“La proposta di legge elettorale non è convincente perché non garantisce una rappresentanza adeguata. Né il diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti. Né una ragionevole governabilità”
A Renzi che alla fine del suo discorso ha detto che o la proposta veniva accettata così com’era o saltava tutto, e che il voto non era sul quello che il segretario stava presentando, ma su quello che tre milioni di persone hanno scelto votandolo alle primarie, Cuperlo ha replicato:
“Si dice che è tutto deciso con il voto delle primarie dell’8 dicembre? Allora è inutile convocare la Direzione, fai tutto da solo. Funziona così un partito? Io spero di no. E credo di no”
Quando la parola è tornata a Renzi, il segretario ha detto:
“Gianni te lo dico con amicizia, questo tuo riferimento alle primarie e alle preferenze, lo avrei voluto sentire la volta scorsa, quando tu e altri siete stati candidati nel listino. È inaccettabile che preferenze e primarie siano usate in modo strumentale adesso”
A quel punto Cuperlo ha lasciato il tavolo della presidenza, segno di una totale rottura con Renzi, almeno per adesso.