«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Il fatto è che questo jobs act è una fregatura che annulla trent'anni di lotte e conquiste sindacali e dei lavoratori. E il motivo per cui si è reso necessario si chiama Euro. Cosa accadrebbe uscendo sono teorie e illazioni sia sui pro che sui contro. Restarci dentro, invece, causa effetti certi. E non sono effetti sostenibili ancora a lungo, secondo me.
Ad ogni modo se a qualcuno piace questo jobs act buon per lui, ne riparliamo fra un annetto o due quando si faranno i conti sull'andamento dei salari.
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Caro Nuvolari, aimè il tuo ragionamento è in parte sbagliato.
La necessità dell'abbassamento e della svalutazione dei salari, non dipende dalla moneta.
Se rimaniamo nella moneta unica, questi dovranno abbassarsi, per esempio da 1000€ a 900€.
Se riacquisiamo la nostra moneta, questi varranno meno perchè la moneta risulterà più debole, cioè mettiamo 1000£, saranno 900€.
Quindi non cambia nulla in questo senso.
Il valore dei salari è determinato dalla produttività. Questa dipende da tanti fattori, in primis dall'istruzione. Poi da altre cose come la burocrazia, giustizia ecc...
Se nel nostro paese ogni 100 dipendenti si producono 5000€ di prodotti, mentre negli altri paesi 8000€, è chiaro che il nostro salario deve essere inferiore, perchè ogni lavoratore produce 50€, mentre altrove ne producono 80€.
Se si vuole quindi aumentare il salario reale del nostro paese, bisogna investire nell'istruzione e rimuovere tutti i costi di burocrazia, giustizia e corruzione nel nostro paese.
Invece noi negli ultimi decenni abbiamo sempre tagliato l'istruzione, la corruzione è dilagata, e il risultato è che la nostra produttività è più vicina a quella della Nigeria, che non a quella della Germania.
Nulla
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
il valore dei salari non è necessariamente determinato dalla produttività: posso avere un'azienda che aumenta la produzione e il fatturato perchè abbassa i salari ed esce sul mercato con prezzi più competitivi. (È esattamente quello che intende fare il jobs act. Per chi è felice di ragionare sulla diminuzione media dei salari nel nostro Paese).
La svalutazione della moneta non incide sul potere d'acquisto interno: quello che prima costava 10 euro costerà 10 fiorini. Influisce sul potere d'acquisto delle materie prime (per esempio una svalutazione del 20% della moneta corrisponde ad un aumento di circa il 5 o 6% della benzina (il cui prezzo resta quindi più volatile per altri fattori che non la svalutazione della moneta...).
Il fatto è che potendo svalutare la propria moneta, è vero che ci sarebbe un incremento magari del 5 o 6% di determinati beni, ma al tempo stesso ci sarebbe una impennata delle esportazioni e un rilancio della produzione a prezzi e salari interni invariati (e questo sì che genera benessere reale).
ci sono numerosi esempi di come queste logiche si siano attuate anche nel recente passato. Se si guardano i dati reali di ciò che è accaduto fino a poco tempo fa si scopre che le cose sono molto diverse da: "svalutazione = perdita di potere d'acquisto". Anzi, per logiche economiche più complesse di quelle spiegabili in un post di 10 righe, si scopre che invece la realtà parla di possibilità effettive di vederlo persino crescere il proprio potere d'acquisto (interno, si intende).
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Comunque al di là delle ipotesi più o meno ponderate su ciò che accadrebbe uscendo dall'Euro la sola cosa certa di cui si può parlare oggi è che restandoci dentro stiamo assistendo allo smantellamento dello stato sociale, alla demolizione di 40 anni di conquiste ottenute a favore dei lavoratori, alla svendita delle nostre migliori eccellenze produttive, alla fuga all'estero delle rimanenti...
Chissà quale fondo si dovrà toccare prima di capire che forse è meglio iniziare a considerare l'idea di abbandonare questa moneta unica nata male e cresciuta peggio.
Oggi comunque becchiamoci nei denti questo Jobs Act. Per ora, si vede, ci va ancora bene così...
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
No, forse ti stai un pò imbrogliando. Per produttività, io intendo quella del lavoratore (che è non solo dipendente dalla sua istruzione, ma anche dai fattori aziendali e sociali, come la burocrazia, lo sviluppo tecnologico ecc...). Non ti annoierò con una complessa formula matematica, comunque il salario reale medio è direttamente correlato alla produttività media del lavoro. Non si sfugge.
Fermo, la svalutazione della moneta migliora il nostro export e diminuisce il nostro import.
Tuttavia non è detto che i miglioramenti dell'export compensino quelli causati dal mancato import. Se le nostre imprese fanno uso di abbondanti materie di import come il petrolio e altro, non è scontato che il benessere aumenti.
In generale, posso dirti che essendo noi un paese di natura esportatrice, è molto probabile che i vantaggi nell'export compensino quelli di import.
Qui il problema è che l'euro è da considerarsi come un cambio fisso, che ha vantaggi commerciali, ma se i differenziali sono troppo elevati, i costi del mantenerlo superano i vantaggi. Questo miglioramento a cui assisteremmo, sarebbe dovuto all'annullamento del danno di mantenere il cambio fisso.
Però dopo questo miglioramento, rimarrebbe comunque da migliorare la nostra produttività. Non si scappa. Uscire dall'euro significa liberarsi di un cappio che ci sta strangolando, ma se continuiamo con lo stesso andamento sull'istruzione e la bucrazia degli ultimi decenni, è solo un maggior benessere momentaneo.
E comunque uscire dall'euro, dovrebbe includere anche una ristrutturazione del debito... già inevitabile...
Nulla
Anzi... in teoria si potrebbe anche non uscire dall'Euro.
Al nostro danno a restare nell'Euro, corrisponde il beneficio di altri stati come la germania che noi ci rimaniamo. Praticamente il danno che noi riceviamo (inclusa spagna, grecia ecc...) non è perso, ma è di fatto un guadagno per la germania e altri.
Quindi la soluzione è semplicemente che la germania ci ritrasferisca il suo beneficio, ovvero versasse a noi i soldi derivanti dal beneficio che trae che noi restiamo nell'euro per compensare il nostro danno.
Sia chiaro, questo non risolve i problemi del nostro paese, ma rende inutile ritornare alla nostra valuta e inoltre è comunque una soluzione migliore perchè manteniamo i vantaggi della valuta unica.
Di fatto gli stati nordici traggono ricchezza dalla nostra sofferenza, e ci pure bastonano... è vergognoso... e fanno pure i maestrini bacchettoni...
L'UE è destinata a naufragare proprio per questo, è fatta solo di opportunismo...
Nulla