il punto è che il datore di lavoro ha il coltello dalla parte del manico, in quanto il lavoratore, soprattutto ora, non può fare a meno di lavorare. il datore può quindi offrire poco, anche nulla come in questo caso, e stai pur tranquillo che qualcuno accetterà. lo farà perchè fa curriculum, o perchè 200€ in nero per 40 ore la settimana sono meglio di nulla... come dico sempre, finchè ci sarà qualcuno disposto per disperazione ad accettare anche solo 100€, ci sarà qualcuno disposto ad offrire non più di 100€.
in questo senso mettere un rapporto massimo alla differenza degli stipendi, da un lato alza lo stipendio minimo, dall'altro calmiera lo stipendio massimo. win win
il fatto che ci sia un tetto minimo/massimo non deve uccidere la meritocrazia, e non lo fa. se vali poco, se lavori poco e male, guadagni anche poco, il minimo. se sei bravo sali e guadagni di più. quello che voglio evitare sono le storture attuali da medioevo in cui l'1% della popolazione detiene il 98% della ricchezza del paese. non voglio il comunismo, è una utopia ed è sbagliato per quanto mi riguarda. voglio però delle misure concrete ed effettive per una ridistribuzione più equa della ricchezza.
credo che il tetto al rapporto degli stipendi possa essere una di questa. e credo che si debba per forza passare dall'eliminazione di alcuni diritti acquisiti delle classi più agiate
sono ovviamente aperto a mille altre proposte concrete


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