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Visualizza la versione completa : Red Hat attacca Centos per violazione trademark


pilovis
15-03-2014, 11:25
Ecco il documento pubblico del "United States Patent and Trademark Office" (l'equivalente del nostro Ufficio Brevetti e Marchi) con la denuncia redatta da Red Hat:

http://tsdr.uspto.gov/caseviewer/assignments?caseId=86014936&docIndex=0#docIndex=0

Sicuramente la cosa andra' avanti a lungo e se decideranno di fare sul serio, finira' che si dissangueranno a vicenda in cause interminabili, avvocati costosissimi e tribunali inflessibili, che alla fine condanneranno a penali e risarcimenti assurdi uno dei due contendenti (quello che perde), mandandolo in bancarotta.
Tutto questo per la gioia di "zio Bill" e del "Pomo" (non quello del paradiso).
Che dire, Il sospetto che vogliano sbrazzarsi anche di Centos, dopo aver affossato Fedora, e' lecito?

Chissa' perche', ma mi viene in mente SCO Unix http://forum.html.it/forum/images/smilies/biggrin.gif (chi se lo ricorda?)

Ma Red Hat ha paura che i sistemisti usino Centos invece di comperare licenze Red Hat?

Per me potete stare tranquilli, Centos l'ho scartato da tempo date le sue lacune (ma da chi mai avra' preso?) e piuttosto che comperare licenze da voi, se non ci fosse una alternativa Open Source Free, uso Windows Server (che costa anche di meno)!

Direi che questo e' un altro buon motivo per lasciare perdere Centos e tutti gli altri "figli illegittimi" (RPM based) e passare a Debian che e' di pura razza Open Source.
Debian rulez! :unz:

sacarde
15-03-2014, 17:25
io avevo letto: http://siamogeek.com/2014/01/centos-redhat/

pilovis
15-03-2014, 17:44
io avevo letto: http://siamogeek.com/2014/01/centos-redhat/

ora che l'ho letto bene, nel documento che ho postato in effetti si parla di trasferimento di Trademark da Centos a Red Hat, eppure sulla stampa specializzata da cui ho copiato il link parlano piu' di scontro che di unione, almeno verso alcuni sviluppatori Centos:

"Over the past few weeks, we’ve attempted to document some of the issues that have arisen as a result of what Red Hat claims it has been assigned from a few of the current CentOS developers (http://tsdr.uspto.gov/caseviewer/assignments?caseId=86014936&docIndex=0#docIndex=0). The CentOS trademark issues boil down to these: (1) ownership, (2) prior assignments and licenses, (3) dilution, and (4) GPL2. You can only sell that which you own. You can’t undo licenses that previously have been issued and relied upon. Generic use of a term over a lengthy period of years raises a strong presumption of genericide particularly when there has never been any attempt to protect the mark. And you can’t breathe a trademark exemption into GPL2 (http://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.html) just because you’d like it to be a GPL3 license (http://www.gnu.org/licenses/agpl-3.0.html).
These issues obviously aren’t going to be settled overnight. Indeed, there are “the usual suspects” that put a not in front of virtually anything we suggest. That’s perfectly fine. We all have the right to our own opinions. But, absent some flexibility from Red Hat, these issues will work their way through a very cumbersome legal process over many years regardless of the views of the armchair quarterbacks. We’ll be watching and, if it becomes necessary, participating. There’s almost a decade of history on CentOS that some appear to have forgotten or perhaps never knew. Suffice it to say, CentOS has had a bit of a checkered past (http://lists.centos.org/pipermail/centos/2009-July/079767.html). We’ll cover some of it in coming months to give everyone a better appreciation of the issues that are at stake."

Vedremo che succede, ma il mio giudizio comunque non cambia.

