il valore dei salari non è necessariamente determinato dalla produttività: posso avere un'azienda che aumenta la produzione e il fatturato perchè abbassa i salari ed esce sul mercato con prezzi più competitivi. (È esattamente quello che intende fare il jobs act. Per chi è felice di ragionare sulla diminuzione media dei salari nel nostro Paese).
La svalutazione della moneta non incide sul potere d'acquisto interno: quello che prima costava 10 euro costerà 10 fiorini. Influisce sul potere d'acquisto delle materie prime (per esempio una svalutazione del 20% della moneta corrisponde ad un aumento di circa il 5 o 6% della benzina (il cui prezzo resta quindi più volatile per altri fattori che non la svalutazione della moneta...).
Il fatto è che potendo svalutare la propria moneta, è vero che ci sarebbe un incremento magari del 5 o 6% di determinati beni, ma al tempo stesso ci sarebbe una impennata delle esportazioni e un rilancio della produzione a prezzi e salari interni invariati (e questo sì che genera benessere reale).
ci sono numerosi esempi di come queste logiche si siano attuate anche nel recente passato. Se si guardano i dati reali di ciò che è accaduto fino a poco tempo fa si scopre che le cose sono molto diverse da: "svalutazione = perdita di potere d'acquisto". Anzi, per logiche economiche più complesse di quelle spiegabili in un post di 10 righe, si scopre che invece la realtà parla di possibilità effettive di vederlo persino crescere il proprio potere d'acquisto (interno, si intende).


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