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Berenicebis
24-08-2005, 20:49
quant'è pretenzioso e sborone lo spot di Luna Rossa? :dhò:

Quattro fighetti in un filmato virato seppia, sul coro del Dies Irae dal Requiem di Mozart ( e se portasse male? :stordita: ) e la voce narrante che vorrebbe rievocare il viaggio di Ulisse dell'inferno di Dante :cry:

GudFella
24-08-2005, 20:57
sono daccordo, anche secondo me ci sono delle pubblicità molto diseducative

Bluelake
24-08-2005, 22:09
ricordiamoci che siamo nel paese dello spot dell'892892... :dhò:

xxxfiles
24-08-2005, 22:17
Originariamente inviato da Bluelake
lo spot dell'892892... :dhò:

:sbav:

robalzi
24-08-2005, 22:18
Che centra Ulisse con Dante?

ZuperDani
24-08-2005, 22:21
Originariamente inviato da robalzi
Che centra Ulisse con Dante?

shhh!

Caleb
24-08-2005, 22:21
Originariamente inviato da robalzi
Che centra Ulisse con Dante?

fatto non fosti per viver come bruto ma per seguir virtute e conoscenza

ergo vatti a leggere l'inferno, 'gnurant

Caleb
24-08-2005, 22:22
Originariamente inviato da ZuperDani
shhh!

ehi hai una topa nell'avatar

ZuperDani
24-08-2005, 22:28
Originariamente inviato da Caleb
ehi hai una topa nell'avatar

oddio! :oVVoVe:
vado, l'ammazzo e torno allora, ste bestiacce.

Berenicebis
24-08-2005, 22:28
Originariamente inviato da robalzi
Che centra Ulisse con Dante?
:rollo:

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando,
pur come quella cui vento affatica;

indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori e disse: «Quando

mi diparti' da Circe, che sottrasse
me più d'un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enëa la nomasse,

né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né 'l debito amore
lo qual dovea Penelopè far lieta,

vincer potero dentro a me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;

ma misi me per l'alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.

L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,
e l'altre che quel mare intorno bagna.

Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov' Ercule segnò li suoi riguardi

acciò che l'uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l'altra già m'avea lasciata Setta.

"O frati", dissi, "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".

Li miei compagni fec' io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.

Tutte le stelle già de l'altro polo
vedea la notte, e 'l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com' altrui piacque,

infin che 'l mar fu sovra noi richiuso».

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