Marcolino's
24-03-2014, 20:18
Se ti fai un giro sui server scoprirai che CentOS è una delle distro più usate ( ma tanto lo sai già ) perché non costa nulla.
Io pure la uso ma perché usando cPanel mi tocca usarla (attualmente supporta solo RH, CentOS, CloudLinux http://cpanel.net/cpanel-whm/system-requirements/ ) e tu mi dirai: "e perché non cambi pannello di controllo?" perché dopo dieci anni i miei clienti mi manderebbero a... se ci provassi, ma non solo per loro ma perché attualmente pago e uso l'intera suitte di prodotti.
Potrei ovviamente passare a Plesk che supporta... indovinate? :D




CentOS 5 (x86 & x64)
CentOS 6 (x86 & x64)
CloudLinux 5 (x86 & x64)
CloudLinux 6 (x86 & x64)
Debian GNU Linux 6 (x86 & x64)
NOVITÀ! Debian GNU Linux 7 (x86 & x64)
Redhat Enterprise Linux 5 (x86 & x64)
Redhat Enterprise Linux 6 (x86 & x64)
openSUSE 12.2 (x86 & x64) (EOL: 15 Gennaio 2014)
openSUSE 12.3 (x86 & x64)
Ubuntu 10.04 (x86 & x64) (EOL: 11 Aprile 2015)
Ubuntu 12.04 (x86 & x64)


Notare il Novità! http://www.parallels.com/it/download/plesk/installer/
Ma non lo conosco e sinceramente non ho i soldi per fare esperimenti in questo momento, quindi spero che la causa in corso non cancelli dal mondo CentOS o forse no speriamo che Putin RH la spunti così non avrò scuse e passo a Debian :fagiano:

superbubba
27-03-2014, 14:42
Prima di gettare fango bisognerebbe informarsi bene, altrimenti si rischia di fare anche noi del campanilismo.

Red Hat è in assoluto una delle aziende che meglio incarna lo spirito dell'open source. I suoi prodotti sono liberi al 100% e i sorgenti sono sempre distribuiti contestualmente al binario. Le serpi in seno sono altre e ve ne cito qualcuna:



Canonical che, con la sua politica di distribuzione di driver binari su Ubuntu, sta di fatto affossando il principio secondo il quale se un produttore non rilascia le specifiche di un componente e/o rilascerà driver liberi il suo prodotto non sarà mai incluso nel kernel.
Android: i cui sorgenti non sono quasi mai disponibili durante lo sviluppo di una release. Anche qui, senza driver binari non si va da nessuna parte.
Oracle: dopo aver ucciso OpenOffice e MySQL (fortunatamente forkati) sta facendo di tutto per affossare Java. L'opensource ereditato da Sun a questa gente sta troppo stretto.


Red Hat segue la regola del "you ship it, you fix it" ovvero è sempre in grado di applicare una pezza al software da lei distribuito; per fare ciò, si è concentrata sui soli software open.

Tutti i software acquisiti da Red Hat (assorbendo altre aziende) sono stati resi opensoruce e donati alla community. Ne sono un esempio GFS, LVM, JBoss, KVM, Gluster... tutti prodotti che troviamo ora su tutte le distro, grazie a loro. oVirt, quando era ancora di Qumranet (e si chiamava diversamente) girava su Windows e .NET. Red Hat l'ha portato su Linux/JBoss e ora possiamo usarlo anche su Debian.

Tutti sappiamo chi è il maggior contributore dello sviluppo del kernel (http://www.linuxfoundation.org/news-media/infographics/who-writes-linux-2013)? E di OpenStack (http://www.networkworld.com/community/blog/red-hat-hp-lead-contributions-openstacks-havana-release)?

Il sistema di licensing non piace? Forse non si è capito come funziona. RH non vende licenze, il software è libero. Solo per usare una macchina con su RHEL viene chiesto di avere un abbonamento a fronte del quale viene fornito tutto il supporto possibile. Non si ha il budget? Basta usare CentOS che non è più figlia illegittima (http://lists.centos.org/pipermail/centos-announce/2014-January/020100.html). Progetto serissimo con il quale collaboro da qualche anno e di cui conosco personalmente il leader.

Non lavoro per Red Hat (purtroppo) e ne voglio scatenare una polemica ma è giusto rendere a Cesare ciò che è di Cesare. Tutti siamo cresciuti con Slack, Debian e Gentoo ma non dobbiamo dimenticarci che l'open vive grazie alle aziende che credono veramente in questa filosofia. Non basta metterci i soldi (Moratti docet).

Meskalamdug
23-04-2014, 00:06
Se muore centos passo a un altra rpm based per i server
Ma di certo non vado a pagare la Redhat

superbubba
20-05-2014, 12:00
CentOS non morirà di certo. Riperto, collaboro con Karanbir Singh ad un progetto per le telco e vi assicuro che la distribuzione non è mai stata viva come ora. Fatevi un giro sulla mailing list e vi ricrederete.

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