Faccio fatica ad immaginare qualcosa di piu triste di un uccello in gabbia![]()
Associare ad esseri viventi la parola hobby un pò stride, ma non saprei come altro chiamarlo
Non è che si possa fare molto su esserini di 50g. Oltre che portarli dal veterinario per vedere lo sttao di salute e l'esame delle feci non si può fare, per quello ci rimango male quando uno sta male e non so come curarlo.
Se dovessi elencarti le tipologie di mangiare che gli fornisco prenderesti paura per quanti spendo.
Io lo considero unessere vivente, e ogni essere vivente ha il mio rispetto, farli nascere per farli morire non ha senso.
Vero, è triste, ma è anche triste vedere un gatto o un cane rinchiuso in un appartamento di 40mq, o un cane al guinzaglio o con la museruola. La vita in cattività per gli uccelli non è così male, non hanno predatori e hanno il cibo a portata di "becco". Il volo alla fin fine serve a quello, scappare dai predatori e ricercare il cibo.
Anche a Berlino est anni fa la guida che mi avevano assegnato mi diceva che loro avevano tutto, lo Stato provvedeva a tutto, sanità istruzione lavoro..... tutto, però poi ogni volta che passavo per Checkpoint Charlie per andare o rientrare da Berlino ovest, c'erano decine e decine di persone ferme sul punto dove era loro permesso stare (per uscire dovevi fare delle esse strette per impedire che qualcuno potesse lanciarsi con auto o camion oltre il confine) che stavano delle ore a guardare dall'altra parte, fuori.![]()
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
anni fa mia figlia voleva a tutti i costi un animaletto, cosi' le proponemmo di prendere un canarino per rendersi conto di cosa volesse dire accudire un animaletto; lo fece per un po' di mesi, forse un anno, poi come da copione si stufo' (e per fortuna capi' che non era un giocattolo e non ci chiese altri animali) e me ne occupai io
gli comprai una gabbia adatta a piu' uccellini perche' avesse piu' spazio, gli mettevo il bagnetto appeso fresco tutti i giorni, gli compravo il grano con la frutta e lo mettevo davanti alla finestra aperta (abito in un posto tranquillo e non inquinato) non appena c'era un filo di sole, gli avevo preparato un telo di stoffa per coprire la gabbia la sera in modo che potesse riposare e, se d'inverno rientravo a quando gia' era buio, gli lasciavo la luce accesa in modo che non si addormentasse prima che fossimo rientrati per cena e tutto il resto
l'ho sempre considerato il minimo sindacale
detto cio', negli 8 anni in cui ha vissuto mi e' capitato spessissimo di pensare che mi faceva una pena infinita, in quella gabbietta ed e' stato brutto sapere che comunque se l'avessi liberato, non sarebbe stato in grado di sopravvivere la' fuori, nessun accudimento materiale mi e' pesato tanto quanto questo pensiero e mi sono detta mai piu', non voglio mai piu' avere un animale in gabbia, non un pesce, non un uccellino, non un criceto: ho gia' dato
abbattiamo lo stress!
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