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Visualizza la versione completa : Eugene, l’intelligenza artificiale


Alessio Puppi
10-06-2014, 22:04
Non c'è molto da commentare...


Da appassionato di fantascienza quale sono, una storia del genere non può che fare gola. Di recente l’Università di Reading ha rilasciato una notizia secondo la quale sarebbe stata creata l’intelligenza artificiale definitiva. Come riportato da alcuni media italiani,

Sabato 8 giugno[, p]er la prima volta nella storia[,] un computer denominato Eugene Goostman e frutto dell’ingegno di un gruppo di sviluppatori russi di San Pietroburgo, è riuscito a [convincere] di essere a colloquio con un 13enne e non con una macchina.

Per chi non lo sapesse, stiamo parlando del test di Turing. Questo test è detto anche “gioco dell’imitazione” e consiste di poche regole. Tre elementi colloquiano tra loro via chat: un esaminatore A, un interlocutore B e una macchina C. Gli elementi B e C competono per confondere le idee dell’esaminatore A, il quale deve stabilire quale dei due sia umano. Questo test è limitato alla sola versione testuale, in modo da non falsare il risultato nel caso in cui la macchina sia capace di produrre audio. Se la macchina passa il test, è possibile dedurre che sia capace di “pensare”, o meglio è capace di “imitare” il pensiero umano.

Tutto qui: il test consiste nel “fregare” l’esaminatore. Nulla di più, nulla di meno. Nessuna implicazione sul dominio delle macchine, come invece ha spettacolarizzato l’informazione mondiale.

Anche la stampa nostrana si è accodata alla conga dell’umiliazione. Recita così TGCOM 24.

[u]na intelligenza artificiale riesce per la prima volta ad ingannare l’uomo e a presentarsi come essere umano. [Il pc (sic!)] ha superato il test di Turing, cioe’ la soglia del 30% delle persone chiamate a giudicare, convincendole che era un ragazzino di 13 anni.

A parte sottolineare che non si tratta di un PC, bensì di un’applicazione vicina a Cleverbot per impostazione, non notate nulla di strano?

Leggiamo un’altra fonte. Così il Corriere della Sera:

L’Intelligenza artificiale è finalmente realtà? Quasi. Per la prima volta un programma informatico ha superato il test di Turing spacciandosi per un ragazzino di 13 anni. [...] Durante un esperimento svoltosi alla Royal Society di Londra, il programma Eugene Goostman, sviluppato nel 2001 dai tre programmatori Vladimir Veselov, Eugene Demchenko e Sergey Ulasen, è riuscito a convincere più di un terzo dei giudici, il 33% per la precisione, di essere un 13enne ucraino.

E poi Repubblica.

”CIAO, mi piacciono gli hamburger e le caramelle. E ho 13 anni…”. Facile farsi ingannare. Dice di essere un ragazzino di nome Eugene Goostman ma non credetegli: in realtà è un software su un computer. Il primo, nella storia dell’informatica, ad aver superato il test di Turing [.] Sviluppato a San Pietroburgo da due programmatori, un russo e un ucraino[, Eugene è stato scambiato] per un utente in carne e ossa [da] un numero abbastanza alto [di giudici] per superare il test di Turing (che ha fissato la soglia del 30 per cento). “Nessun computer c’è mai riuscito. Altri possono aver dichiarato che il proprio software ha già superato il test; in realtà questa è la prima volta che avviene in un test sottoposto a una verifica indipendente e con una conversazione senza limiti di argomenti”, dice Warwick.
Nulla di strano? Lasciate che lo spieghi per voi.

Entrambe le fonti, come del resto la maggior parte delle testate, hanno parlato di un tasso di convinzione superiore al 33%. Una persona su tre. Insomma, non mi sembra un risultato di cui andare fieri… se si considera che Cleverbot avrebbe addirittura sfiorato il 60%! E ciò è accaduto ben tre anni prima di Eugene. Era il 2011!

Un’altra cosa che non torna nella notizia è la menzione di una soglia entro la quale si può parlare di “successo”. Leggiamo da La Stampa, che parla addirittura di “svolta storica”.

Se il computer riesce a ingannarli [i giudici NdNinth] per oltre il 30 per cento delle risposte, il test si considera superato. È quello che è successo sabato scorso a Londra, dove Eugene ha sbaragliato gli altri quattro calcolatori e convinto il 33 per cento dei giudici di essere umano nel corso di 150 conversazioni.

Perfino l’Università di Reading ci tiene a sottolinearlo e aggiunge un ulteriore dettaglio:

If a computer is mistaken for a human more than 30% of the time during a series of five minute keyboard conversations it passes the test. No computer has ever achieved this, until now. Eugene managed to convince 33% of the human judges (30 judges took part) that it was human.

Prima di tutto, Alan Turing non ha stabilito un bel niente, né tempo né soglia percentuale. Può darsi che la soglia sia stata scelta di comune accordo con i creatori del programma. Forse per strombazzare a tutti un “successo strepitoso”. Sapete, l’anima del commercio. Il trenta percento è una percentuale bassina, piuttosto facile da superare. Probabilmente nessuno avrebbe dato due euro al progetto — programmatori inclusi, se la soglia fosse stata decisa da loro.

