Posso anche essere d'accordo con la consapevolezza della scelta (che, comunque, anche tua figlia non aveva) il vero punto è un altro.
Censurare una cultura, un modo di vivere, per salvare una bambina dall'infibulazione, è sicuramente un grosso favore fatto a quella bambina.
Questo automatismo, a mio modesto parere, non c'è nel caso della circoncisione.
Impedendola, avremmo sì preservato l'integrità fisica del bambino ma, rovescio della medaglia, si troverebbe a vivere in una società che ha censurato la sua cultura e la sua famiglia.
Per trattare questo tema, secondo me, non bisogna tenere conto non solo della sfera fisica (come sembri fare tu) ma anche della sfera emotiva e culturale del bambino.
In altre parole, non si può essere iperbolicamente avveduti nel preservare l'integrità fisica di un individuo e totalmente ciechi nel preservarne le radici culturali, altrimenti sarebbe più una non-accettazione della diversità che una premura nei confronti del bambino.


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