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Visualizza la versione completa : Siamo umani o siamo giornalisti?


lnessuno
09-11-2018, 17:55
Notizia di questi giorni, l'agenzia cinese Xinhua ha battezzato il primo telegiornalista virtuale.

Lavorerà 24 ore al giorno, senza chiedere ferie, senza andare in malattia (a parte qualche virus informatico, sempre possibile ma non serve nemmeno la tachipirina), senza diritti.

D'altra parte, è anche un giornalista senza essere una persona vera, e quindi ovviamente non gli servono tutte quelle cose.

https://www.youtube.com/watch?v=GAfiATTQufk

Un piccolo passo per l'umanità, sarà anche un grande passo verso il momento in cui l'uomo avrà perso ogni sua utilità?

Notizie come questa mi affascinano, per il livello tecnologico a cui siamo arrivati e dove stiamo andando, e mi inquietano pensando ai possibili risvolti negativi di un progresso a così rapida evoluzione.

vonkranz
09-11-2018, 18:10
beh, dipende.
qui si tratta piu' che altro di Computer Graphics anche se la voglio spacciare come Intelligenza Artificiale.
una cosa del genere l'hanno gia' provata a fare con gli attori, fino ad arrivare a "resuscitarne" qualcuno.

un discorso diverso sarebbe quello sulla reale I.A. e gli eventuali rischi/benefici che si porta dietro. pero' il nocciolo e' sempre lo stesso: di per se' il progresso tecnologico non e' ne' buono ne' cattivo, dipende dall'uso che se ne fa.

saucer
09-11-2018, 18:18
Nel campo giornalistico, i robot potranno diffondere notizie ma non potranno scriverne di proprie.
Per tale motivo, i giornalisti dormono sonni (quasi) tranquilli.

Dico quasi, perchè tranne poche eccezioni, la moltitudine di giornalisti ormai fa dei semplici RT di articoli scritti da altri senza neppur citar le fonti ( in questi casi, la loro utilità è inferiore a quella dell'omino cinese virtuale ).

URANIO
09-11-2018, 18:20
In futuro probabilmente venderemo la nostra "immagine", una bella gnocca si fa scannerizzare e vende i diritti di utilizzo del suo modello virtuale. Per fare la giornalista, l'attrice o per fare film porno.
Vivremo uno scollegamento totale della realtà, quello che vediamo non esiste.

Alhazred
09-11-2018, 18:54
Nel campo giornalistico, i robot potranno diffondere notizie ma non potranno scriverne di proprie.
Per tale motivo, i giornalisti dormono sonni (quasi) tranquilli.

Dico quasi, perchè tranne poche eccezioni, la moltitudine di giornalisti ormai fa dei semplici RT di articoli scritti da altri senza neppur citar le fonti ( in questi casi, la loro utilità è inferiore a quella dell'omino cinese virtuale ).

Così come non potrà andare a fare servizi "sul campo" o andare a fare interviste.
Insomma, non salta nessun posto di lavoro.

Max Della Pena
09-11-2018, 21:38
I risvolti negativi delle macchine super intelligenti li abbiamo visti tutti, Terminator ci ha impiegato 3 film a dare un tetto sicuro a Sarah Connors, se non impariamo dalla storia passata finiremo tutti a fare siti fatti a mano per venderli al posto dei fiori dei pakistani.

lnessuno
09-11-2018, 22:58
Voialtri non guardate la big picture.

Altro esempio, più freddo ma forse più efficace:

https://www.hdblog.it/2018/11/09/cybersicurezza-futuro-lotta-tra-macchine/

MItaly
10-11-2018, 15:59
Voialtri non guardate la big picture.

Io direi che bisogna guardare la big picture ancora un po' più generale...
https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2015/07/world-without-work/395294/

Tana
12-11-2018, 12:11
La direzione è quella in cui ci si mette sempre meno "la faccia" (in questo caso nel vero senso della parola) e quindi l'informazione è più facile da condizionare... Poi per carità, Emilio Fede non era scritto in Assembly eppure dava un tipo di informazione chiaramente schierata, ma questo è un altro discorso...
Il futuro dei giornalisti non è in discussione: faranno da ghost writer alle intelligenze artificiali... :)

rebelia
12-11-2018, 13:23
venderemo la nostra "immagine"

parla per te, la mia non la comprerebbe nemmeno mia nonna, manco se gliela regalassero :D

tornando in topic, cambiano le professionalita' e noi siamo obbligati a imparare a stare al passo e a convivere con le nuove realta', traendone il meglio, piu' che a combatterle

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