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Visualizza la versione completa : Una proposta per il lavoro che ancora non ho sentito.


Nuvolari2
18-01-2015, 16:20
In questi ultimi anni di crisi, diciamo almeno negli ultimi 5 anni, ho sentito sempre più persone che perso il proprio lavoro avrebbero voluto aprire una propria piccola attività per diventare i "datori di lavoro di se stessi", ma che vi hanno dovuto rinunciare per via dei costi troppo elevati per chiunque si trovi in evidente difficoltà economica. Eppure di nozioni, capacità e voglia di fare ne ho riscontrata senza dubbio a sufficienza in più di qualcuno di loro.

Ma senza capitale non si può neppure compiere il primo passo, che è quello di fissare l'appuntamento dal notaio per aprire la società.

E allora ecco la mia proposta, che non ha colore politico e non è stata mai avanzata (in Italia) da nessuna forza politica (quindi spero possa essere accolta e analizzata senza pregiudizio):

Un bando annuale, della durata di 6 mesi, da per esempio 500.000.000 milioni di euro da destinare alle 10.000 migliori domande accompagnate da progetto, per aprire una nuova attività imprenditoriale. Un budget dunque da 50.000 euro a fondo perduto per ciascuna richiesta meritevole.

il meccanismo dovrebbe prevedere:

1- un'analisi e una scelta delle migliori 10.000 domande
2- il deposito della somma su un conto corrente co-intestato col ministero del tesoro che valida quindi qualsiasi pagamento (denaro in uscita) da parte della nuova società per evitare truffe.
3- l'impossibilità di prelevare contanti
4- se l'impresa va male, l'impossibilità a partecipare per i successivi 3 anni ad un nuovo bando
5- l'esenzione IVA per tutti i pagamenti fino a concorrere ai 50.000 euro
6- agevolazone fiscale per i primi 3 anni all'aliquota fissa del 10% fino a ricavi per 15.000 euro al mese
7- esenzione imu e altri oneri sempre per i primi 3 anni.
8- esclusione dei benefici nel caso di soci di capitale ricollegabili ad imprese già avviate da tempo.
9- altri evenuali meccanismi per evitare truffe e furbizie

in questo modo:

- si creerebbero nuove imprese che non sarebbero altrimenti esistite.
- anche se solo una su 10 dovesse sopravvivere, ripagherebbe lo Stato dello sforzo inizale in pochi anni (anche per le altre 9 fallite) con le normali tasse e la creazione di posti di lavoro. (Quando un'attività funziona, in pochi anni è facile che arrivi a pagare 50.000 euro di tasse e molto di più).
- si creerebbero appunto nuove imprese con modelli di business pensati dai loro creatori per sopravvivere in condizioni avverse quali quelle attuali (figuriamoci se le cose dovessero poi migliorare)
- si creerebbero nuovi posti di lavoro, risparmiando sugli ammortizzatori sociali (lo Stato quindi rientra ancor prima dei 50.000 euo dati a fondo perso)
- anche le aziende che dovessero fallire, i loro 50.000 euro li avrebbero comunque spesi immettendoli nel circuito economico e producendo quindi gettito fiscale per lo Stato (anche qui, quindi, lo Stato rientrerebbe più in fretta dei 50.000 euro).

su 10.000 startup, se una sola su 10 dovesse funzionare, vorrebbe dire creare 1.000 aziende sane all'anno, in grado ciascuna di offrire mediamente fra i 2 e i 5 posti di lavoro ulteriori a quelli dei soci stessi (quindi spannometricamente, inclusi i soci, fra i 4 mila e i 7 mila nuovi posti di lavoro all'anno)

immaginiamo se il meccanismo si rivelasse effettivamene funzionante, di stanziare non 500 milioni di euro, ma per esempio i 10 miliardi di euro all'anno dei famosi 80 euro:

si potrebbero creare 200.000 nuove imprese all'anno, che con le stesse metriche di cui sopra, creerebbero 20.000 nuove imprese sane all'anno con 100.000 nuovi posti di lavoro (solo nei primi anni di vita)

Con il tasso di disoccupazione che abbiamo e soprattutto considerata l'emorragia dei cervelli in fuga, io penso che un incentivo così serio e succulento permetterebbe a tanti di realizzare la propria idea imprenditoriale e a tanti altri di non fuggire all'estero per entrare nel mondo del lavoro.

Sarebbe un investimento dello Stato che si ripagherebbe da sè nei primi 5 o 6 anni e dopo diventerebbe addirittura redditizio (aumento del PIl, aumento del gettito complessivo).

Non cancellerebbe diritti di nessuno e non sarebbe un favore alle solite 4 grandi industrie.

Non sarebbe una iniziativa sterile, fine a se stessa e a perdere come invece è attualmente il bonus da 80 euro.

Per una volta lo Stato combatterebbe crisi e disoccupazione dando fiducia e ossigeno all'imprenditorialità e all'ingegno dei propri cittadini, creando nuove opportunità.


come la vedreste voi una cosa del genere?

Goo21
18-01-2015, 16:43
l'idea sembrerebbe buona,

sono perplesso solo su una cosa. Ovvero 50 mila possono andar bene per una piccola impresa che fornisce servizi, ma per imprese più consistenti (lasciatemi passare il termine) che necessitano di macchinari o altro, 50 mila non bastano.

Nuvolari2
18-01-2015, 16:55
l'idea sembrerebbe buona,

sono perplesso solo su una cosa. Ovvero 50 mila possono andar bene per una piccola impresa che fornisce servizi, ma per imprese più consistenti (lasciatemi passare il termine) che necessitano di macchinari o altro, 50 mila non bastano.

