
Originariamente inviata da
Darksky
Oggi riflettevo sulla mia situazione che è quella di molti altri lavoratori, ne sono sicuro. Ho cambiato da qualche mese "donatore" di lavoro e non rientro nel job act.
Per quanto le occasioni di imparare e migliorare il proprio CV non manchino purtroppo sono passato da un estremo all'altro del grafico che riporto
Tirate una linea quasi verticale che parte dal centro degli assi, ecco io sono lì. Da mesi in maniera sistematica, senza saltare un giorno, sono a casa non prima della 21.00, 21.30. Sia chiaro, in passato per gestire emergenze, mi sono trovato mia sponte a lavorare da casa sino alle 4 di mattina ma erano appunto episodi molto sporadici e di carattere emergenziale.
Qui invece c'è il dolo da parte del datore di lavoro. Per vincere le gare di assegnazione i progetti si sottostimano sistematicamente e si scarica tutto sul dipendente che farà automaticamente N ore di straordinario non retribuito a settimana, per NN settimane. E parliamo di una giornata lavorativa intensa, direi in apnea. Non passo 10-11 ore a cazzeggiare o facendo mille pause ma è una concentrazione continua. A fine giornata sono così rincoglionito che non ho voglia di parlare con nessuno, non rispondo neanche al telefono. Il weekend cerco di recuperare, sono un'ameba che dorme.
E per quanto è stato sottostimato il lavoro (e non è l'unico caso) in realtà dovrei lavorare ben oltre quell'orario e lavorare anche il sabato e forse domenica per restare dentro i tempi. Ma mi sono posto comunque un limite, pur essendo tuttora in periodo di prova.Vi garantisco che non si tratta di un caso isolato: l'approccio quando si presentano le offerte a potenziali clienti è quello di stimare di avere a disposizione per ogni dipendente almeno 10-11 ore al giorno di lavoro. Significa stimare di avere per ogni dipendente ogni settimana non 5 giornate uomo ma almeno 6 giornate uomo. Senza contare poi il problema per cui per risparmiare si manda l'esperto della coltivazione delle pere a fare un lavoro dove c'è bisogno dell'esperto degli Arrosti. Ovviamente l'esperto delle pere avrà tempi molto più lunghi per capire come minchia fare un arrosto.
Mi sono ripromesso però, finito il periodo di prova, di tirare i remi in barca e porre termine a questa specie di schiavitù (in tutto ciò il valore del tuo lavoro non viene affatto percepito riconosciuto, affatto). Non dico staccare alle 18.00 ma sicuramente alle 19.00 sarò fuori ufficio.
Se rientrassi nel JOB act, potrei permettermi di fare questo ragionamento ? Cosa vieta al datore di lavoro di farmi fuori, solo perché non gli faccio le 20.00 fisse a fare di tutto di più (anche ramazzare con una scopa in culo), per il resto della mia vita ?
Per esperienza diretta, avendo visto che capre ci sono in giro, posso ritenermi superiore alla media ma non sono certo un guru. Come me la fuori, con l'aria che tira, ce ne sono tanti.
E nella mia situazione ci sono molte persone. La concorrenzialità dell'offerta viene scaricata tutta nel culo del dipendente, punto.