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  1. #81
    Quote Originariamente inviata da kalosjo Visualizza il messaggio
    Ma che c'entra.
    Ormai ha rilanciato l'economia e le aziende assumono a valanghe. Che bisogno c'è di andare avanti.
    Governo che sa essere falso e contraddittorio come poki altri... Però si vendono bene, o così pensano

  2. #82
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    La cosa incredibile è il silenzio assoluto, ora che si comincia a vedere che non serviva ad una beneamata m...ia (come molti dicevano fin da subito), e il popolo bue che continua ad andare dietro al manovratore.
    Scusate i puntini di sospensione...... La verità è che non ho argomenti....

  3. #83
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    Eccolo il primo trombato dal Jobs Act.
    E' durato 8 mesi.
    Le tutele crescenti sono sicuramente ottime per l'azienda.

    http://www.repubblica.it/economia/20...ti_-127324018/

    maledetti gufi...dicono cose che si avverano!
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    Se la tua ragazza non te la da, tu non prendertela

  4. #84
    Quote Originariamente inviata da Darksky Visualizza il messaggio
    Oggi riflettevo sulla mia situazione che è quella di molti altri lavoratori, ne sono sicuro. Ho cambiato da qualche mese "donatore" di lavoro e non rientro nel job act.

    Per quanto le occasioni di imparare e migliorare il proprio CV non manchino purtroppo sono passato da un estremo all'altro del grafico che riporto



    Tirate una linea quasi verticale che parte dal centro degli assi, ecco io sono lì. Da mesi in maniera sistematica, senza saltare un giorno, sono a casa non prima della 21.00, 21.30. Sia chiaro, in passato per gestire emergenze, mi sono trovato mia sponte a lavorare da casa sino alle 4 di mattina ma erano appunto episodi molto sporadici e di carattere emergenziale.
    Qui invece c'è il dolo da parte del datore di lavoro. Per vincere le gare di assegnazione i progetti si sottostimano sistematicamente e si scarica tutto sul dipendente che farà automaticamente N ore di straordinario non retribuito a settimana, per NN settimane. E parliamo di una giornata lavorativa intensa, direi in apnea. Non passo 10-11 ore a cazzeggiare o facendo mille pause ma è una concentrazione continua. A fine giornata sono così rincoglionito che non ho voglia di parlare con nessuno, non rispondo neanche al telefono. Il weekend cerco di recuperare, sono un'ameba che dorme.

    E per quanto è stato sottostimato il lavoro (e non è l'unico caso) in realtà dovrei lavorare ben oltre quell'orario e lavorare anche il sabato e forse domenica per restare dentro i tempi. Ma mi sono posto comunque un limite, pur essendo tuttora in periodo di prova.Vi garantisco che non si tratta di un caso isolato: l'approccio quando si presentano le offerte a potenziali clienti è quello di stimare di avere a disposizione per ogni dipendente almeno 10-11 ore al giorno di lavoro. Significa stimare di avere per ogni dipendente ogni settimana non 5 giornate uomo ma almeno 6 giornate uomo. Senza contare poi il problema per cui per risparmiare si manda l'esperto della coltivazione delle pere a fare un lavoro dove c'è bisogno dell'esperto degli Arrosti. Ovviamente l'esperto delle pere avrà tempi molto più lunghi per capire come minchia fare un arrosto.

    Mi sono ripromesso però, finito il periodo di prova, di tirare i remi in barca e porre termine a questa specie di schiavitù (in tutto ciò il valore del tuo lavoro non viene affatto percepito riconosciuto, affatto). Non dico staccare alle 18.00 ma sicuramente alle 19.00 sarò fuori ufficio.

    Se rientrassi nel JOB act, potrei permettermi di fare questo ragionamento ? Cosa vieta al datore di lavoro di farmi fuori, solo perché non gli faccio le 20.00 fisse a fare di tutto di più (anche ramazzare con una scopa in culo), per il resto della mia vita ?
    Per esperienza diretta, avendo visto che capre ci sono in giro, posso ritenermi superiore alla media ma non sono certo un guru. Come me la fuori, con l'aria che tira, ce ne sono tanti.

    E nella mia situazione ci sono molte persone. La concorrenzialità dell'offerta viene scaricata tutta nel culo del dipendente, punto.

    Tu fai N ore di straordinario per non essere licenziato. L'azienda se le inventa di tutti i colori per via delle tassazioni odierne. Lo stato mette tasse assurde perchè con gli inciucci in corso non può certamente abbassarle. Dovremmo spezzare la catena, farci carico delle conseguenze ma poi reiniziare da tabula rasa. Questa storia del "finchè la barca va lasciala andare" per me è un grandissimo errore.

