Reb, se provoco persone NOTORIAMENTE guerrafondaie ed estremiste, mi vado a cacciare in una strada nella quale devo assumermene le conseguenze. Se vado in un manicomio, li stuzzico e ne esco male, la colpa è mia che ci sono andato, non dei pazzi che sono pazzi. Se la redazione di CH continua a fare vignette su Maometto e cosi via, a sto punto non si sa chi sia piu' scemo, se loro che continuano a stuzzicare persone di cui hanno sperimentato sulla loro pelle il punto a cui possono arrivare, o di quegli altri.
Comunque, per tornare alla vignetta, senza girarci troppo attorno, ci sono dei limiti della decenza e del rispetto che sono -obbligatori- quando in mezzo c'e' la morte, punto. Loro li hanno abbondantemente superati, e che vogliate o no, a primo impatto la vignetta fa schifo. Quando l'ho vista per la prima volta ho avuto un senso di disgusto, cosa che non ho mai avuto quando ho letto articoli di satira.
Continuo a dire che è facile parlare fin quando non si è colpiti in prima persona: il collega al mio fianco al lavoro fa l'ausiliare nei carabinieri e mi ha descritto cose indicibili, anche dal punto di vista psicologico: una signora che si lamentava della cerniera di chiusura del sacco in cui c'era il figlio morto, segno che i l suo cervello aveva letteralmente rifiutato cio' che era accaduto.
Altri due amici di Roma fanno i vigili del fuoco, non si sono neanche permessi di condividere una foto di una pietra rotta su FB.
Con la morte si deve tacere per rispetto della sofferenza degli altri e basta, non prendere per il cool con i disegnini



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