Dove termina l'ideologia ed inizia la parte ragionata di tutta sta cosa qui?La FIAT ha preso tanto e dato tanto. Di quanto ha dato (e continuava a dare) ce ne accorgeremo nel tempo, quando sempre più si allontanerà dall'Italia e l'inerzia calerà.
Ma ciò premesso, che può essere un parere opinabile come tanti altri, resta un fatto:
Il problema eventuale delle privatizzazioni degli utili e delle socializzazioni delle perdite non è certo imputabile all'imprenditore che utilizza in modo legale gli strumenti che lo Stato gli mette a disposizione. Se c'è qualcosa su cui recriminare, semmai, è sui politici di quello Stato che tanto hanno permesso (e persino spesso chiesto) all'imprenditore di poter fare.
Io so soltanto che l'impresa privata cerca di fare profitti, e che in tal modo - soprattutto in uno Stato sano - apporta valore aggiunto e benefici all'intera comunità. Finchè il comportamento dell'imprenditore non sconfina nell'illegalità, io non ci vedo nulla di male in quel che fa.
A maggior ragione se quando decide di andarsene dall'Italia trova all'estero gli strumenti adeguati alla sua crescita e dimostra di ottenere risultati migliori a parità di tutte le altre condizioni.
In altre parole, io da italiano mi dolgo dell'addio di FIAT all'Italia, nè più nè meno che dell'addio di migliaia di altre imprese italiane trasferitesi all'estero in cerca di ambienti più sani e fertili dove sviluppare business. E questo senza entrare nel merito della qualità del management di nessuna di queste, posto che in media possiamo dire che se qua stentavano e all'estero vanno a gonfie vele il problema probabilmente non era la loro abilità imprenditoriale, ma l'ambiente venefico in cui erano inserite.


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