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  1. #1

    Quando il provider si intesta il nome dominio ...

    Un'azienda ha acquistato un nome dominio e spazio su server presso XYZ. Digitando la url del suo dominio si viene reindirizzati a XYZ/nome-dominio.com; andando a verificare la registrazione (dal momento che vuole cambiare server), risulta che il "suo" nome dominio è in realtà intestato a XYZ.
    Ora, come dovrebbe comportarsi per farsi assegnare la registrazione del nome dominio ed essere "libero" di cambiare server? O meglio, senza basarsi sulla serietà di XYZ, che modo/possibilità ha di farsi assegnare il nome dominio?

  2. #2
    Suppongo che non sia un .IT quindi:
    Se nel whois non compare in alcun modo i dati dell'originale richiedente ma solo quegli del provider ci sono poche possibilità di spostarlo, l'unica è dialogare con l'ISP minacciando cause legali (che poi a meno di avere dei contratti firmati con riportato tutte per esteso) che poi cmq porterebbero a poco. Se il suo nome compare nel campo Registrant può provare a contattare direttamente il Registrar del .com e chiedergli di cambiare il contatto dell'admin-c che poi è quello che serve per spostarlo, oppure inviare dei documenti che testimonino che si è il registrant (tutte cose da me sperimentate con + o - successo).

    Senza una di queste cose anche io una mattina potrei svegliarmi e dire che yahoo.com è mio!

    Se è un .IT anche li bisogna vedere chi ha firmato la LAR, ma dato che non credo sia stato lui...provare a contattare il NIC.

    Ciao

    p.s.
    ne vedo ogni giorno di casi come questo...
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  3. #3
    Infatti si tratta di un .com; gli spiegherò come stanno le cose ... poi deciderà.

    PS: già lo vedo ... incazzato come una iena

    Grazie.

  4. #4
    Utente di HTML.it
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    in effetti, se non si ha la massima fiducia nell'azienda a cui ci si appoggia per la registrazione dei domini, non appena si ordina un dominio bisognerebbe verificare che questo sia stato realmente intestato al cliente e non all'hoster o al webmaster, altrimenti non si ha alcun titolo e diritto a rivendicare il nome in questione. In caso di contratto scritto e dettagliato si può minacciare una causa, ma in genere per questo tipo di acquisti non si firma un contratto scritto e controfirmato dalle parti quindi...
    la cosa migliore è non incappare in questo tipo di situazioni
    Io al posto del cleitne prenderei un altro dominio (stando attento che sia intestato effettivamente a me) e sposterei pian piano clienti, posizionamenti etc. sul nuovo dominio, sul vecchio lascerei solo un redirect. Alla scadenza non lo rinnoverei, e quando dopo 60 giorni torna libero, lo registrerei nuovamente a mio nome.
    Ovviamente è una soluzione drastica e complessa, ma sempre meglio che dover dipendere da un'azienda, per di più così "poco limpida".
    in bocca al lupo!

  5. #5
    Utente di HTML.it
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    Ne approfitto per chiedervi un piccolo chiarimento.
    Mi sapete dire cosa significa il campo "Arbit." (vedi allegato) che viene visualizzato facendo una query nel database di www.nic.it

    Grazie

  6. #6
    Quello che viene riferito non è del tutto esatto. Se, come mi sembra di capire, non esiste alcun contratto scritto, ciò non significa che contratto non vi sia stato. Nel nostro ordinamento giuridico si intende per contratto l'accordo tra due o più parti, non come invece erroneamente si crede il foglio di carta nel quale tale accordo è incorporato.

    Ciò nella pratica significa che anche un contratto stipulato in forma orale ha il suo valore. Il problema semmai è provare che l'accordo ci sia stato e i suoi contenuti, ma in questo caso possono aiutare determinate circostanze (ad esempio pagamenti effettuati o scambio di corrispondenza).

    Se tali elementi sussistono, ti suggerisco di scrivere (o meglio di far scrivere da un avvocato) per richiedere all'ISP il compimento degli adempimenti necessari alla riassegnazione del dominio, sul presupposto che il vostro accordo originario prevedeva anche l'acquisto della titolarità del dominio e minacciado, in difetto, un ricorso alle vie giudiziarie.

