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  1. #1

    Digital divide: sì, ma fra Nord e Sud Italia!

    Rapporto su “l’Italia dell’ e-family“: richiesti chiarimenti ritardo tecnologico

    del sen. Nicodemo Francesco Filippelli (UDEUR)


    A questa interrogazione sono stati invitati a rispondere i Ministri delle comunicazioni e per l'innovazione e le tecnologie - Premesso:
    che Federcomin (Federazione delle aziende di telecomunicazioni, radiotelevisione ed informatica) ed ANIE (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche), entrambe aderenti a Confindustria, nell'ambito di un convegno organizzato a Roma il 25 maggio scorso hanno presentato un rapporto su "L'Italia dell'e-family", dal quale emerge con tutta chiarezza come l'Italia risulti territorialmente caratterizzata dal cosiddetto digital divide (il fenomeno che indica, all'interno di un Paese o nel confronto con altri Paesi, una situazione di disparità tra chi ha accesso a capacità di gestione dei contenuti digitali del mondo multimediale e chi, invece, ne rimane escluso per cause economiche, culturali e ambientali);
    che i dati diffusi dal predetto rapporto hanno evidenziato come nel 2004 non si sia realizzata una crescita della piattaforma satellitare: cellulari personali e PC sono cresciuti del 5% circa, mentre Internet non ha raggiunto il 4% (3,7%). La ricezione satellitare ha mostrato una performance migliore (+16%), ma il tasso di crescita della Pay-TV, che risente ancora della fase di passaggio alla gestione tecnologica e commerciale della piattaforma, è ancora lento (+8,5%). Incrementi vicini al 50% sono stati evidenziati dalla foto-camera digitale e dal lettore DVD video;
    che sono raddoppiati i collegamenti in banda larga delle famiglie (a giugno 2004 erano quasi due milioni). Nelle famiglie italiane la diffusione di banda larga ha raggiunto il 10%, con una distribuzione abbastanza omogenea nel territorio, fatta eccezione per il Sud e le Isole dove scende al 7,5%;
    che, se fino al 2003 la famiglia italiana aveva recuperato posizioni rispetto agli altri Paesi (Stati Uniti, Giappone, Corea, Regno Unito, Germania e Francia), il 2004 ha registrato un peggioramento delle posizioni per quanto concerne la piattaforma informatica (sia per il PC che per Internet);
    che per la Pay-TV non vi è stato ancora un recupero rispetto al forte distacco che separa il mercato italiano da quello di altri Paesi;
    che quasi metà delle famiglie italiane (il 48%) non ha un PC in casa e un terzo circa delle famiglie che possiedono un PC non dispongono ancora di un collegamento Internet in casa. Le casalinghe (40% della popolazione femminile adulta) e le persone con oltre 60 anni (oltre il 20% della popolazione totale) fanno un uso minimo di tecnologie digitali;
    che sul divide territoriale lo studio conferma le tendenze degli anni passati: il ritardo si registra solo nelle città del Mezzogiorno;
    che, per quanto concerne l'andamento del 2005, è stato rilevato un tasso di crescita particolarmente elevato nell'adozione del decoder per la televisione digitale terrestre, la cui diffusione si è triplicata nei sette mesi che intercorrono tra luglio 2004 e febbraio 2005;
    considerato:
    che ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese;
    che ai sensi dell'articolo 9 della Costituzione la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;
    che la diffusione del collegamento Internet a banda larga rappresenta il motore dello sviluppo e della competitività di un Paese;
    che attualmente in Italia il 15 % della popolazione, quindi circa 10 milioni di abitanti, non può usufruire di un collegamento ad Internet a banda larga che non sia di tipo satellitare, fenomeno che, come si è detto, va sotto il nome di divario digitale (digital divide);
    che, in base ai dati dell'Osservatorio della banda larga, questa percentuale si ridurrà al più del 5% entro la fine del 2006; questo significa che 6 milioni di italiani non potranno usufruire di quello che viene considerato già oggi un servizio fondamentale e che, di conseguenza, avrà sempre maggiore importanza nel futuro;
    che l'adozione del decoder per la televisione digitale terrestre, nonostante gli incentivi messi in atto dal Governo con le precedenti leggi finanziarie, continua a costare a tutte le famiglie italiane, con il contributo statale, 150 euro a decoder; che nonostante manchino oramai pochi mesi alla chiusura delle trasmissioni analogiche sono ancora in vendita televisori che non ricevono segnali digitali, si chiede di sapere:
    se il Governo sia a conoscenza del profondo divario digitale che divide il nostro paese e che colpisce in particolare le regioni del Meridione e, nel caso, quali provvedimenti siano stati assunti o si intenda assumere per far fronte ad una situazione che rischia di penalizzare illegittimamente milioni di cittadini meridionali;
    se il Governo sia conoscenza del fatto che si trovino ancora in commercio televisori che non recepiscono i segnali digitali nonostante manchino pochi mesi alla chiusura delle trasmissioni analogiche ed in particolare, per quanto di competenza dei Ministri interrogati, se e come sia stato esercitato il controllo della distribuzione commerciale di tali apparecchi televisivi;
    quali siano i motivi per i quali i ritardi della diffusione della tecnologia digitale, tecnologia che rappresenta una grande opportunità per recuperare il ritardo tecnologico di imprese, di cittadini e di pubblica amministrazione, siano legati principalmente alle regioni del Mezzogiorno.
    Si può vivere senza fratelli, ma non senza amici

  2. #2
    Moderatore di ADSL e connettività, Reti LAN e Wireless e VoIP L'avatar di fivendra
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    hey Alcantara... due thread presi da intterrogazini parlamentari.... ti sei dato alla politica???

