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morfeus
23-06-2005, 00:15
e inoltre sono d'accordo con le finalità dell'associazione. Per cui, il minimo che possa fare è diffondere la notizia:



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ARUBA-POSTALE 1 / PRIVACY 0
Comunicazione urgente Autistici/Inventati
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22/06/2005

Quando siamo partiti con il progetto autistici, nel nostro
pessimismo cosmico pensavamo che il peggio che potesse
accadere e' che portassero via la macchina, intercettassero
il traffico in maniera pedestre e che la crittografia bastasse
a rendere relativamente al sicuro le comunicazioni dei nostri
utenti.
Abbiamo sbagliato. In Italia non esistono le condizioni
per poter parlare di tutela della privacy a nessun livello.

Il 15 giugno 2004 agenti della postale su ordine della Procura di
Bologna si sono presentati presso il provider Aruba, dove e'
ospitato uno dei server della nostra associazione.
Senza avvisarci Aruba ha spento la macchina e ha consentito agli
agenti di copiare quello che volevano. Il provider, alle nostre
telefonate per domandare il motivo del down, ha risposto parlando
di un guasto tecnico alla presa elettrica dell'armadio.

Da quel momento, come si evince dagli atti, da pochi giorni a
nostra disposizione, hanno proceduto alle intercettazioni
sistematiche della webmail della casella

croceneraanarchica@inventati.org

Potenzialmente pero' hanno potuto intercettare e riportare in chiaro
tutte le altre comunicazioni che transitano dalla macchina e
realisticamente e' quello che stanno ancora facendo.

Per questo al piu' presto spegneremo questa macchina, la
ritireremo dal provider e valuteremo i prossimi passaggi. Gia' da
ora invitiamo tutti coloro che mantengono una macchina o un sito
in quella web farm e hanno a cuore la propria privacy a cercare
un altro luogo e lasciare Aruba a marcire nella loro meschinita'.

Le condizioni della privacy in Italia erano di per se' drammatiche:
ora abbiamo testato sulla nostra pelle che possiamo staccare la spina
e dichiarare la morte clinica del paziente.

Non possiamo sapere quanti altri provider commerciali forniscano
ausilio alle forze dell'ordine senza notificarlo ai propri clienti;
non possiamo sapere quali e quante informazioni le forze dell'ordine
possano prelevare dai nostri e dai vostri siti o server; non sappiamo
che uso ne faranno e per quanto tempo; non possiamo sapere se il
provider riserva questo stesso trattamento di favore a richieste
commerciali ben pagate di concorrenti o agenzie di mercato per dati
personali.

Lo scenario che si disegna e' degno delle migliori utopie negative:
organizzare una potenziale intercettazione di massa di circa
6000 utenti e 500 liste di discussione, con la scusa di leggere
il contenuto di una sola casella mail e' di per se' quanto
di piu' lontano si possa immaginare dal concetto di liberta' di
espressione.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, non e' qualcosa che interessera'
soltanto noi, che evidentemente rappresentiamo una comoda cavia
sulla quale sperimentare nuove forme di controllo e di intercettazione,
un po' come tutte le persone coinvolte nelle indagini sul file
sharing o in altri fatti di repressione in rete.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA SOLO UNA ASSOCIAZIONE
O UN SERVER INDIPENDENTE.

Si tratta della stessa indagine che con la scusa dell'acquisizione
di un log ha consentito all'FBI di abusare di un mandato federale e
di sequestrare l'intero server dove era ospitato indymedia Italia il
7 ottobre 2004.

In successivi comunicati piu' tecnici cercheremo di illustrare meglio
la tipologia dell'attacco e le nostre contromisure, nonche' le
iniziative politiche che intendiamo sviluppare, sperando di non
essere da soli in questa battaglia.

Per ora non potendovi garantire piu' un servizio affidabile
ritiremo la macchina per qualche giorno, la bonificheremo e la
rimetteremo on line.

Non e' nei nostri piani dare a forze dell'ordine e provider servili
la soddisfazione di vederci desistere: il down sara' il piu' breve
possibile, qualche giorno non di piu', e sfrutteremo questa brutta
vicenda per risorgere dalle ceneri come una fenice ferita.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, ANCHE SE E' UNA QUESTIONE DI
PRIVACY.

LEGGI e DIFFONDI questa MAIL
AGISCI e ORGANIZZATI

autistici.org / inventati.org

morfeus
23-06-2005, 00:16
http://www.autistici.org/ai/crackdown/

skidx
23-06-2005, 00:25
aldilà del comportamento di Aruba nella questione (squallidissimo), ma in questi casi non è necessario un mandato o un avviso di garanzia per informare i proprietari del server? :master:

morfeus
23-06-2005, 00:35
beh, lì si parla di giugno 2004, la mail è di oggi. Credo che non sia arrivato nessun mandato :E

skidx
23-06-2005, 00:36
Dice
"Da quel momento, come si evince dagli atti, da pochi giorni a
nostra disposizione"

quindi qualcosa ora hanno. Non sai di che si tratta?

maiosyet_2
23-06-2005, 00:37
:incupito:

morfeus
23-06-2005, 00:38
Originariamente inviato da skidx
Dice
"Da quel momento, come si evince dagli atti, da pochi giorni a
nostra disposizione"

quindi qualcosa ora hanno. Non sai di che si tratta?


http://www.autistici.org/ai/crocenera/

stava scritto sul secondo link..

stefanoi
23-06-2005, 00:59
mamma che tristezza! e poi io lo dicevo che A. non mi convinceva... e poi il fatto citato di indymedia.. che bassezza! davvero.. altro che privacy... episodi come questi ci fanno capire come ci dobbiamo difendere da chi fa abuso di potere più che dagli utenti singoli.. e questo si potrebbe estendere benissimo ad altri ambiti e media oltre la rete

Vincent.Zeno
23-06-2005, 03:26
Non so se ce la si possa prendere tanto con Aruba.
Immaginate che vi si presenti la polizia con tanto di mandato per poter entrare in quel server "sospetto". Se la polizia intende non far sapere che c'è un'indagine in corso, proprio perché informare consentirebbe di nascondere i dati o rimuoverli, oppure perché stanno cercando qualcosa che passa di lì....
Aruba deve attenersi alle leggi, non può fare ostruzionismo.
Anche se questo, di sicuro, non piace al proprietaro del server...
Solo un'opinione...

Anche se l'atteggiamento della polizia non mi piace in generale,
credo che per arrivare ad un gesto del genere qualche motivo dovevano averlo.
Sono contento che "hanno presentato una iterrogazione parlamentare"
http://www.autistici.org/ai/crackdown/interrogazione_parlamentare.html

babanetcom
23-06-2005, 03:37
io uso aruba perchè costa poco e si adatta alle mie esigenze (scarse) e continuerò ad usarla...fossi loro sarei incazzato per il downtime e per non essere stati avvertiti, ma non vedo perchè se durante una perquisizione in una casa (magari per trovare un coltello, che è logico pensare essere nei cassetti in cucina) viene frugato ogni angolo di casa, non debba accadere così per l'hd di un server.....

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