sono troppo ligio a regole e regolamenti e non dovrei prendrmela per queste cose, solo da fastidio, anche perché i clienti poi rompono e tu che gli dici?

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