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  1. #1
    Utente di HTML.it
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    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    quindi dici che e' semplicemente frutto del caso, se la stragrandissima maggioranza dei posti di comando e' in mano a maschi caucasici? del caso che ha voluto che effettivamente nella stragrandissima maggioranza dei casi loro fossero DAVVERO i piu' qualificati a ricoprire certe posizioni?
    Angela Merkel
    Barack Obama

    ed in Italia :
    Madia
    Fedeli
    Boschi
    Boldrini
    e qualche tempo fa :
    Luxuria

    Insomma...non è detto che ci siano solo maschi caucasici.

    Probabilmente la maggioranza lo è perchè (relativamente) è solo da pochi anni che proseguono gli studi anche tutto il resto dei colori/sessi.

    Dubito che in un'azienda si tenda a favorire un sesso/colore se il ruolo da ricoprire non ha bisogno di nessuna specifica discriminazione.
    E' naturale che per fare lavori di bassa manovalanza si usino gli uomini, mentre per il customer care si usino le donne.
    E' naturale che un'azienda prettamente locale favorisca l'assunzione di autoctoni mentre un'azienda di rilevanza internazionale preferisca assumere bilingue o comunque una percentuale di persone madrelingua verso il paese di riferimento.

    Le quote è solo un metodo per discriminare l'accesso ad un posto di lavoro.
    Veloce,Affidabile,Economico : Scegline 2

    Se la tua ragazza non te la da, tu non prendertela

  2. #2
    Utente di HTML.it L'avatar di vonkranz
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    Quote Originariamente inviata da saucer Visualizza il messaggio
    Dubito che in un'azienda si tenda a favorire un sesso/colore se il ruolo da ricoprire non ha bisogno di nessuna specifica discriminazione.
    pur ritenendo anche io che il discorso "quote" sia una stupidaggine, sono convinto che a certi livelli dirigenziali, una certa misoginia la faccia ancora da padrone.

    sono convinto che a parita' di capacita', eta' ecc. tra due candidati dove l'unica reale differenza e' il sesso, il maschio venga preferito. e l'unica causa a cui mi viene da pensare e' il fatto legato alla (eventuale) futura maternita' della candidata che, per qualche motivo, viene vista (ancora oggi. e' innegabile) come "impedimento".
    ...and I miss you...like the deserts miss the rain...

  3. #3
    Utente di HTML.it L'avatar di fedrock
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    Quote Originariamente inviata da vonkranz Visualizza il messaggio
    sono convinto che a parita' di capacita', eta' ecc. tra due candidati dove l'unica reale differenza e' il sesso, il maschio venga preferito. e l'unica causa a cui mi viene da pensare e' il fatto legato alla (eventuale) futura maternita' della candidata che, per qualche motivo, viene vista (ancora oggi. e' innegabile) come "impedimento".
    Bha... lo potete chiamare con il nome che volete, senza ipocrisia quello per me è un impedimento. Parliamo di 9 mesi in cui un tuo dipendente che magari ricopre posizioni molto importanti non puo' dare il 100%, e negli ultimi mesi probabilmente neanche il 10% (questo se facciamo finta che una volta nato, sia il padre ad accudirlo giornalmente, dato che ci piace la parità... altrimenti altro che 9 mesi)

    I SHOULD TELL YOU SOMETHING NEW:
    don't want you here.


  4. #4
    Quote Originariamente inviata da fedrock Visualizza il messaggio
    Bha... lo potete chiamare con il nome che volete, senza ipocrisia quello per me è un impedimento. Parliamo di 9 mesi in cui un tuo dipendente che magari ricopre posizioni molto importanti non puo' dare il 100%, e negli ultimi mesi probabilmente neanche il 10% (questo se facciamo finta che una volta nato, sia il padre ad accudirlo giornalmente, dato che ci piace la parità... altrimenti altro che 9 mesi)
    non si e' capito per quale ragione all'estero riescano a *non* vedere la maternita' come un impedimento, ma un semplice stato come un altro, che l'azienda gestisce senza tanti drammi, mentre qua in italia pare essere l'impedimento per antonomasia per la carriera di una donna

    Congedo parentale, Italia fanalino di coda. E il presidente finlandese in piena campagna elettorale: "Resto a casa"
    [...]
    “Il desiderio dei padri di condividere le cure parentali è aumentato, ma a monte ci devono essere un passaggio culturale e politiche di sostegno”.
    [...]
    l’Ocse ha più volte sottolineato che il congedo di paternità aiuta a diminuire le discriminazioni contro le donne nel lavoro, soprattutto al momento delle assunzioni. Se infatti un datore di lavoro sa che le possibilità di assenza per l’arrivo di un figlio sono uguali per i genitori avrà meno preconcetti nello scegliere una donna.
    http://www.repubblica.it/cronaca/201...sa_-180632442/

    e questo e' particolarmente interessante:

    I papà finlandesi sono gli unici a passare con i figli più tempo delle mamme
    [...]
    Il risultato è merito anche di politiche sociali che considerano il congedo parentale dei papà come un diritto dei bambini, non dei genitori
    http://www.eunews.it/2017/12/05/papa...le-mamme/97913

    @lnessuno: flame war? a parte me, che cmq sto rispondendo tranquillamente, mi pare che per il resto siate abbastanza tutti concordi, tranne giusto vonkranz a cui qualche dubbio viene

  5. #5
    Utente di HTML.it L'avatar di fedrock
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    non si e' capito per quale ragione all'estero riescano a *non* vedere la maternita' come un impedimento, ma un semplice stato come un altro, che l'azienda gestisce senza tanti drammi, mentre qua in italia pare essere l'impedimento per antonomasia per la carriera di una donna
    Il motivo mi pare di capire siano gli incentivi.
    Poi sicuramente avere livelli di disoccupazione più bassi aiuta...

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  6. #6
    Quote Originariamente inviata da fedrock Visualizza il messaggio
    Il motivo mi pare di capire siano gli incentivi.
    Poi sicuramente avere livelli di disoccupazione più bassi aiuta...
    quelli che chiami incentivi, non sono nient'altro che l'equiparazione dei diritti dei padri a quelli delle madri, che mi sembra un provvedimento assolutamente sensato; quanto alla disoccupazione, non dovrebbe proprio entrare nel calcolo: se stipendi e possibilita' di carriera sono uguali, uguale e' la possibilita' di avere o non avere il lavoro (al netto del fatto che la disoccupazione va combattuta, ovviamente)

  7. #7
    Utente di HTML.it L'avatar di fedrock
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    quelli che chiami incentivi, non sono nient'altro che l'equiparazione dei diritti dei padri a quelli delle madri, che mi sembra un provvedimento assolutamente sensato; quanto alla disoccupazione, non dovrebbe proprio entrare nel calcolo: se stipendi e possibilita' di carriera sono uguali, uguale e' la possibilita' di avere o non avere il lavoro (al netto del fatto che la disoccupazione va combattuta, ovviamente)
    Alti livelli di disoccupazione -> Offerta di lavoro bassa, domanda alta. Quindi con alti livelli di disoccupazione, a fronte di un numero enorme di candidati: il datore di lavoro puo' basare la scelta del candidato basandosi su piccolissimi dettagli, come la non possibilità che tra 1-10 anni quel candidato non sia in grado di rendere al 100% per 9 mesi.

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