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deleted_c
08-05-2005, 18:12
Da Panorama


di Daniele Martini
5/5/2005





Romano Prodi
Il progetto preparato da Paolo Onofri, Nicola Rossi ed Enrico Morando prevede l'inasprimento delle aliquote per chi guadagna oltre 70 mila euro, a vantaggio del ceto medio-basso.



Più tasse per chi ha un reddito superiore a 35 mila euro lordi all’anno, più tasse sulle rendite finanziarie, più tasse anche sugli affitti delle case e infine un prelievo secco del 5 per cento sui capitali rientrati in Italia grazie all’operazione scudo fiscale voluta dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Rinfrancato dal voto positivo delle regionali, forse convinto che gli umori degli elettori siano stabilmente cambiati e sentendosi la vittoria in tasca alle prossime politiche, il centrosinistra sta preparando un programma fiscale in vista delle elezioni 2006 coerente con quell’impostazione che qualche anno fa, a torto o a ragione, valse all’Ulivo di Romano Prodi e Massimo D’Alema il poco lusinghiero appellativo di «partito delle tasse».

Il progetto, che Panorama ha potuto conoscere, è ormai pronto almeno nelle sue linee essenziali ed è frutto, in particolare, della supervisione dei due economisti di punta dell’Unione: il prodiano Paolo Onofri e il dalemiano Nicola Rossi, coordinati da Enrico Morando, area liberal ds; più uno staff di tecnici in rappresentanza delle varie forze della coalizione. Rimane nel vago un punto non determinante, ma nemmeno secondario: l’introduzione della cosiddetta Tobin tax, la tassa sui grandi movimenti finanziari e a favore della lotta alla povertà. Secondo indiscrezioni, il comunista Fausto Bertinotti la vorrebbe, ma i tecnici ulivisti sono più cauti, convinti possa risultare indigesta perfino ad aree non marginali di elettori di centrosinistra.

Il progetto unionista tocca tutti i punti nevralgici della politica fiscale. Dall’Irap, che verrebbe mantenuta ma con un alleggerimento del peso sul costo del lavoro con sgravi di 2,5 miliardi l’anno, alla legge Tremonti bis per le imprese, che verrebbe cancellata con la reintroduzione della Dit (Dual income tax) voluta a suo tempo dal ministro Vincenzo Visco. Per finire con l’introduzione di detrazioni legate al reddito complessivo delle famiglie.

Il piatto forte, però, è la tassazione delle persone fisiche (ex Irpef, oggi Ire). Rispetto al secondo modulo della riforma fiscale voluto dal governo di Silvio Berlusconi nell’autunno 2004, le correzioni prospettate dagli economisti del centrosinistra risultano davvero significative. In pratica viene buttato a mare tutto l’impianto del Polo a favore di una filosofia completamente diversa. Premiato è il ceto medio-basso, quell’ampia area di contribuenti, circa 8 milioni, cioè un contribuente su cinque, situata nella fascia di reddito tra i 20 e i 30 mila euro lordi all’anno.
Puniti, invece, i percettori di redditi al di sopra di questa soglia, in maniera progressiva, a mano a mano che il reddito sale. Si passa da un aggravio fiscale medio di appena 80 euro all’anno (6,6 euro al mese) per chi ha un reddito di 35 mila euro per arrivare a 523 euro di tasse in più all’anno (43,5 al mese) per coloro che hanno introiti di 65 mila euro.
L’inasprimento più severo riguarda i contribuenti della fascia superiore, quelli tra i 70 e i 100 mila euro e oltre, in pratica meno di 1 milione di persone che dovrebbero pagare addirittura più di quanto pagavano con la vecchia Irpef fino al 2004. Si tratta, in pratica, di quel 2 per cento circa di cittadini che, secondo i calcoli dei tecnici del centrosinistra, sarebbero stati gratificati dalla riforma del centrodestra con sconti fiscali pari a circa il 20 per cento del beneficio complessivo.
La mano del fisco in versione ulivista diventa, infine, pesantissima verso i contribuenti che dichiarano oltre 1,5 milioni di entrate (sulla carta poche migliaia di cittadini, moltissimi calciatori), i quali dovrebbero sborsare fino a 40 mila euro di tasse in più.

Con una specie di drastica operazione alla Robin Hood, insomma, la riforma fiscale dell’Unione destina i proventi ottenuti dalla tosatura dei più abbienti al finanziamento della detassazione dei ceti più deboli. Anche se ai cittadini al di sotto di 15 mila euro, cioè di fatto la no tax area, considerando le detrazioni, viene riservato poco o nulla dalla bozza fiscale del centrosinistra, essendo convinti gli economisti dell’Unione che quei ceti siano già stati correttamente beneficiati dai governi di centrodestra.

