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Visualizza la versione completa : G e il Mercato azionazio


rinzi
04-10-2004, 13:52
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da repubblica.it
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ROMA - Onda anomala o crescita fisiologica? Più la seconda che la prima. E dove può arrivare Google lo capiremo il 21 ottobre, quando i fondatori dovranno presentarsi al mercato per la prima comunicazione trimestrale dei risultati. Probabile che quell'appuntamento istituzionale si trasformi in marcia trionfale: merito "nostro" in un certo senso, dei 300 milioni di navigatori che il motore di ricerca fagocita ogni giorno.

Che la società di Brin e Page sia cresciuta al di là di ogni previsione, è stata la notizia chiave della scorsa settimana, quando i suoi 28 investitori istituzionali hanno comunicato i risultati delle loro analisi e le previsioni per il futuro: l'indice di Google segna un rotondo +56% dal 18 agosto (sul 1 ottobre), giorno nel quale la società fu mandata in borsa col piede sul freno, perché tutti - ma proprio tutti nel mondo della finanza - avevano paura di prendere un altro bagno da internet. E in quei giorni scivolavano verso il basso sia Ebay che Yahoo! e con loro tutti i titoli tecnologici, col petrolio alle stelle, il terrorismo all'attacco, le elezioni americane che non avevano ancora imboccato la fase finale. E invece Google continua la sua marcia in controtendenza, tanto più interessante perché in presenza di un solo indicatore positivo e di altri negativi.

Cosa va bene? La pubblicità sponsorizzata cresce: ciò che ha fatto cambiare idea a molti investitori sono le proiezioni sullo sviluppo dei motori di ricerca. Il loro traffico cresce senza soste e per Google sale in proporzione il "prezzo per click", che i suoi inserzionisti sono disposti a pagare per essere presenti nelle "ricerche sponsorizzate". Sono quelle righe di testo che vediamo a destra della schermata quando lanciamo una ricerca o quelle che si trovano in fondo alla pagina di molti siti e giornali on line


Ma le buone notizie al momento si fermano qui. Perché intanto Google si trova ad affrontare avversari interni ed esterni. Il primo pericolo è l'arricchimento dei suoi dipendenti. Il cuoco dei "Grateful Dead" che cucina alla mensa aziendale di Mountain View sarà anche buono, ma qualche cliente se l'è visto sparire, perché, una volta vendute le stock option, chi si trova con qualche milione di dollari in tasca può decidere di andarsene al mare, qualcuno l'ha già fatto. E per Google il "capitale intellettuale" è la vita.

Poi c'è la concorrenza. E' di queste ore il lancio di Yahoo Local, motore di ricerca su base locale. Yahoo! scende sulla scala del business regionale, sul piccolo e piccolissimo, il terreno preferito da Google, che si vanta di poter essere il veicolo ideale per la pubblicità anche del tassista di Londra o del salumiere di Chicago.

Amazon a sua volta ha lanciato due settimane fa A9 un motore di ricerca dove l'utente trova citazioni e brani di libri, può scrivere on line e mettere segnalibri, trasformando il motore in un ambiente personalizzato dove si sviluppa il percorso del pensiero. E infine è di giovedì scorso la mezza pagina dedicata dal New York Times a Vivìsimo, un motore di ricerca nuovissimo, ideato da un gruppo di studenti della Carnegie Mellon, che nella sua grafica porta un chiaro messaggio subliminale: "Siamo i concorrenti di Google".
E Google che fa?

Google ha scoperto la politica, dopo aver accettato pochi giorni fa un compromesso col governo di Pechino che minacciava di inserirlo nel suo indice dei siti proibiti. Il motore ha di fatto applicato lo stesso filtro governativo alle sue ricerche, una bella mutilazione, ma intanto puòanciare la nuova interfaccia in cinese mandarino. Perché l'importante è crescere, aggiungere nuove dita che fanno click: più "noi" clicchiamo, più il valore di quel tocco cresce. Gli analisti di borsa guardano, e investono.