    Queste riforme poi non fanno altro che svalutare il nostro lavoro, perchè meno diritti hai e più devi "accontentarti" di quello che ti arriva.
    Ultima modifica di Neptune; 29-11-2015 a 12:56

  5. #85

  6. #86
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    Quote Originariamente inviata da teo1964 Visualizza il messaggio
    Non è solo questo. Concordo che se non c'è produzione, l'imprenditore non assume, ma oggi non assume neanche se ne ha bisogno, in quanto poi è difficilissimo ridurre nuovamente il personale in caso di crisi, quindi ecco i mille mila contratti aticipi o lavoro nero.
    Avere regole chiare che definiscono i diritti di entrambi sopratutto eliminando gabbie e gabbiette è a mio avviso un incentivo ad assumere sopratutto per quelle aziende che avendo spostato il portafoglio clienti all'estero si stanno riprendendendo.
    Per quanto riguarda l'uscita dall'euro, penso sarebbe il colpo di grazia allo stato italiano e porterebbe tra l'altro alla definitiva fuga di investimenti all'estero.
    In teoria si potrebbe passare ad un regime di doppia moneta, sia Lire che Euro. Non so però quali conseguenze avrebbe dal punto di vista economico.

  7. #87
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    Quote Originariamente inviata da LS1987 Visualizza il messaggio
    In teoria si potrebbe passare ad un regime di doppia moneta, sia Lire che Euro. Non so però quali conseguenze avrebbe dal punto di vista economico.
    L'euro deve morire domani mattina. Altro che doppia moneta.
    Rispondendo a teo, è infatti arcinoto che l'euro ha attirato una mareeeeeaaaa di investimenti in Italia. Mi risulta invece che le grandi aziende vadano ad investire lì dove la moneta vale meno.
    Scusate i puntini di sospensione...... La verità è che non ho argomenti....

  8. #88
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    Quote Originariamente inviata da kalosjo Visualizza il messaggio
    L'euro deve morire domani mattina. Altro che doppia moneta.
    Rispondendo a teo, è infatti arcinoto che l'euro ha attirato una mareeeeeaaaa di investimenti in Italia. Mi risulta invece che le grandi aziende vadano ad investire lì dove la moneta vale meno.
    Non sono d'accordo, quello che allontana gli investimenti dall'Italia sono la marea di balzelli, lacci legislativi, comitati "contro" a prescindere e la lunghezza burocratica in caso di procedimenti. Gli investitori cercano stabilità e certezza del trattamento e perchè no, anche qualche agevolazione dallo Stato, ma non è questo che guida. Uscire dall'euro secondo me porterebbe alla mancanza totale di fiducia nel sistema paese e quindi indipendentemente dal valore della futura lira a non essere appetibili. Gli investimenti ci sarebbero ma dopo anni di attesa per ottenere delle autorizzazioni a costruire qualcosa la gente scappa (vedi i casi Ikea in Toscana etc.). Questa almeno è la mia esperienza di lavoro in un grupo internazionale.
    Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma non sono sicuro della prima - Albert Einstein

  9. #89
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    Quote Originariamente inviata da teo1964 Visualizza il messaggio
    Non sono d'accordo, quello che allontana gli investimenti dall'Italia sono la marea di balzelli, lacci legislativi, comitati "contro" a prescindere e la lunghezza burocratica in caso di procedimenti. Gli investitori cercano stabilità e certezza del trattamento e perchè no, anche qualche agevolazione dallo Stato, ma non è questo che guida. Uscire dall'euro secondo me porterebbe alla mancanza totale di fiducia nel sistema paese e quindi indipendentemente dal valore della futura lira a non essere appetibili. Gli investimenti ci sarebbero ma dopo anni di attesa per ottenere delle autorizzazioni a costruire qualcosa la gente scappa (vedi i casi Ikea in Toscana etc.). Questa almeno è la mia esperienza di lavoro in un grupo internazionale.
    L'euro ha reso appetibili i nostri marchi perché li ha fatti fallire tutti. E' in corso ormai da anni una grande svendita del made in italy, se non te ne fossi accorto, che non ha portato un euro nelle tasche degli italiani ma grandi guadagni nelle tasche di chi ha comprato e poi chiuso gli stabilimenti.
    Tu ti poni dal punto di vista della grande azienda magari multinazionale straniera. Ecco. E' il punto di vista sbagliato.
    Scusate i puntini di sospensione...... La verità è che non ho argomenti....

  10. #90
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    E niente, la fregatura alla fine è stata che con i miliardi spesi per il JOBS ACT, i nuovi posti di lavoro sono stati nel 2015 meno di quelli del 2014, in cui il JOBS ACT non c'era.
    E che si palesa il fatto che non si assume nemmeno quando i nuovi posti di lavoro costano 100 euro per il datore di lavoro (il resto è a carico dello stato).
    Chiaro sintomo di un'Italia col segno più, ovviamente.

    http://www.istat.it/it/files/2016/02...todologica.pdf


    http://www.linkiesta.it/it/article/2...-lavoro/29118/
    A un anno dalla partenza dei bonus assunzioni per i contratti a tempo indeterminato e a nove mesi dall’avvio delle tutele crescenti, a conti fatti i tempi indeterminati in più sono solo 135mila. Una crescita dello 0,9% per cento. Quelli a termine, in compenso, sono aumentati di più: 113mila nuovi contratti, con un aumento del 4,9 per cento. Cala, in compenso, la platea degli autonomi, per i quali il governo sta lavorando a un Jobs Act ad hoc: 54mila in meno in un mese, 138mila in meno in un anno.

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