A conti fatti, l’operazione fiscale unionista sull’Ire dovrebbe risultare a somma zero, senza aggravi sulla spesa pubblica (a parità di gettito). In pratica, un enorme travaso di tasse fra categorie di contribuenti in omaggio alla riaffermazione dell’idea cara alla sinistra della tassazione come elemento cardine di equità sociale e ridistribuzione del reddito.
Nella bozza ulivista le aliquote resterebbero quattro come ora, ma rimodulate in maniera sostanzialmente diversa: ai redditi tra 10 e 18 mila euro si applicherebbe il coefficiente del 23 per cento, a quelli tra 18 e 33.500 il 30, da 33.500 a 70 mila il 40, mentre oltre questa cifra verrebbe reintrodotta l’aliquota del 45 per cento (oggi da 100 mila euro in poi si applica un coefficiente di solidarietà del 43 per cento).
Di taglio deciso anche l’intervento ipotizzato dall’Unione sulle rendite finanziarie: l’aliquota attuale verrebbe aumentata di 7 punti e mezzo, dal 12,5 al 20 , un punto e mezzo più della media europea. Questa scelta è sostenuta dagli ambienti più a sinistra della coalizione, convinti da sempre che sia necessario spostare dal lavoro alla rendita il peso del prelievo.
L’aliquota unica dovrebbe comprendere tutti i tipi di rendite, con un’innovazione significativa, dovendo essere inseriti nel panel anche gli incassi derivanti dall’affitto delle case, oggi conteggiati nel calcolo del reddito a fini Ire, cioè nel modello 730.

Destinata probabilmente ad alimentare le polemiche anche l’idea di ricorrere a un contributo straordinario del 5 per cento sui capitali rimpatriati e regolarizzati grazie all’operazione scudo fiscale lanciata con successo a fine 2001 da Tremonti. Nell’anno successivo rientrarono in Italia la bellezza di 52,4 miliardi di euro, pari al 4 per cento del pil (prodotto interno lordo), di cui il 58 per cento solo dalla Svizzera e il 65 per cento a favore della Lombardia.

È facile prevedere fin d’ora che chi ha già pagato in base allo scudo Tremonti rifiuti di sborsare altri quattrini; e non è arbitrario ritenere che, se fosse veramente approvata, una norma del genere sarebbe osteggiata con un mare di ricorsi. I tecnici dell’Unione, però, sono convinti del contrario e cioè sono sicuri di poter superare ogni contestazione in quanto ritengono che l’operazione avrebbe i connotati di un condono, anzi si tratterebbe di una specie di condono del condono. Un «condono al quadrato» proposto proprio da chi in questi anni ha polemizzato aspramente contro la politica condonista del centrodestra.
(ha collaborato Claudio Pratesi)


ora... scordatevi un attimo destra e sinistra
e pensate a chi perde reddito e come dovrà recuperarlo
:maLOL:

Uanne
08-05-2005, 18:13
per chi dubitava che non avessimo un programma :madai!?:

bravolima
08-05-2005, 18:14
http://www.iltempo.it/images/quotidie/NAZIONALE.jpg
http://www.iltempo.it/Nazionale.asp?img=99&id=

Dov'è agiaco??

:madai!?:

jonnym78
08-05-2005, 18:14
Originariamente inviato da cicciopie
ora... scordatevi un attimo destra e sinistra
e pensate a chi perde reddito e come dovrà recuperarlo
:maLOL: :madai!?: chi ha molto reddito, non morirà di fame se ne perde una parte

deleted_c
08-05-2005, 18:16
Originariamente inviato da jonnym78
:madai!?: chi ha molto reddito, non morirà di fame se ne perde una parte

si certo!
chi dà una casa in affitto e gli aumentano le tasse dirà
ok, vero?! :dhò: :D

Uanne
08-05-2005, 18:16
più tasse ai calciatori anche :sbav:

Mr_White
08-05-2005, 18:16
Originariamente inviato da cicciopie
ora... scordatevi un attimo destra e sinistra
e pensate a chi perde reddito e come dovrà recuperarlo
:maLOL:

Chiediamolo a Tremonti, dai.

vificunero
08-05-2005, 18:19
E se lo dice Panaroma è sicuramente vero. :madai!?: :madai!?: :madai!?:

miki.
08-05-2005, 18:19
se Prodi mi toglie i soldi dal contocorrente (come ha già fatto), altro che paura di Bin Laden, gli faccio saltare tutto il parlamento.

Uanne
08-05-2005, 18:22
ma non ho capito, sopra i 70 mila o i 35?

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