Peccato che, stando ad un documento della rassegna stampa della camera dei deputati (non più consultabile, vedi link: http://rassegna.camera.it/chiosco_ne...Article=1AXI14) le cose siano andate molto, ma molto diversamente.
Un sunto:
Nota: http://www.ilpost.it/2012/07/18/il-p...ioco-dazzardo/Le slot machine sono collegate ad una rete tramite la quale lo stato può controllare quanto incassano e quindi tassare quel guadagno. Dal 2004 al 2006, per una serie di motivi su cui si sta ancora indagando – un classico pasticciaccio all’italiana in sostanza – moltissime slot machine rimasero scollegate da questa rete. Questi “scollegamenti” vennero classificati come causati da “forza maggiore”, e quindi, come previsto dalla legge, i concessionari invece che pagare secondo i risultati della rete, pagarono un forfait. Nel 2007 la Corte dei Conti incaricò la Guardia di Finanza di controllare quante slot e per quanto tempo furono scollegate dalla rete e di calcolare la multa corrispondente. La legge prevedeva infatti che per ogni ora di mancato collegamento il concessionario dovesse pagare 50 euro di multa. La cifra calcolata fu di 98 miliardi – attenzione: questa cifra è la multa, non il calcolo del denaro evaso. Dopo cinque anni di processi e varie traversie, la Corte dei conti ha respinto la multa e condannato i gestori delle slot a pagare 2,5 miliardi. Una cifra che è comunque enorme e ammonta all’80% di quanto le società condannate hanno guadagnato tra il 2004 e il 2007.
L’intero settore delle slot machine fattura in un anno circa 50 miliardi.
Questo significa che per raggiungere quella cifra, avrebbe dovuto evadere completamente le tasse per quattro o cinque anni (ma, come giò detto, non è così: hanno pagato un forfait!). Questo significa anche che quelle società non hanno nessun modo di pagare quella cifra, nemmeno andando in fallimento.
Notate solo un po' di sproporzione tra quanto effettivamente guadagnato (tenendo conto dei dati di guadagno annuo di ciascuna società) e quanto richiesto nella cifra iniziale della multa?
Ora, va bene tutto, ma c'è un limite tra l'ipotetico e la fantascienza.



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