Sì, senza dubbio non sarebbe una proposta che permetterebbe di aprire senza ulteriori sforzi attività di tipo industriale. Però con 50.000 euro secondo me puoi ben impostare attività di terziario.

Ci sono attivtà partite con meno soldi che si sono poi espanse e ingrandite in modo impensabile.

Diciamo che è un primo mattone concreto, serio, utile e adeguato a dare il via ad una attività medio piccola. Di questi tempi sarebbe già tanto, una fonte di acqua fresca nel deserto... :)

Kahm
18-01-2015, 17:41
IUn bando annuale, della durata di 6 mesi, da per esempio 500.000.000 milioni di euro da destinare alle 10.000 migliori domande accompagnate da progetto, per aprire una nuova attività imprenditoriale. Un budget dunque da 50.000 euro a fondo perduto per ciascuna richiesta meritevole.
non so di che regione sei tu
ma nel Lazio esisteva fino a qualche anno fa una cosa del genere
mi ero informato presso il centro "informagiovani" di Latina, in pratica loro curavano la tua domanda, ti facevano fare tutti i preventivi, descrizione del progetto e poi la spedivano alla regione lazio, e quest'ultima in base alla tua età, esperienze lavorative e affidabilità del progetto ti affidava un buono al 50% a fondo perduto in cui ti aiutava nella tua attività

cosa è successo?
i soldi sono finiti e hanno tagliato tutto

Nuvolari2
18-01-2015, 17:58
non so di che regione sei tu
ma nel Lazio esisteva fino a qualche anno fa una cosa del genere
mi ero informato presso il centro "informagiovani" di Latina, in pratica loro curavano la tua domanda, ti facevano fare tutti i preventivi, descrizione del progetto e poi la spedivano alla regione lazio, e quest'ultima in base alla tua età, esperienze lavorative e affidabilità del progetto ti affidava un buono al 50% a fondo perduto in cui ti aiutava nella tua attività

cosa è successo?
i soldi sono finiti e hanno tagliato tutto

non è la stessa cosa, perchè il tipo di bando di cui parli ti da il 50% del necessario... e quindi prevede che tu ci metta l'altro 50%. Ovvero: per partire con 50.000 euro la regione me ne da 25.000 se io ne metto 25.000. Ma se io non ho quei 25.000 mi attacco al tram e resto disoccuparo e a carico delle casse statali (cassa integrazione o sussidio di disoccupazione etc.).

i bandi a fondo perduto li facevano anche in Lombardia 20 anni fa, e sì... i soldi son finiti perchè se li sono mangiati (pure quelli prodotti in più dalle tasse delle nuove imprese create). Io ero partito proprio grazie ad uno di quei bandi, e in 20 anni di tasse ho restituito moooolto di più di quello che mi avevano dato e nel contempo ho creato occupaziane e valore aggiunto.

I soldi son finiti, ma bisogna vedere perchè. E soprattutto bisogna vedere se oggi fosse proposta una cosa del genere (ma non al 50% ma al 100%!) che impatto avrebbe sulla disoccupazione (calo dei costi sociali) e di crescita economica (incremento del pil e maggiore gettito).

poi se il maggiore gettito e i risparmi sugli ammortizzatori sociali se li mangiano i politici e i loro amici, ok... ma il meccanismo funzionaerebbe....

Al_katraz984
19-01-2015, 10:40
Ma senza capitale non si può neppure compiere il primo passo, che è quello di fissare l'appuntamento dal notaio per aprire la società.


in quale mondo? non è vera questa cosa.

Nuvolari2
19-01-2015, 10:52
in quale mondo? non è vera questa cosa.

ah, tu dici che si può avviare un'attività senza spendere un euro? Ummm, interessante. Come?

Al_katraz984
19-01-2015, 11:01
ah, tu dici che si può avviare un'attività senza spendere un euro? Ummm, interessante. Come?

rilevi un'azienda oppure una sas ha costo 50€ per la p.iva oppure, visto che siamo in europa, si guarda alle forme societarie estere. Ma anche le nuove forme societarie italiane surrogate da quelle inglesi.

aa dimenticavo, esistono gli incubator e anche il crowdfounding

URANIO
19-01-2015, 11:21
Ieri leggevo questo:
http://antoniomanno.blogspot.it/2015/01/startup-chile-contro-startup-italia.html
Effettivamente come proposta fa ridere rispetto a quella cilena, e poi si lamentano.

Guardando sempre sul suo sito ho anche letto perchè è scappato dall'Italia.
http://antoniomanno.blogspot.it/2014/12/immagine-che.html
Non so se sia tutto vero, ma non mi stupirei...

Nuvolari2
19-01-2015, 11:21
rilevi un'azienda oppure una sas ha costo 50€ per la p.iva oppure, visto che siamo in europa, si guarda alle forme societarie estere. Ma anche le nuove forme societarie italiane surrogate da quelle inglesi.


A parte che il notaio lo devi sempre pagare (se parliamo di aprire un'attività in Italia), ma ti ricordo che avviare un'attività (ovunque nel mondo) non è solo "pagare l'apertura". Senza un capitale iniziale da investire nel prodotto, nel servizio e/o nel marketing per promuoverlo non vai da nessuna parte.

Va da sè che per il "sistema Italia", comunque, la società è auspicabile che venga aperta in Italia...



aa dimenticavo, esistono gli incubator e anche il crowdfounding

eh, appunto! Tutti soggetti che forniscono capitale! Senza un budget disponibile non si apre neppure.

farebbe così schifo che per una volta fosse ANCHE lo Stato ad incentivare l'impresa privata?
Faccio notare che rispetto ad un incubatore, un venture capital o anche solo il crowdfunding lo Stato ha interessi, obiettivi, disponibilità e soprattutto ritorni diversi.

L'ho spiegato diffusamente nel post di apertura.

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