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Visualizza la versione completa : Etica nei contratti di indicizzazione e mantenimento


user_francesco
08-04-2006, 17:33
Buongiorno a tutti, desideravo chiedervi consigli e pareri su come impostare sia un contratto di gestione sito e mantenimento sito, sia per un contratto per indicizzazione e mantenimento.

Lo scopo di questo messaggio non è la ricerca della forma, ma dei contenuti del contratto stesso.

Mi spiego, parlando ad esempio di indicizzazioni e mantenimento ho visto che molti,ritengo per cautelarsi dal fatto che il cliente una volta ben piazzato nei motori smetta di pagare il programmatore, aprono nuovi domini che poi gestiscono con proprie chiavi e che divengono più o meno dei siti gemelli ben ottimizzati.

Il sito originale non viene toccato. Dai siti gemelli, che sono quelli che troverà il ricercatore nel web, si verrà reindirizzati sul sito del committente. Se il cliente sospende i pagamenti o non rinnova il contratto annuo di mantenimento, la software house chiude i rubinetti (quando, come dice Google, addirittura non rivende il servizio per l'area già indicizzata alla concorrenza).

Altro metodo è quello di creare delle pagine ad hoc all'interno del sito committente, su cui la software house rivendica il diritto di riprendersi le pagine in caso di sospensione del servizio. Strategia interessante, ma difficile da far rispettare.

Io credo, anche per avere risultati migliori, che l'ideale sarebbe ottimizzare e indicizzare le pagine del sito originale, ma come ci si può poi tutelare nel caso dopo un certo periodo il cliente decida di sospendere il servizio?

Spesso, nel caso di siti che non si confrontano con milioni di concorrenti in termini di parole chiave, una volta indicizzati rimangono stabili in prima pagina anche senza più bisogno di manutenzione.
Lo stesso in fondo si può per quanto riguarda la realizzazione di certi siti, per cui si chiede un importo per il mantenimento, ma in fondo il cliente fa passare anni interi senza chiedere alcuna modifica o aggiunta di pagine.

Il succo un po' di tutto questo messaggio si può forse riassumere in queste domande:
E' giusto chiedere una quota di mantenimento per un sito anche se non sono previste modifiche?
Stessa domanda per l'indicizzazione.
E, se secondo voi è giusto, come si può farlo in modo etico, cioè come lo si farebbe per un proprio sito, però con un contratto, ma soprattutto con un metodo che preveda il rispetto delle regole da entrambe le parti, pena il ripristino della situazione antecedente al servizio (posto che ci si riesca senza smontare davvero tutto)?

E,in questo caso, se questa è la linea, come si può evitare che il cliente, con un cambio password ftp, vi estromentta da un giorno all'altro?

Vi ringrazio per tutti i pareri, sia che propendano in una o nell'altra direzione.

Francesco

sfogliamilano
08-04-2006, 19:05
Originariamente inviato da user_francesco
Buongiorno a tutti, desideravo chiedervi consigli e pareri su come impostare sia un contratto di gestione sito e mantenimento sito, sia per un contratto per indicizzazione e mantenimento.

Lo scopo di questo messaggio non è la ricerca della forma, ma dei contenuti del contratto stesso.

Mi spiego, parlando ad esempio di indicizzazioni e mantenimento ho visto che molti,ritengo per cautelarsi dal fatto che il cliente una volta ben piazzato nei motori smetta di pagare il programmatore, aprono nuovi domini che poi gestiscono con proprie chiavi e che divengono più o meno dei siti gemelli ben ottimizzati.

Il sito originale non viene toccato. Dai siti gemelli, che sono quelli che troverà il ricercatore nel web, si verrà reindirizzati sul sito del committente. Se il cliente sospende i pagamenti o non rinnova il contratto annuo di mantenimento, la software house chiude i rubinetti (quando, come dice Google, addirittura non rivende il servizio per l'area già indicizzata alla concorrenza).

Altro metodo è quello di creare delle pagine ad hoc all'interno del sito committente, su cui la software house rivendica il diritto di riprendersi le pagine in caso di sospensione del servizio. Strategia interessante, ma difficile da far rispettare.

Io credo, anche per avere risultati migliori, che l'ideale sarebbe ottimizzare e indicizzare le pagine del sito originale, ma come ci si può poi tutelare nel caso dopo un certo periodo il cliente decida di sospendere il servizio?

Spesso, nel caso di siti che non si confrontano con milioni di concorrenti in termini di parole chiave, una volta indicizzati rimangono stabili in prima pagina anche senza più bisogno di manutenzione.
Lo stesso in fondo si può per quanto riguarda la realizzazione di certi siti, per cui si chiede un importo per il mantenimento, ma in fondo il cliente fa passare anni interi senza chiedere alcuna modifica o aggiunta di pagine.

Il succo un po' di tutto questo messaggio si può forse riassumere in queste domande:
E' giusto chiedere una quota di mantenimento per un sito anche se non sono previste modifiche?
Stessa domanda per l'indicizzazione.
E, se secondo voi è giusto, come si può farlo in modo etico, cioè come lo si farebbe per un proprio sito, però con un contratto, ma soprattutto con un metodo che preveda il rispetto delle regole da entrambe le parti, pena il ripristino della situazione antecedente al servizio (posto che ci si riesca senza smontare davvero tutto)?

E,in questo caso, se questa è la linea, come si può evitare che il cliente, con un cambio password ftp, vi estromentta da un giorno all'altro?

Vi ringrazio per tutti i pareri, sia che propendano in una o nell'altra direzione.

Francesco Non sto a spiegarti tutto (è troppo lunga).
In poche parole come gestire una visibilità comprendendo le problematiche di un ciente che un giorno si sveglia, batte la testa sul comodino e cambia idea (o potrebbe cambiare idea, ma comincia a rognare).

1) siti gemelli (esterni) (prendo come riferimento la tua ipotesi) - se non paga chiudi o giri ad altri la visibilita

2) ID e PWD (se il dominio è intestato al cliente) sono del cliente (salvo contratto diverso) - quando non paga la visibilità solo quella puoi chiudere, se non paga lo spazio, puoi inibire ID e PWD.

3) la parola mantenimento al cliente non piace xchè è convinto che il professionista, una volta pubblicato il sito, non faccia + niente, è dura spiegargli cosa c'è dietro.

I costi, ti conviene, gestirli nella fase di start-up (che comprendono il tuo mantanimento).

4) X la visibilità, ricordati di contenplare gli aggiornamenti dei DB dei MDR (il periodo +o- lungo in cui i motori potrebbero non far apparire il cliente), quindi a tua NON responsabilità

5) rispetto delle regole da entrambe le parti ... quando un cliente paga non glene po' fregar de meno

user_francesco
09-04-2006, 00:11
Originariamente inviato da sfogliamilano

2) ID e PWD (se il dominio è intestato al cliente) sono del cliente (salvo contratto diverso) - quando non paga la visibilità solo quella puoi chiudere, se non paga lo spazio, puoi inibire ID e PWD.


Ti ringrazio di tutte le risposte!
Solo questa qua sopra non ho capito:
"ID e PWD (se il dominio è intestato al cliente) sono del cliente"
fin qui ci sono,poi quando dici che se non paga la visibilità la puoi chiudere non ti seguo più, puoi spiegarmi meglio per favore?
Ti ringrazio,

Francesco

Evi|A|ivE
09-04-2006, 01:39
Nel caso in cui le doorway risiedano su un server tuo, credo.
Ma meglio vedere se è cosi :P

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