Turing non ha mai pensato ad alcun limite – o meglio, non in senso stretto. Il nostro eroe Paolo Attivissimo ce lo spiega con efficienza (e che sottolineo per i più pigri):

L’unica cosa che vi si avvicina è una sua previsione, sempre in Computing Machinery and Intelligence, che entro il 2000 sarebbe stato possibile programmare un computer in modo che “un esaminatore medio non avrebbe avuto più del 70% di probabilità di fare un’identificazione corretta dopo cinque minuti di domande” (“I believe that in about fifty years’ time it will be possible, to programme computers [...] to make them play the imitation game so well that an average interrogator will not have more than 70 per cent chance of making the right identification after five minutes of questioning”). Non è una descrizione del criterio di superamento del test: Turing si limita a prevedere che fra cinquant’anni l’informatica sarà arrivata a questo livello. Tutto qui.

Si ricordi che Alan Turing è morto suicida nel 1954. Aveva lasciato quest’idea ai posteri, di cui presupponeva una tecnologia informatica sicuramente avanzata rispetto alla propria.

C’è un’altra cosa che non torna. Non ero un asso in matematica, ma le percentuali sono il mio forte. Il trentatré percento equivale a dividere grossomodo per tre. Sono stati convocati 30 esaminatori. Calcoli alla mano, trentatré diviso tre fa undici. Per carità, undici giudici convinti che la macchina fosse umana è una bella cifra. Ma impallidisce di fronte agli altri 19 giudici che, al contrario, non si sono lasciati ingannare. Basterebbe controllare

[la] trascrizione di un dialogo con il computer che avrebbe “superato” il Test di Turing[. B]asta leggerla per notare che il programma non fa altro che produrre frasi preconfezionate, sviando le domande dell’intervistatore. Quando il software non trova nulla di utile nella domanda, risponde “Preferisco non parlare di questo”. Così son capaci tutti: questa non è intelligenza, è pura elaborazione meccanica. In pratica “Eugene Goostman” è un chatbot e nulla di più. (Paolo Attivissimo)

Perciò, amici lettori, dormite pure sogni tranquilli. Ce ne vorrà prima che la polizia vi fermi e vi chieda di riconoscere un certo bambino in foto.

Il T-1001



Nota notturna di Maicolengel:

Mi ha incuriosito il BOT e ho fatto un giro anche io a vedere come funziona, e concordo al 100% con il Ninth e il buon Paolo Attivissimo, ci vuol proprio un uTonto ad avere il dubbio che si tratti di un vero 13enne Ucraino … provateci anche voi, ma ne resterete delusi mi sa.

Fonte http://www.butac.it/eugene-intelligenza-artificiale/

kalosjo
10-06-2014, 23:19
Non c'è molto da commentare...


Questo lo dici tu....

Fractals87
10-06-2014, 23:25
è una cazzata, quel pirla ha "interpretato" i punti saldi del test di ia proposto da turing e ammesso pubblicamente di aver creato un computer dotato di ia.
I tester erano persone che non avevano competenza nell'ia e inoltre le risposte date durante le sessioni erano molto dubbiose...
Risposte del tipo "preferisco non parlare di questo argomento" quanto il computer non trovava nessuna corrispondenza valida.
in definitiva.... megabufala

Alessio Puppi
10-06-2014, 23:40
http://forum.html.it/forum/images/misc/quote_icon.png Originariamente inviata da Alessio Puppi http://forum.html.it/forum/images/buttons/viewpost-right.png (http://forum.html.it/forum/showthread.php?p=25221457#post25221457)
Non c'è molto da commentare...


http://forum.html.it/forum/images/misc/quote_icon.png Originariamente inviata da Eugene Goostman;
Questo lo dici tu...
.
Muoiooo :biifu::malol:

Neptune
11-06-2014, 01:03
Quando si parla di intelligenza artificiale si pensa semrpe ad una macchina che è in grado di "formulare" suoi pensieri. Ma quanto proposto fino ad ora non va oltre il data mining o giù di li. Del resto una macchina rimane pur sempre una macchina. Un conto è riportare un informazione, un conto è "apprendere" realmente qualcosa. E per apprendere qualcosa intendo non gli attuali algoritmi di learning, ma apprendere qualcosa per cui il programma non è programmato.

Mi spiego, se un programma è stato creato per clusterizzare il regno animale, già li escono errori, ma anche se uscissero risultati interessanti sarebbe comunque un programma fatto per fare quello, e non "intelligenza" come la pensiamo noi.

Prendi il tuo chatbot, prova a spiegargli un concetto, per quanto elementare, e vedi se lo ha capito o se ti riporta roba estratta con data mining, e poi vediamo se è veramente intelligente.

Per la cronaca già algoritmi fatti apposta per un certo task, come potrebbe essere un filtro anti-spam, hanno tassi di errore mediamente alti. Quando sento poi di una macchina che può pensare come un bambino di 13 anni, e quindi spaziare su millemila argomenti diversi tra loro, mi viene subito in mente "Booooooooooooooommm! bufala!".

MItaly
11-06-2014, 01:23
http://hijinksensue.com/comic/more-human-than-human/

Reiuky
11-06-2014, 10:41
http://attivissimo.blogspot.it/2014/06/no-un-supercomputer-non-ha-superato-il.html

redcloud
11-06-2014, 21:18
http://attivissimo.blogspot.it/2014/06/no-un-supercomputer-non-ha-superato-il.html

Poi aveva fatto la sparata (https://www.techdirt.com/articles/001006/1156237.shtml) di annunciare il primo essere umano infettato da un virus informatico: in realtà aveva semplicemente preso un chip contenente un virus informatico e l'aveva inserito (http://www.bbc.co.uk/news/10158517) nel braccio di un collega.


Non so se stimare più lui o il collega :malol::malol::malol:

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