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  1. #1
    Utente di HTML.it L'avatar di Max Della Pena
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    Ho tratto le seguenti conclusioni :
    - I migranti non hanno colpe, vengono impacchettati e spediti qui dalla Libia, da organizzazioni (militari?) criminali.
    - Dato che non hanno colpe, dobbiamo proteggerli, perchè rispedirli indietro, li condanniamo a morte

    Dato che mi è stato sempre insegnato di non scendere a patti con i criminali, mi chiedevo se era giusta la nostra politica o meno.
    Se vedevi la trasmissione capivi che queste persone vengono illuse da cosa troveranno in Italia, pagano una enormità (per loro) per poi partire ed essere ripresi da altri che li riportano in Libia e li trattengono chiedendo ai parenti di mandargli soldi per rilasciarli; sembrerebbe che il 100% di questi non desideri altro che tornare a casa loro.

    Agendo sui mercanti di uomini azzeri praticamente questi viaggi della speranza che non sono altro che un passare (attraverso un inferno) da un inferno all'altro.

    Prima sono le false speranze che li convincono a partire, poi sono i soldi che forse manderanno loro i parenti che li faranno tornare.

    Ma se pensi che pagano 1000/1500 Euro a testa per salire su barchette a centinaia capirai che dietro c'è un business per i trafficanti e poi un business per l'accoglienza in Italia, e noi dove si può magnà ed ingrassare non siamo secondi a nessuno.

    Queste persone servono prima ai trafficanti e dopo ai nuovi "imprenditori" italiani.

    Paghiamo io e te per questi ultimi.
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  2. #2
    Utente di HTML.it
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    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    Se vedevi la trasmissione capivi che queste persone vengono illuse da cosa troveranno in Italia, pagano una enormità (per loro) per poi partire ed essere ripresi da altri che li riportano in Libia e li trattengono chiedendo ai parenti di mandargli soldi per rilasciarli; sembrerebbe che il 100% di questi non desideri altro che tornare a casa loro.

    Agendo sui mercanti di uomini azzeri praticamente questi viaggi della speranza che non sono altro che un passare (attraverso un inferno) da un inferno all'altro.

    Prima sono le false speranze che li convincono a partire, poi sono i soldi che forse manderanno loro i parenti che li faranno tornare.

    Ma se pensi che pagano 1000/1500 Euro a testa per salire su barchette a centinaia capirai che dietro c'è un business per i trafficanti e poi un business per l'accoglienza in Italia, e noi dove si può magnà ed ingrassare non siamo secondi a nessuno.

    Queste persone servono prima ai trafficanti e dopo ai nuovi "imprenditori" italiani.

    Paghiamo io e te per questi ultimi.
    Non ho seguito la trasmissione, ma ho seguito l'intervista fatta ad un immigrato, dove dice che lui non sapeva ( insieme agli altri ) la destinazione finale. Pertanto, loro partivano "all'avventura". Giunti in Libia venivano torturati per esser "riscattati" dai familiari e cosi rilasciati e fatti salire sui barconi.
    Se parlavano con quelli delle organizzazioni, PRIMA di giungere a destinazione, venivano uccisi.

    E' ovvio che "il marcio" inizia dalla Libia, ma prosegue anche in Italia, dove lo Stato invece di far rispettare la legge bloccando gli ingressi dei "clandestini", ne incentiva l'arrivo promuovendo gli aiuti umanitari.

    Ora che c'e' un minimo di stretta e di rispetto delle regole, ecco che gli scafisti ritornano su rotte più "sensate" ( verso la Spagna ).
    Veloce,Affidabile,Economico : Scegline 2

    Se la tua ragazza non te la da, tu non prendertela

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