(4 ottobre 2004)

graziemamma
04-10-2004, 15:06
Originariamente inviato da rinzi
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da repubblica.it
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ROMA - Onda anomala o crescita fisiologica? Più la seconda che la prima. E dove può arrivare Google lo capiremo il 21 ottobre, quando i fondatori dovranno presentarsi al mercato per la prima comunicazione trimestrale dei risultati. Probabile che quell'appuntamento istituzionale si trasformi in marcia trionfale: merito "nostro" in un certo senso, dei 300 milioni di navigatori che il motore di ricerca fagocita ogni giorno.

Che la società di Brin e Page sia cresciuta al di là di ogni previsione, è stata la notizia chiave della scorsa settimana, quando i suoi 28 investitori istituzionali hanno comunicato i risultati delle loro analisi e le previsioni per il futuro: l'indice di Google segna un rotondo +56% dal 18 agosto (sul 1 ottobre), giorno nel quale la società fu mandata in borsa col piede sul freno, perché tutti - ma proprio tutti nel mondo della finanza - avevano paura di prendere un altro bagno da internet. E in quei giorni scivolavano verso il basso sia Ebay che Yahoo! e con loro tutti i titoli tecnologici, col petrolio alle stelle, il terrorismo all'attacco, le elezioni americane che non avevano ancora imboccato la fase finale. E invece Google continua la sua marcia in controtendenza, tanto più interessante perché in presenza di un solo indicatore positivo e di altri negativi.

Cosa va bene? La pubblicità sponsorizzata cresce: ciò che ha fatto cambiare idea a molti investitori sono le proiezioni sullo sviluppo dei motori di ricerca. Il loro traffico cresce senza soste e per Google sale in proporzione il "prezzo per click", che i suoi inserzionisti sono disposti a pagare per essere presenti nelle "ricerche sponsorizzate". Sono quelle righe di testo che vediamo a destra della schermata quando lanciamo una ricerca o quelle che si trovano in fondo alla pagina di molti siti e giornali on line


Ma le buone notizie al momento si fermano qui. Perché intanto Google si trova ad affrontare avversari interni ed esterni. Il primo pericolo è l'arricchimento dei suoi dipendenti. Il cuoco dei "Grateful Dead" che cucina alla mensa aziendale di Mountain View sarà anche buono, ma qualche cliente se l'è visto sparire, perché, una volta vendute le stock option, chi si trova con qualche milione di dollari in tasca può decidere di andarsene al mare, qualcuno l'ha già fatto. E per Google il "capitale intellettuale" è la vita.

Poi c'è la concorrenza. E' di queste ore il lancio di Yahoo Local, motore di ricerca su base locale. Yahoo! scende sulla scala del business regionale, sul piccolo e piccolissimo, il terreno preferito da Google, che si vanta di poter essere il veicolo ideale per la pubblicità anche del tassista di Londra o del salumiere di Chicago.

Amazon a sua volta ha lanciato due settimane fa A9 un motore di ricerca dove l'utente trova citazioni e brani di libri, può scrivere on line e mettere segnalibri, trasformando il motore in un ambiente personalizzato dove si sviluppa il percorso del pensiero. E infine è di giovedì scorso la mezza pagina dedicata dal New York Times a Vivìsimo, un motore di ricerca nuovissimo, ideato da un gruppo di studenti della Carnegie Mellon, che nella sua grafica porta un chiaro messaggio subliminale: "Siamo i concorrenti di Google".
E Google che fa?

Google ha scoperto la politica, dopo aver accettato pochi giorni fa un compromesso col governo di Pechino che minacciava di inserirlo nel suo indice dei siti proibiti. Il motore ha di fatto applicato lo stesso filtro governativo alle sue ricerche, una bella mutilazione, ma intanto puòanciare la nuova interfaccia in cinese mandarino. Perché l'importante è crescere, aggiungere nuove dita che fanno click: più "noi" clicchiamo, più il valore di quel tocco cresce. Gli analisti di borsa guardano, e investono.


(4 ottobre 2004)

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