    Ciao

    s8stress

  7. #7
    Originariamente inviato da fandangood
    Ne approfitto per chiedervi un piccolo chiarimento.
    Mi sapete dire cosa significa il campo "Arbit." (vedi allegato) che viene visualizzato facendo una query nel database di www.nic.it

    Grazie
    Non vedo l'immagine, comunque penso sia l'indicazione della sussistenza o meno di una procedura di arbitrato, cioè di contestazione del nome a dominio.

    s8stress

  8. #8
    Utente di HTML.it
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    330
    Originariamente inviato da s8stress
    Se, come mi sembra di capire, non esiste alcun contratto scritto, ciò non significa che contratto non vi sia stato. Nel nostro ordinamento giuridico si intende per contratto l'accordo tra due o più parti, non come invece erroneamente si crede il foglio di carta nel quale tale accordo è incorporato.
    ciao,
    ovviamente qui nessuno dice che non c'è stato alcun tipo di accordo nè che un contratto per essere valido debba essere scritto, ma il problema è PROVARE ciò che si afferma.
    Come diceva giustamente kk2000 io domani potrei alzarmi e dire che yahoo è mio! :quipy:
    Questo è un settore in cui l'onestà delle persone a cui ci si affida è fondamentale, perchè tra contratti non scritti e mai controfirmati, pagamenti per lo più senza causale (specie quelli con carta di credito che spesso finiscono su conti esteri), c'è ben poco da provare!
    Per fortuna i disonesti sono una sparuta minoranza, diciamo che neanche l'1% dei domini viene intestato al provider anzichè al cliente (visto Paal che sfiga hanno avuto i tuoi clienti? ).
    In quell'1% di casi il peggior danno che si possa arrecare a quell'azienda è abbandonarla, e parlarne male con amici e parenti, anche perchè difficilmente si riuscirebbe a provare qualcosa contali elementi in mano.
    ciao

  9. #9
    Utente di HTML.it
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    1,369
    Originariamente inviato da Aulenta
    ciao,
    ovviamente qui nessuno dice che non c'è stato alcun tipo di accordo nè che un contratto per essere valido debba essere scritto, ma il problema è PROVARE ciò che si afferma.
    Come diceva giustamente kk2000 io domani potrei alzarmi e dire che yahoo è mio! :quipy:
    Questo è un settore in cui l'onestà delle persone a cui ci si affida è fondamentale, perchè tra contratti non scritti e mai controfirmati, pagamenti per lo più senza causale (specie quelli con carta di credito che spesso finiscono su conti esteri), c'è ben poco da provare!
    Per fortuna i disonesti sono una sparuta minoranza, diciamo che neanche l'1% dei domini viene intestato al provider anzichè al cliente (visto Paal che sfiga hanno avuto i tuoi clienti? ).
    In quell'1% di casi il peggior danno che si possa arrecare a quell'azienda è abbandonarla, e parlarne male con amici e parenti, anche perchè difficilmente si riuscirebbe a provare qualcosa contali elementi in mano.
    ciao


    Scusami ma come dice s8stress ci può essere della 'corrispondenza' (lettere-email-etc..) che dimostra che in fase d'acquisto era prevista la registrazione del dominio.

  10. #10
    Utente di HTML.it
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    eh, ma devi dimostrare che il provider nel frattempo non abbia deciso di acquistare il dominio per sè, o che invece non te lo "noleggi" (ovvero ti stia facendo usare un suo dominio, intestato a lui).
    Insomma, il terreno è alquanto scivoloso, si può provare con minacce di passare a vie legali, ma salvo rari casi non credo proprio che si abbiano gli elementi sufficienti a rivendicare la titolarità del dominio o che ne valga la pena.
    La cosa migliore è accertarsi subito se il dominio sia effettivamente registrato a noi, prima che il nome si diffonda e diventi difficile cambiare nome senza traumi.
    Cmq ad alcuni clienti ho consigliato proprio questo, hanno preso un altro dominio su cui dirottare gli utenti e da pubblicizzare (es. lo stesso nome con diverse estensioni), alla scadenza il provider non aveva interesse a rinnovare il dominio registrato a proprio nome e quindi quando è tornato libero il cliente se lo è ripreso, stavolta intestandoselo.
    Il tutto è senz'altro meno costoso e di più facile successo che ricorrere all'avvocato.
    Aggiungo inoltre che le aziende scorrette alla lunga colano a picco (perchè i clienti se ne fanno e ne fanno cattiva pubblicità), e infatti questo fenomeno è in netta riduzione, per fortuna.

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