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  3. #3
    Originariamente inviato da fivendra
    hey Alcantara... due thread presi da intterrogazini parlamentari.... ti sei dato alla politica???


    Macchè Fivendra.....
    La politica la lascio agli esperti in politikese dal momento che quella italiana è piuttosto cervellotica!


    Consulto il sito delle interrogazioni parlamentari (www.avvisatore.it) giusto x vedere se ci sono aumenti in vista x le pensioni .....visto che la mia è una vera schifezza
    Nel girovagare ho trovato queste 2 interr. e ho pensato potessero interessare ai ragazzi di Html.

    Si può vivere senza fratelli, ma non senza amici

  4. #4
    Utente di HTML.it L'avatar di gd350turbo
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    Bhè io abito al Nord, in una zona densa di industrie e di attività varie anche di rilevanza nazionale, Ferrari e Maserati, solo per citarne due...

    Qui internet arrivo circa nel 1992, ad opera del Cineca che alla sera concedeva dietro compenso di circa mezzo milione di vecchie lire al'anno, l'utilizzo di internet tramite le proprie linee...

    Allora si viaggiava a 28k circa, rimase così per un pò di anni, poi arrivo l'isdn, con i suoi 64k e tale forma di comunicazione elettronica è rimasta praticamente immutata fino ad un anno fa, quando qualcuno pensò che era arrivato il momento giusto e in meno di un anno passammo da 64 k a 4 mega...

    Se questo "qualcuno", avesse preso questa decisione qualche anno prima, ora la situazione sarebbe notevolmente diversa, magari pure in concorrenza con quella francese...

  5. #5
    Utente di HTML.it L'avatar di zizi7676
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    Originariamente inviato da nickmio
    Proprio stamani, leggevo su "La Gazzetta del Mezzogiorno", che qualcuno, non ricordo chi (o "governante", o parlamentare, o esperto), diceva apertamente, che in Puglia, la larga banda, è poco o mal servita, ma lo sarà anche in futuro!!! VVoVe:
    E poi, ci sono anche coloro che sostengono, che per battere Telecom, la concorrenza, debba posare nuove reti! Ma ci rendiamo conto che in un secolo, non si è riusciti a coprire ogni millimetro quadro dello stivale dalla rete normale Telecom, e si pretende anche che lo facciano gli altri, in due o tre mesi massimo!!!
    con il wimax in 3 mesi forse no ma in 3 anni sicuro ma se non lo rendono completamente libero...
    Poi adesso con il decreto Pisanu il wimax ce lo possiamo scordare...
    "ogni giorno qualcosa di meno non qualcosa di più,molla tutto ciò che non è essenziale e da lì progredisci"
    Bruce Lee

  6. #6
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    Originariamente inviato da alcantara
    Macchè Fivendra.....
    La politica la lascio agli esperti in politikese dal momento che quella italiana è piuttosto cervellotica!


    Eh... so bene com'è arzigogolata la politica italiana

    Sfortunatamente so benissimo la differenza tecnologica tra nord a sud...
    La si vede in tutte le cose, non solo nell'informatica.....

    Ci vorrebbe una maggiore politica di incentivi per gli investimenti al sud, ma incentivi mirati, non quelli che finiscono nelle tasche delle solite persone....
    Smetterla di pensare la ponte sullo stretto di messina che non serve a nulla e iniziare a investire nella ristrutturazione del sud....

    E ce ne sarebbe da dire.....
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  7. #7
    Moderatore di ADSL e connettività, Reti LAN e Wireless e VoIP L'avatar di fivendra
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    Originariamente inviato da nickmio
    Non so che dire, non sono troppo d'accordo!
    Però, in questo caso, il problema è che sembra che alle compagnie telefoniche, e, soprattutto a Telecom, i soldi degli abitanti le zone non coperte, non piacciano!
    Del resto, la cosa ancora più assurda, da quello che ho imparato leggendo questo forum, è che l'ISDN, che non è usata quasi da nessuno, dovrebbe essere disponibile in tutte le centrali, mentre l'aDSL, no, che sarebbe ancora più richiesta se le persone sapessero della possibilità di risparmiare accoppiandola su doppino linea solo dati, al VoIP! Quindi penso, che la mancata copertura del territorio, sia fatta apposta, non per mancanza di interesse economico da parte delle compagnie, o meglio da parte di Telecom, bensì perchè la copertura di tali zone attualmente può essere una "concessione del fianco" a tutte le possibili forme di concorrenza, mentre adesso, sono "la cassaforte" di Telecom!
    A dire la verità l'isdn e l'adsl sono cose totalmente diverse e l'adsl necessita di strutture tecniche nettamente superiori all'isdn....
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