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Visualizza la versione completa : costo dipendente per un'azienda


Cozza
01-07-2005, 23:02
ma se un dipendente c'ha sulla busta paga che prende X come lordo e Y come netto il valore X (il lordo) è l'effettivo valore che quel tizio costa all'azienda oppure ci sono altre spese?...

il mio capo mi ha detto oltre a X il 70% di X ma a me mi sembra un' emerita cazzata :bhò:

Paranoid
01-07-2005, 23:06
Originariamente inviato da Cozza
ma se un dipendente c'ha sulla busta paga che prende X come lordo e Y come netto il valore X (il lordo) è l'effettivo valore che quel tizio costa all'azienda oppure ci sono altre spese?...

il mio capo mi ha detto oltre a X il 70% di X ma a me mi sembra un' emerita cazzata :bhò:

non ti ha detto una cazzata..

anzi.. è stato ottimista..

Cozza
01-07-2005, 23:13
azzo ma allora uno che piglia 1000€ al mese costa all'azienda 2200€ :oVVoVe:
4.300.000 del vecchio conio :oVVoVe:

BananaBoat
01-07-2005, 23:26
Originariamente inviato da Cozza
azzo ma allora uno che piglia 1000€ al mese costa all'azienda 2200€ :oVVoVe:
4.300.000 del vecchio conio :oVVoVe:
certo perche' lo stato trattiene meta' del tuo stipendio per cure mediche, pensione ( :maLOL: ), etc.
tu brutto buzuro spenderesti tutto, no capace da solo, ci penso io :nonono:

BananaBoat
01-07-2005, 23:37
Originariamente inviato da MasterLibe
Quello già compare nel lordo -- quello che lui ha chiamato X -- sul cedolino. Qua, invece, si parla di quello che non si vede sul cedolino perché è di competenza dell'azienda.
'sti cazzi
ma tanto abbiamo il 40% di sommerso :yuppi: :incupito:

mamo
02-07-2005, 02:51
Considera poi che in prospettiva, con le modifiche al TFR, quest'ultimo passerà dall'essere per un'impresa una sorta di fonte di auto-finanziamento (i soldi del TFR in generale li tirano fuori al momento della cessazione del rapporto di lavoro) ad un costo vero e proprio: la quota di TFR dovrà infatti essere destinata alla previdenza integrativa.

Quindi ai costi attuali per l'impresa devi aggiungere in prospettiva il TFR.

Morale della favola:
:oVVoVe:

Un'altra spinta per far cadere il castello di carta made in Italy

Ps: ho scritto questo giudicando l'impatto di tale riforma nell'attuale contesto tralasciando giudizi di merito circa la validità della riforma stessa a livello di principi ispiratori, adatti forse ad un contesto economico in crescita e in salute, diverso quindi da quello attuale.

taddeus
02-07-2005, 08:09
azz, con tutte le cazzate che combine devo costare almeno il doppio del lordo :D

taddeus
02-07-2005, 08:10
Originariamente inviato da mamo
Considera poi che in prospettiva, con le modifiche al TFR, quest'ultimo passerà dall'essere per un'impresa una sorta di fonte di auto-finanziamento (i soldi del TFR in generale li tirano fuori al momento della cessazione del rapporto di lavoro) ad un costo vero e proprio: la quota di TFR dovrà infatti essere destinata alla previdenza integrativa.

...
mica vero, si dovra' scegliere.

mamo
02-07-2005, 12:44
Originariamente inviato da MasterLibe
Anche con l'attuale gestione è un costo vero e proprio, ma resta a dispesizione dell'azienda fina alla cessazione del rapporto. Con la nuova gestione sarà una minor fonte di finanziamento ma non un maggior costo.

"Resta a disposizione dell'azienda" vuol dire che l'azienda si può finanziare con i soldi del TFR senza interessi, perché appunto i soldi non li tira fuori finché il rapporto non cessa (salvo eccezioni riguardanti anticipi, ecc.). Quindi adesso è un costo ma rimandato al futuro e intanto l'impresa gode del suo utilizzo.

Dovendo invece darlo al dipendente di volta in volta, l'impresa perde questa possibilità di finanziarsi e quindi è un costo che si manifesta subito o, meglio, un debito subito estinto e non rinviato al futuro.

Io la vedo come una "mazzata" per le imprese.

PS:
taddeus, ho descritto il caso della scelta di destinare il TFR alla previdenza integrativa.

mamo
02-07-2005, 15:00
Originariamente inviato da MasterLibe
No, aspetta. Il costo si manifesta nel momento in cui il dipendente matura la quota del TFR, perché come ogni costo deve seguire la competenza. Cioè il costo viene rilevato nel bilancio dell'anno in cui il TFR viene maturato, quindi rettifica il risultato dell'anno; non quelli futuri. È l'uscita finanziaria che viene posticipata: viene rilevato il costo a fronte di un debito verso il dipendente. Non confondere la gestione economica con quella finanziaria.

Per quanto riguarda presunte difficolta per le aziende, a me sinceramente non interessa: non mi è mai piaciuto dover prestare i soldi all'azienda a tassi ridicoli. Cerchino altri mezzi di finanziamento: non mi va di fare beneficenza in questo modo.

Intendo infatti la gestione finanziaria:
dal punto di vista economico viene rilevato il costo che va quindi a ridurre il reddito (e quindi il debito d'imposta) dell'esercizio;
dal punto di vista finanziario hai un passività che di fatto è una sorta di auto-finanziamento visto che quelle risorse le puoi utilizzare per investimenti.

Il tuo punto di vista sulla cosa è condivisibile soltanto che secondo me risulta essere un ostacolo non irrilevante per le aziende.

Ps: prima parlavo di "costo" per semplificare il linguaggio in maniera da essere più comprensibile il concetto da tutti. Per costo intendevo l'uscita di cassa e quindi intendevo il concetto finanziario e non economico.

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